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Recensione di “Io mi scelgo: Manuale semiserio per mollare il principe (azzurro tossico) e scegliere sé stesse” di Marta C. a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📅 Pubblicato il: 28 settembre 2025
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 69

#RecensioniLibri 

💜 IO MI SCELGO – La rivoluzione gentile che stavamo aspettando

Ci sono libri che leggi e libri che ti leggono. “Io mi scelgo” appartiene decisamente alla seconda categoria. Marta C. è riuscita nell’impresa titanica di scrivere il libro che ogni donna vorrebbe aver letto dieci anni fa, ma che arriva esattamente quando deve arrivare: nel momento giusto per salvarti.

Marta C. ha trovato la formula magica: ti fa ridere mentre ti apre gli occhi. Il suo stile “semiserio” non è un espediente letterario, è una carezza. Ti accompagna attraverso tematiche dolorose con la delicatezza di chi sa esattamente cosa significa starci in mezzo, ma con l’ironia di chi ne è uscita vittoriosa.

Ogni capitolo è come una chiacchierata con quella amica saggia che tutti vorremmo avere: quella che ti dice le cose come stanno senza giudicarti, che ti fa ridere delle tue stesse disavventure amorose mentre ti aiuta a capire dove hai sbagliato a valutare te stessa.

Finalmente qualcuno che lo dice chiaro e tondo: il problema non è trovare l’amore, è smettere di cercarlo nelle persone sbagliate pensando di poterle salvare, cambiare o guarire. Marta smonta con precisione chirurgica (e un pizzico di sarcasmo liberatorio) tutti i clichés romantici che ci hanno venduto come “amore vero”:

  • “Se ti ama davvero cambierà per te” – FALSO
  • “L’amore vero supera tutto” – FALSISSIMO
  • “Forse sono io troppo esigente” – NO, SEMPLICEMENTE NO

Ogni pagina è un momento “aha!” che ti fa esclamare “ma parla di me!” (e poi realizzi che parla di tutte noi).

Non è il solito libro che ti lascia ispirata per tre giorni e poi tutto torna come prima. Marta C. ti dà strumenti concreti, esercizi, domande da farti, segnali da riconoscere. È come avere una bussola emotiva che finalmente ti indica la direzione giusta: verso te stessa.

Gli esercizi di auto-riflessione sono potenti senza essere invadenti. Le liste dei “red flags” sono così precise che ti chiedi se l’autrice abbia installato telecamere nella tua vita. I suggerimenti per ricostruire l’autostima sono pratici, realistici e soprattutto gentili con te stessa.

Marta non scrive dall’alto di una cattedra. Condivide le sue cadute, i suoi errori, le volte in cui è tornata da chi non doveva. E proprio questa vulnerabilità rende il libro potentissimo. Ti senti vista, capita, accompagnata. Non sei sola in questo casino, e soprattutto: ne puoi uscire.

La sua voce è quella di una donna vera, non di una guru della self-help che ha tutte le risposte. È onesta quando dice “mi sono fatta del male” e coraggiosa quando aggiunge “ma poi ho scelto me”.

“Mia figlia è stata la mia forza. La mia motivazione. Il mio orgoglio. Il mio motivo per denunciare, per affrontare i processi, per non mollare. “Scelta” non è una parola da dizionario, è una presa di posizione. “Amare” non è un gesto romantico, è resistenza pura. Me l’ha insegnato lei senza dire una parola.

“Io mi scelgo” non è un invito all’egoismo o alla chiusura emotiva. È un manifesto di amor proprio rivoluzionario: puoi amarti e amare qualcun altro, ma mai nell’ordine sbagliato. Prima tu, poi eventualmente l’altro. E se l’altro non ti fa stare bene, l’altro non è per te. Punto.

Questo libro ti insegna che:

  • Stare da sola è meglio che stare male accompagnata
  • L’amore non dovrebbe mai farti sentire piccola
  • Non sei tu “troppo”: lui è semplicemente “non abbastanza”
  • Scegliere te stessa non è egoismo, è sopravvivenza emotiva

L’autrice ha un modo di scrivere che ti entra dentro. Ogni pagina ha almeno una frase che vorresti sottolineare, fotografare, tatuarti addosso. Il libro è pieno di verità dette con parole semplici ma devastanti nella loro precisione.

“Ho scelto me. Non per egoismo, ma per sopravvivenza. E poi, diciamolo: ero la mia unica opzione sensata. Non tutte le ferite si vedono. Alcune si nascondono dietro un sorriso ironico con un rossetto cillegia e uno spray al peperoncino nella borsa. Ma oggi non mi nascondo più. Mi scelgo. Con tutte le mie verità, le mie cicatrici e la mia forza. Con le battaglie vinte, quelle perse e quelle che ancora combatto. Con la voce che tremava e quella che oggi non chiede più il permesso. E se qualcuno pensa che sia esagerata… va bene. Non sono guarita. Ma sono viva e sono sveglia. Chi mi vuole addormentata, ha sbagliato favola.”

