Recensione di “Zetafobia 2 – La città morta” di Gualtiero Ferrari

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Zetafobia 2 – La città morta” di Gualtiero Ferrari in collaborazione con autore

Editore: Delos Digital

Data di pubblicazione: 29 giugno 2021

Copertina flessibile: 303 pagine

Con gli zombie si può convivere, sono gli altri sopravvissuti il vero pericolo.

Come amante di The walking dead, la serie tv, e tutto quello che riguarda distopico e horror, non potevo non amare questo libro.

All’inizio c’è un piccolo riassunto del primo volume della serie così da renderci conto della storia anche se non lo avessimo letto.

Luglio 2015:

Parla Domenico, il protagonista, in prima persona, uomo paranoico e vogliamo dire forse un po’ schizofrenico? (La sua mente è governata da Patrick un Leprecauno vestito di verde!).

“Tutte le notti lo stesso incubo. Ogni volta che mi addormento, un mese dopo l’altro da oltre cinque anni, trascorro le ore che vanno dal tramonto all’alba in un eterno déjà-vu. Una montagna di sabbia dalle vaghe fattezze umane mi opprime il petto rubandomi il respiro, mentre con gli occhi chiusi ripercorro la fine della civiltà umana. Rivivo i giorni dell’incredulità e dello sgomento, quando i telegiornali sparavano notizie a raffica e le urla dei video amatoriali rimbombavano nelle orecchie, sovrastando le immagini che scorrevano sgranate sullo sfondo. Il ricordo delle vittime sbranate dagli zombie m’infiamma i sensi. Sudo. Tremo. Ho paura. L’inconscio vomita immagini raccapriccianti. Tante, troppe.”

Seppur di fantasia troverete scene molto forti… quindi lo sconsiglio ai lettori deboli di stomaco 😅

Ogni capitolo ha come titolo la data e l’ora, la trovo un’idea molto originale, in più i capitoli sono brevi e pieni di colpi di scena finale che tengono il lettore incollato al libro che si divora veramente molto velocemente.

“In verità, la nostra vita era pura illusione. Una chimera di normalità costellata da infiniti buchi neri, ciascuno capace di trascinarci all’inferno. E Torino, ne ero convinto, era un Inferno con la “i” maiuscola.”

La scrittura è veramente fluida e avventurosa, i personaggi sono ben delineati sia a livello descrittivo che psicologico.

Ci sono dei momenti addirittura ironici che insieme allo scenario apocalittico e le diverse scene splatter creano una miscela esplosiva.

Perfetta la ricostruzione di una Torino che ovviamente si capisce essere la città natale dell’autore.

In tutto il romanzo ma soprattutto nei capitoli finali c’è veramente tanta avventura e accadimenti, il ritmo è molto serrato.

Un libro che consiglio vivamente agli amanti del genere, io l’ho divorato in meno di due giorni.

4,75/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

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