
RECENSIONE de I giochi del fato e gli scherzi della mente di Massimiliano Irenze
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Del Bucchia, 2017 – 312 pagine
Sinossi
Marco Princivalle, un impiegato dalla scarsa autostima che ha due racconti nel cassetto, è da anni amante di Linda. Questo ruolo però, essendo follemente innamorato di lei, ormai gli sta stretto. Diventa così sempre più oppressivo fino a indisporre l’amata che sceglie di allontanarsi da lui. Attanagliato dalla sofferenza, Marco – per via della sua debolezza caratteriale, che lo fa sentire perso senza di lei – non riesce a accettare questa separazione: decide allora di rapirla e di portarla nella tavernetta di casa sua dove la reclude mettendole una catena alla caviglia. Avendo paura che lui le possa fare del male, la ragazza – per prendere tempo – farà leva sulle sue aspirazioni da scrittore e lo convincerà ogni sera a leggere con lei i suoi scritti
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𝗥𝗲𝗰𝗲𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲
Devo dire che recensire questo romanzo mi risultati a dir poco COMPLESSO…
A tratti delirante, questo libro è ricco di personaggi e di racconti, che si intrinsecano l’uno con l’altro.
Partiamo dalla vicenda principale di Marco e Linda, i protagonisti. Marco fondamentale è un insicuro, paranoico e depresso. In un raptus rapisce Linda e la tiene incatenata nella taverna di casa sua. Durante la prigionia, le legge i racconti che lui stesso ha scritto. Queste storie portano il lettore a conoscere la mente umana, e soprattutto, sono incentrati sull’effetto delle droghe nei giovani. La storia principale si snoda attraverso vari accadimenti che fanno da cornice e fanno riflettere sulla perversione della mente degli essere umani. Si potrebbe definire un thriller psicologico con ambientazioni noir.
La lettura di questo romanzo non è per niente facile, ma le storie, il destino e la vita dei personaggi, ti entrano dentro.