Per chi è questo libro (spoiler: per TUTTE)

  • Per chi sta pensando di tornare dal suo ex (FERMA, LEGGI PRIMA QUESTO)
  • Per chi si sente in colpa a dire di no
  • Per chi pensa di non meritare di meglio
  • Per chi giustifica comportamenti ingiustificabili
  • Per chi ha bisogno di sentirsi dire che non è pazza
  • Per chi vuole imparare ad amarsi davvero
  • Per chi è stanca di sentirsi stanca

Ma soprattutto: per ogni donna che ha mai messo qualcun altro prima di sé pensando che fosse amore.

Il mio verdetto personale

Questo libro andrebbe distribuito nelle scuole, regalato a tutte le amiche, letto ad alta voce nelle piazze. “Io mi scelgo” non è solo un libro, è un atto di rivoluzione gentile. È la chiave che ti mancava per aprire quella porta che ti teneva prigioniera delle tue stesse illusioni.

L’ho letto in un fiato, ma ci tornerò ogni volta che avrò bisogno di ricordarmi chi sono e cosa merito. Marta C., grazie. Grazie per aver scritto quello che molte di noi sentivano ma non riuscivano a mettere in parole. Grazie per averci ricordato che scegliere noi stesse non è la fine della storia, ma l’inizio di quella giusta.

Dove leggerlo

Ovunque, ma vi consiglio:

  • Sul divano, con un plaid e una tisana
  • In un weekend tutto per te
  • Con le amiche, leggendo i capitoli ad alta voce
  • Quando stai per mandare quel messaggio che NON devi mandare

Da abbinare a:

  • Un quaderno per prendere appunti (ne avrete bisogno)
  • La playlist “Strong Women” su Spotify
  • Un blocco dei contatti preventivo sul telefono
  • Tanto amore per voi stesse
  • Fazzoletti (sì, piangerete, ma di liberazione)

Questo libro è terapia travestita da lettura leggera. È la migliore amica, la psicologa, la sorella maggiore che ti dice le verità scomode con amore. È il libro che ogni donna dovrebbe leggere almeno una volta nella vita, meglio se prima di trovarsi invischiata con l’ennesimo principe azzurro che di azzurro ha solo le botte all’anima che ti lascia.

COMPRATELO. LEGGETELO. REGALATELO. VIVETELO.

E poi, finalmente, scegliete voi stesse. 💜

Per me è indubbiamente un 5 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️🖼️

L’avete letto anche voi? Raccontatemi come vi ha cambiate! E se state pensando di leggerlo: fatelo. È il segno che stavate aspettando.

Sono molto grata all’autrice per avermi fornito una copia cartacea del suo libro. 
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#ReadChristie2021, un altro anno con la regina del giallo

Pronti per trascorrere un nuovo anno in compagnia della Christie?

L’Agatha Christie Limited, la società che detiene tutti i diritti delle opere di Agatha Christie ha deciso di dare vita al terzo anno della challenge famosa in tutto il mondo.

Quest’anno, con grande soddisfazione, sono stata scelta come testimonial italiana della #readchristie2021 insieme ai blog @radicalging e @libriamociblog

Quindi sarà un onore per me guidarvi passo passo per le varie tappe che partono ufficialmente a gennaio 2021 per terminare al 31 dicembre 2021.

Come per la scorsa edizione, le regole sono semplici: ogni mese seguiremo le tappe organizzate dall’ACL, che trovate qui sotto, in questa cartolina che potete ricevere iscrivendovi alla newsletter di Agatha Christie).

Se volete saperne di più vi lasciamo il link al loro sito: agathachristie.com

Le tappe della #ReadChristie2021

La challenge è divisa in tappe, una per ogni mese: (alcuni mesi sono segnalati con il punto interrogativo ? perché l’Agatha Christie Limited li svelerà successivamente).

Gennaio: una storia ambientata in una villa o residenza di lusso

Febbraio: una storia in cui si parla d’amore

Marzo: una storia con un personaggio dell’alta società

Aprile: una storia ambientata prima della seconda guerra mondiale

Maggio: una storia con riferimento al tè (tea)

Giugno: una storia con riferimento o che si svolge in un giardino

Luglio: una storia con un prelato

Agosto: una storia ambientata al mare o in spiaggia

Settembre: una storia che abbia a che fare con la scuola, insegnamento

Ottobre: una storia ambientata su un mezzo di trasporto

Novembre: una storia ambientata dopo della seconda guerra mondiale

Dicembre: una storia ambientata durante il brutto tempo o in inverno, con la neve

Per la tappa di ogni mese possiamo leggere romanzi, racconti, raccolte, si possono anche ascoltare audiolibri e perchè no guardare gli adattamenti televisivi o cinematografici!

Come, dove e quando postare?

Ogni mese potrete parlare delle vostre letture sulle vostre piattaforme: con una foto, delle stories, una piccola recensione o le vostre considerazioni su Instagram, con una recensione o un articolo sul blog, un video su YouTube o un post su Facebook.

L’unico obbligo è utilizzare l’hashtag #ReadChristie2021taggare Tantilibriecaffe  (su Instagram, FB e WordPress Tanti libri e troppi caffè) e l’account ufficiale di Agatha Christie (@officialagathachristie su Instagram e Facebook) così che possa ricondividere tutti i vostri post!

Non mi resta che augurarvi tante buone letture in un anno all’insegna del giallo!!!

Maura.

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RECENSIONE de “Anime” di Alessandra D’Alessandro in collaborazione con autrice

📌📌📌 RECENSIONE 📌📌📌

“Anime” di Alessandra D’Alessandro in collaborazione con autrice

EditoreDel Bucchia
Copertina flessibile1 gennaio 2019
Lunghezza del libro200 pagine 

Non esiste il caso, né la coincidenza. 

Noi, ogni giorno, camminiamo verso luoghi e persone che ci aspettano da sempre. Giuditta Dembech 

Avete presente quei romanzi che divorate in poche ore e quando li avete terminati vi assale la voglia di ricominciare da capo a leggere, rileggere e rileggere? 

Beh cari amici lettori, Anime è uno di questi.

L’ho veramente amato alla follia, mi ha fatto provare emozioni indescrivibili.

“E così Anna ora si ritrovava lì. 

In quel lunedì qualunque di un qualunque mese e di un qualunque anno.

Il caso aveva compiuto ciò che il tempo o il destino avevano forse solo sfiorato per più di vent’anni. Praticamente una vita.

Lo stesso numero di anni che aveva Anna quando stavo insieme a Leo.”

La penna della D’Alessandro è commovente, viscerale, un romanzo che va letto “di pancia“.

Appena iniziato già non riuscivo a staccarmi, ho dovuto terminarlo il giorno stesso.

Una storia d’amore talmente forte e pura che va oltre il tempo e lo spazio.

“Ripensò alla leggenda orientale che le aveva raccontato Leo sul treno e si chiese se qualche filo rosso li avesse mai uniti.

Ma se c’era stato, Anna pensò che doveva essere rimasto incastrato in qualcuno dei mille ingranaggi del destino perché un giorno, lei e Luca, si erano ritrovati fermi, uno accanto all’altro, incapaci di fare anche un solo passo ancora insieme.”

Anna e Leo, due anime che si sono perse, per venti lunghissimi anni, ma saranno destinate a ritrovarsi un giorno?

“Paura.

Di solito è la paura ad arginare il cuore. Paura di soffrire. Paura di sbagliare.

Paura di ricominciare. Paura di perdere quelle certezze a cui ancoriamo la nostra vita per evitare che la tempesta ci trascini alla deriva. 

E della paura non ci si libera facilmente. Perché la paura si alimenta delle incertezze e non lascia scampo.”

Riuscirà Anna a uscire da una situazione che l’ha tenuta incatenata per vent’anni? Riuscirà a scegliere la sua felicità?

“Forse per la prima volta nella sua vita, Anna aveva scelto se stessa. 

Aveva scelto di non far più dipendere la sua felicità da quella di qualcun altro. Anna aveva scelto. Semplicemente. Lasciando da parte i suoi sensi di colpa. Lasciando finalmente che fossero gli altri a portare il peso del mondo sulle loro spalle.”

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione di “Solo” di Alex Serra a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📑 Editore: Youcanprint
📅 Pubblicato il: 9 dicembre 2025
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 180

Ciao lettori! Oggi prendiamoci un momento tutto per noi, perché il libro di cui voglio parlarvi non si può liquidare in poche righe. Sto parlando di “Solo” di Alex Serra, un romanzo che è un’esplosione di emozioni, un giallo teso e, allo stesso tempo, un viaggio delicatissimo nel mondo dell’adolescenza. 

Gabriel ha dodici anni. È quell’età sospesa in cui non sei più un bambino, ma il mondo degli adulti ti sembra ancora un gigante incomprensibile. Per Gabriel, la vita è diventata un “paesaggio di porte chiuse”. Dopo la separazione dei suoi genitori, la sua quotidianità è fatta di una madre consumata dalla rabbia e di un padre che è ormai solo un’assenza ingombrante.

Il suo unico rifugio? La sua stanza e lo schermo di un videogioco. Gabriel si sente, appunto, SOLO. Un’eco sorda che gli rimbomba nel petto e che lo ha portato a spegnersi, a smettere di studiare, a guardare gli amici come se fossero sagome lontane. Ma proprio quando il silenzio sembrava essere diventato il suo unico compagno, la vita decide di trascinarlo al centro di un uragano.

Tutto inizia in una chiesa, dove Gabriel entra cercando solo un po’ di pace. Invece, si imbatte nell’orrore: la morte violenta di Don Leonardo, il parroco del paese. Da quel momento, il ragazzino invisibile finisce sotto i riflettori nel modo peggiore possibile: diventa il principale sospettato. 

Il libro si trasforma in un giallo serrato, con uno stile pulito, scorrevole e capitoli brevissimi che ti costringono a dire “ancora uno e poi smetto” (spoiler: non smetterai!). La narrazione in terza persona ci permette di vivere l’ansia di Gabriel, la sua frustrazione nel non essere creduto, ma anche la sua nascente determinazione. Come dice una delle citazioni più potenti del libro:

«A volte, la verità è nascosta dove nessuno ha il coraggio di guardare. E tu hai coraggio, anche se non te ne rendi conto.»

In questo labirinto di indizi e minacce velate, Gabriel non è solo per davvero. Accanto a lui c’è Nonno Toni. È lui il vero pilastro, l’unico a credere fermamente nell’innocenza del nipote. Il loro legame è la parte più commovente del romanzo: un ponte tra due generazioni che si uniscono contro le ingiustizie del mondo adulto. Insieme, si addentrano in verità sepolte, imparando che:

«…certe verità, una volta scoperte, non si possono più cancellare.»

Alex Serra non scrive “solo” un thriller. Scava nei problemi dei ragazzi di oggi: il rifugio nei social, la sensazione di inadeguatezza, il peso dei fallimenti dei genitori che ricade sulle spalle dei figli. È un libro che parla di resilienza. Ci mostra come un evento traumatico possa diventare il catalizzatore per affrontare le proprie paure.

C’è un dualismo costante tra luce e ombra in queste pagine. Gabriel deve imparare a navigare nel fango delle accuse per ritrovare la propria identità, capendo che la verità può essere dolorosa:

«Chi conosce le tenebre, sa riconoscere la luce. Ma la luce, a volte, acceca più del buio.»

Il messaggio finale è un abbraccio caldo: la famiglia, per quanto ferita, divisa o imperfetta, è il luogo dove si smette di essere “solo”. Gabriel scopre che l’unione e l’affetto sono le uniche medicine capaci di guarire le ferite più profonde.

“Solo” è una lettura coinvolgente ed emozionante, perfetta per i ragazzi che cercano un’avventura in cui rispecchiarsi, ma fondamentale per gli adulti che vogliono provare a capire cosa si nasconde dietro i silenzi dei propri figli.

Un libro che rompe il silenzio e riempie il cuore. Per me è un 5 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️🖼️

Voi avete mai provato quella sensazione di sentirvi “soli” anche in mezzo agli altri? Fatemelo sapere nei commenti, parliamone!

Sono molto grata all’autore per avermi fornito una copia cartacea del suo romanzo. 

INTERVISTA ad Alex Serra a cura di Libri in cornice 🖼️ 

✔️ Buongiorno e benvenuto, parlaci un po’ di te, chi è Alex?

Ciao. Alex Serra è un padre, un nonno, un uomo di 69 anni. Ho vissuto i decenni di cambiamenti sociali importanti, profondi. Ho visto come crescevano e come cambiavano le generazioni dei nostri ragazzi. Ragazzi che crescevano in famiglie sempre più frammentate, e per questo si andavano a rifugiare, a cercare supporto sui social. Supporto che spesso non trovavano nel mondo reale. Io nonostante l’età lavoro ancora, nel settore della sicurezza, e come hobby mi occupo di fotografia, una passione che mi permette di osservare il mondo da un punto di vista “privileggiato”. 

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Ho iniziato a scrivere, esattamente un anno fa, febbraio 2025. Ai miei lettori vorrei trasmettere la voglia di non arrendersi, di combattere, di cercare aiuto, perché a volte basta anche una sola persona per non sentirsi più soli. 

✔️ Parliamo del tuo romanzo “Solo”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo?

“Solo” parla della solitudine dei ragazzi di oggi, del senso di abbandono che provano in determinate situazioni, e della loro incapacità di reagire. L’idea è nata osservando i giovani di oggi e dei cambiamenti nel modo di vivere le relazioni, le nostre relazioni. Famiglie che si separano, il più delle volte senza preoccuparsi delle possibili conseguenze. Dalla solitudine che ne consegue e del bisogno di ascolto e attenzione che viene a mancare. Ho pensato: qualcuno deve raccontare questa solitudine. Non con numeri di uno studio. Non con le parole di uno psicologo. Ma con una storia. Con un ragazzo in carne e ossa che quella solitudine la vive davvero. 

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?

Il valore più importante è sempre quello della famiglia. La famiglia esiste, sempre, magari ridotta a una persona sola, la mamma, il papà, una sorella, o perché no, i nonni! Bisogna credere nella famiglia. “Solo” è un thriller per ragazzi dagli 11 ai 15 anni e per adulti che amano storie coinvolgenti e intense, ma con una lettura semplice e veloce, e anche per quegli adulti che magari ci sono passati attraverso questa solitudine.

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione del tuo libro?

La copertina è stata una mia idea. Ho pensato di creare una immagine che ne rappresentasse il titolo, sperando che rimanesse in memoria, e che creasse curiosità a chi vedeva il libro. Per la revisione, editing, e impaginazione mi sono appoggiato a Youcanprint. Una agenzia che si occupa di Self-Publishing e devo dire che sono stati molto bravi nel seguirmi e consigliarmi su come era meglio procedere.

✔️ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri?

Ma, io non parlerei di “libri” ne ho scritto uno solo, l’ispirazione è venuta osservando e ascoltando il silenzio dei nostri ragazzi. 

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo quali sarebbero?

Coinvolgente – Emozionante – Avvolgente 

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

C’è stato un momento in cui leggevo di tutto. Ma il mio genere sono libri di avventura, azione e devono avere una trama coinvolgente e veloce. Gli autori che leggo di più sono Clive Cusler, Patricia Cornwell, Wilbur Smith. 

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo? 

Allora, scrivere un libro, il mio libro è stato un percorso lungo e molto pesante e impegnativo. Ma ti posso assicurare che la promozione è la parte più importante e difficile da realizzare, soprattutto se come me hai lavorato in autonomia, senza avere alle spalle una casa editrice. Per pubblicizzarlo ho cercato e sto ancora cercando aiuto e collaborazione su Instagram, e devo dire per fortuna ho trovato tante persone, autori che si sono resi disponibili a darmi una mano. Dovrei dire dei nomi, ma sono veramente tanti e potrei dimenticarne qualcuno. Per questo do un abbraccio, e un sentito grazie a tutti quelli che hanno speso, chi più e chi meno, un po’ del loro tempo per fare conoscere il mio Libro.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?

Sì posso dire di si, ma ancora è un po’ presto per parlarne.

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Bella domanda. Perchè è un thriller pieno di suspense e colpi di scena, ambientato nella vita reale. Un libro che parla di personaggi veri, temi profondi come solitudine e famiglia, e una lettura scorrevole che coinvolge fino all’ultima pagina. E visto che siamo in presentazione ne approfitto per ricordarvi che sarò presente al Salone del Libro di Torino, dal 14 al 18 Maggio, se volete potete passare a trovarmi. Un grazie particolare anche a te Maura che con questa presentazione mi hai aiutato a fare conoscere “Solo”. 

Intervista in collaborazione con autore ✍️

Recensione di “Un passo alla volta – Il mio viaggio nella mente e nel cuore: Un racconto autentico di cadute, rinascite e crescita interiore” di Afterthehall Lifecoach a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📅 Pubblicato il: 24 giugno 2025
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 398

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Ciao lettori! Oggi voglio parlarvi di un libro che non è una lettura, ma un’esperienza a cuore aperto. Sto parlando di “Un passo alla volta – Il mio viaggio nella mente e nel cuore”. 

Dimenticate i manuali di auto-aiuto con le “dieci mosse per la felicità”. Qui non troverete soluzioni rapide o consigli preconfezionati. Troverete un uomo. Un uomo che è caduto, che si è sentito rotto e che ha lottato contro il mostro più grande di tutti: lo sguardo riflesso nello specchio.

Attraverso la storia di Stefano — un alter ego in cui l’autore ha riversato le sue paure più profonde — veniamo proiettati in un viaggio che alterna due voci: quella che trema (il passato, il dolore vivo) e quella che ha imparato (la mente e il cuore che mettono ordine).

Il libro affronta con una sincerità disarmante il senso di “non essere abbastanza” e la frustrazione di veder sgretolare ciò che si è costruito. Stefano ci insegna che non esiste una sola caduta, ma che ogni volta che pensiamo di aver toccato il fondo, ne scopriamo uno più profondo. Eppure, proprio lì, tra le macerie, avviene il miracolo della consapevolezza.

Come ci ricorda una delle citazioni più potenti nel testo:

“Le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza. I caratteri più solidi sono cosparsi di cicatrici.” — Khalil Gibran

Uno dei temi che mi ha colpita di più è l’imparare a “proteggersi i fianchi”. Non per diventare cinici, ma per diventare interi. L’autore ci insegna che il perdono non è amnesia, ma libertà.

“Non è colpa mia se mi hai ferito. Ma è responsabilità mia decidere quanto a lungo ti porto con me. Oggi scelgo di portare più me e meno te. Più presente e meno passato. Più verità e meno illusioni.”

Questa riflessione sul rapporto con “Chiara” e con il passato è un manifesto per chiunque abbia vissuto un amore condizionato o usato come arma. È il momento in cui smetti di sederti a tavoli dove non sei rispettato.

L’autore confessa di aver creduto per anni che il suo fuoco interiore fosse cenere. Invece, quel vuoto era solo “spazio per ricostruire”. Scrivere, la terapia e il coaching sono stati i suoi strumenti, ma il fiammifero lo ha acceso lui. Non serve vedere già l’incendio per ricominciare; basta accorgersi che, sotto la cenere, stiamo ancora respirando. Perché, in fondo:

“La gente più sensibile è quella che ha sofferto di più. È quella che ha versato più lacrime. È quella che ha sentito sulla pelle la solitudine, eppure sorride con sincerità.” — Carl Jung 

Perché leggerlo? Perché è un libro onesto. Non cerca pietà, cerca connessione. È la mano tesa che l’autore avrebbe voluto ricevere nei suoi momenti peggiori. Ci ricorda che restare in piedi dopo tutto il caos è già una vittoria immensa, e che:

“Chi ha attraversato davvero il buio, non teme più la luce. La diventa.”

Questo libro vi restituirà il diritto di sentire senza anestesia. Vi insegnerà che il dolore ti parla sempre: a volte come stanchezza, altre come insonnia. Ascoltarlo è l’unico modo per trasformarlo.

“Non esiste un oblio insuperabile. Non esiste un dolore che non possa essere trasformato, se dentro di noi decidiamo di non mollare… Meritiamo amore, rispetto, dignità. E anche quando il mondo ci mette alla prova, possiamo sempre scegliere di rialzarci.”

Per me è un 5 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️🖼️

Lo avete letto? Vi siete mai sentiti come Stefano, smarriti nel bosco per ritrovare voi stessi? Scrivetelo nei commenti!👇

Sono molto grata all’autore per avermi fornito una copia cartacea del suo libro. 

INTERVISTA a Flavio Lucibello a cura di Libri in cornice 🖼️ 

Buongiorno e benvenuto, parlaci un po’ di te, chi è Flavio?

Sono una persona che ha sempre vissuto tra scienza e natura. Per oltre quarant’anni ho lavorato nella ricerca scientifica, ma parallelamente ho coltivato un legame profondo con l’ambiente, la montagna e il mare. La scrittura è arrivata come un’esigenza naturale: un modo per raccontare ciò che ho visto, vissuto e sentito, cercando di dare voce a quei luoghi e a quelle emozioni che spesso restano in silenzio.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Ho iniziato a scrivere durante il periodo del Covid e, in modo più strutturato, negli ultimi quattro anni, quando ho sentito il bisogno di fermare su carta alcune storie che portavo dentro da tempo. Ai lettori vorrei trasmettere soprattutto il rispetto per la natura, la consapevolezza della sua fragilità, ma anche la bellezza dei legami umani. Nei miei libri cerco sempre un equilibrio tra dimensione interiore e mondo naturale.

Parliamo del tuo romanzo “AVELIG – La donna del silenzio”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo?

“AVELIG – La donna del silenzio” è una storia che si muove tra leggenda e realtà, immersa nel paesaggio bretone, forte e suggestivo, dove il mare e la natura diventano parte integrante del racconto. Parla di identità, memoria, perdita e rinascita. L’idea è nata mettendo insieme emozioni vissute in tempi diversi. La prima in un piccolo porto di pescatori della Bretagna: vidi una targa di bronzo su cui era incisa una poesia che una donna aveva dedicato al suo uomo morto in mare. Quelle parole, così intense, mi colpirono profondamente. La Bretagna è una terra dal fascino selvaggio, dove le storie antiche sembrano sopravvivere nel vento, nelle onde, nei silenzi. Il secondo momento fu l’incontro, in mare, con tre capodogli mentre ero in barca vicino a Ischia. Un’emozione intensa, istanti che difficilmente potrò dimenticare. Con Avelig volevo raccontare una figura femminile intensa, quasi simbolica, capace di incarnare il rapporto profondo tra essere umano e natura.

Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?

I valori principali sono il rispetto dell’ambiente, la ricerca di sé, la resilienza e la capacità di ascoltare il silenzio, che oggi è sempre più raro. È un romanzo adatto a chi ama le storie evocative, i paesaggi naturali e i racconti che lasciano spazio alla riflessione. Non è legato a un’età precisa, ma a una sensibilità.

Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione del tuo libro?

Una mia amica, dopo aver letto la prima bozza, mi inviò l’immagine di un quadro, “Miranda e la tempesta” di John William Waterhouse (1916), dicendomi che le aveva fatto pensare al romanzo. Partendo da quella suggestione, la copertina è stata pensata come parte integrante del racconto: volevo che evocasse immediatamente l’atmosfera del libro, più che descriverla. È il risultato di un lavoro condiviso con la casa editrice, fatto di confronti e prove, fino a trovare l’immagine giusta. Per la revisione mi sono affidato al mio amico Dino, lettore attento e colto ma severissimo, e a Francesca Funicella, un’editor davvero molto preparata, che mi ha insegnato molto su ritmo e dialoghi. Abbiamo fatto un lavoro accurato, perché credo profondamente nella cura del testo: ogni parola deve avere il suo peso.

Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri?

Principalmente dalla natura e dall’osservazione della realtà. I luoghi che frequento, soprattutto ambienti montani e marini, sono una fonte continua di ispirazione. Ma anche le persone, le loro storie e i cambiamenti del territorio. Spesso basta un dettaglio, un ricordo, un’immagine per far nascere un racconto.

Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo quali sarebbero?

Evocativo, intenso, silenzioso.

Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Leggere è fondamentale per me. Non amo molto gli ebook: a casa ho libri ovunque, in ogni stanza. Da ragazzo ho letto quasi sessanta romanzi di Salgari, poi sono arrivati Dumas e Jules Verne. Nel tempo ho attraversato periodi più legati alla saggistica e altri in cui ho privilegiato la narrativa. Amo i romanzi legati alla natura e alla dimensione interiore: da Jack London a Steinbeck, da Hemingway a Rigoni Stern. Ma anche Calvino, Eco e i grandi classici russi. Insomma, la lettura è qualcosa di cui non posso fare a meno.

Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo?

Oggi la promozione è essenziale, ma credo debba restare coerente con il contenuto del libro. Non si tratta solo di “vendere”, ma di creare un dialogo con i lettori. Io ho scelto soprattutto incontri dal vivo, presentazioni, eventi culturali, e l’utilizzo dei social per condividere contenuti legati ai temi del libro. Il contatto diretto con le persone resta, per me, la parte più autentica.

Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?

Sì, sto lavorando a nuovi progetti. In realtà ho due libri già terminati che attendono un editore interessato. Uno prosegue un percorso narrativo già iniziato e ha come protagonista Vladimiro, un etologo che ha scelto una vita lontana dalla frenesia della città. Sarà l’ultimo capitolo di una trilogia iniziata con “Il suo nome era Vladimiro – Alla ricerca del lupo cerviero”, e continuerà a esplorare il rapporto tra natura e trasformazioni interiori. L’altro affronta un tema per me altrettanto fondamentale: la memoria storica. Sono lavori che richiedono tempo, ma che sento molto vicini.

Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Perché è un viaggio. Un viaggio dentro una storia in cui il limite tra realtà e fantasia è molto esile. Ma anche dentro se stessi, dentro il mondo irrazionale che tutti, chi più chi meno, ci portiamo dentro. È un libro che non ha fretta, che lascia spazio al silenzio e all’immaginazione, e che invita a riscoprire un legame più autentico con la natura e con ciò che siamo davvero.

Intervista in collaborazione con autore ✍️ 

INTERVISTA a Lorenzo Zucchi a cura di Libri in cornice 🖼️ 

✔️ Buongiorno e benvenuto, parlaci un po’ di te, chi è Lorenzo?

Sono un autore underground, scalzo, di nicchia, non per scelta ma per gusti. Il mio compito è aiutare a riportare la cultura al centro dell’attenzione

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Ho iniziato nel 2019 con i racconti di viaggio e da lì ho costruito un percorso ben definito che sto portando avanti. Vorrei trasmettere essenzialmente domande

✔️ Parliamo del tuo romanzo “In attesa del mio nome”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo?

Il libro ha un personaggio basato su di me quindi è stato molto semplice imbastire una trama basata su eventi reali romanzati

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?

Si parla di solitudine, identità di genere e dipendenza. E’ un libro essenziale per la comunità queer ma allo stesso tempo coinvolge anche la grande sfera mainstream per le altre tematiche

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione del tuo libro?

Ha fatto tutto la casa editrice Villaggio Maori e devo dire che il risultato finale è straordinario

✔️ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri?

Ho una lista di idee che ho preparato all’inizio del progetto ma l’ispirazione per le scene singole poi arriva sempre dalla vita quotidiana

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo quali sarebbero?

Come ho scritto nel post di presentazione: crudo, disturbante, necessario. Ma anche notturno, magnetico, milanese

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Leggevo tanto in passato ora più che altro per curiosità visto che sono parte di quel mondo. Preferisco i film, non per niente la mia scrittura è sempre molto visuale e cinematografica

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo? 

La promozione è essenziale ma i social sono una bolla. Su Instagram ho 3mila follower e sono abbastanza noto, fuori sono sconosciuto a chiunque. Per quello la mia promozione alterna post a presentazioni al pubblico

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?

Quando questa mia intervista uscirà ci sarà già un altro mio libro sul mercato. È importante trovare spazio per far sentire la propria voce, anche a chi si chiude le orecchie

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Perché chiunque ci si ritroverà

Intervista in collaborazione con autore ✍️ 

INTERVISTA a Claudia De Nicola a cura di Libri in cornice 🖼️ 

✔️ Buongiorno e benvenuta, parlaci un po’ di te, chi è Claudia?

Buongiorno! Sono una persona molto curiosa, di quelle che si appassionano facilmente. Ho origini pugliesi, e forse anche da lì nasce questo mio modo intenso di sentire le cose. Amo i libri da sempre, ma anche disegnare, perdermi nei film, osservare le storie degli altri e immaginare le loro continuazioni. Mi piace tutto ciò che riesce a farmi sentire qualcosa, anche solo per un attimo. Sono attenta ai dettagli, a quelle piccole cose che spesso passano inosservate ma che in realtà dicono tanto. 

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

In realtà ho iniziato prima a leggere che a scrivere. I libri ci sono sempre stati, fin da subito. La scrittura, invece, è arrivata più tardi, in età adulta, quasi come un’esigenza che a un certo punto non potevo più ignorare. All’inizio era qualcosa solo mio, uno spazio personale. Poi ho sentito il bisogno di condividere, di far uscire quelle storie da me. Ai miei lettori vorrei trasmettere soprattutto l’entusiasmo e la passione che metto in quello che scrivo. Ma anche qualcosa di vero. Mi piace raccontare emozioni autentiche, anche quando sono scomode, anche quando fanno un po’ male. E mi piacerebbe che, tra una pagina e l’altra, qualcuno si fermasse e pensasse: “questa cosa la sento anch’io”. Anche solo per un attimo.

✔️ Parliamo del tuo romanzo “Ti avevo detto di non baciarmi”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo?

“Ti avevo detto di non baciarmi” è una storia fatta di attrazione, scelte e conseguenze. Di quei momenti in cui sai benissimo che stai per oltrepassare un limite… e lo fai comunque. E da lì, niente resta davvero come prima. È un romanzo che si muove tutto su quello che succede dopo. Dopo un gesto, dopo un errore, dopo aver provato qualcosa che non avevi previsto. L’idea è nata in modo molto poco romantico, ma decisamente reale: una notte, verso le tre, con dei rumori al piano di sopra che mi hanno acceso una domanda. E da lì è partita tutta la storia. Diciamo che… se leggete le prime pagine, capirete perfettamente!

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?

Se devo scegliere un valore sopra tutti, direi l’amicizia. Quella vera, quella che non ti molla anche quando fai scelte discutibili, anche quando sei nel tuo momento peggiore. Quella che magari ti dice le cose in faccia, ma resta. Poi sì, ci sono anche la sincerità, la responsabilità emotiva, il coraggio di guardarsi dentro… ma l’amicizia è il filo che tiene tutto insieme. È un libro per chi ama le storie sentimentali, ma non quelle perfette. È per chi vuole qualcosa di più vero, più umano. Per chi sa che le relazioni sono complicate… e proprio per questo funzionano.

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidata per la revisione del tuo libro?

La copertina e tutti i disegni all’interno del libro sono interamente realizzati da me. Avevo in testa un’idea molto precisa e volevo che fosse esattamente così, senza compromessi. È stata una parte bellissima del processo, perché mi ha permesso di raccontare la storia anche visivamente, non solo con le parole. Per la revisione, invece, mi sono affidata a Laura Morelli, che oltre a essere una grande professionista è anche una persona splendida. Ha saputo migliorare il testo rispettando la mia voce, senza mai snaturarlo.

✔️ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri?

Quasi sempre dalla realtà. Da cose vissute, osservate, oppure da piccoli dettagli che mi restano addosso più del previsto. A volte basta davvero poco: una frase sentita per caso, uno sguardo, una dinamica tra due persone… e la testa inizia a costruirci sopra una storia. E poi ci sono quelle situazioni un po’ assurde, quasi surreali, che sembrano già scritte da sole. Tipo il fatto che io conosca la persona che ha coniato il termine “Santa Pera”… ecco, da lì capisci che la realtà, certe volte, supera qualsiasi fantasia.

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo quali sarebbero?

Direi coinvolgente, imperfetto… e irresistibile. Perché ti trascina dentro, non prova a essere perfetto, e a un certo punto non riesci più a staccarti.

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Sì, amo leggere. È sempre stato il mio punto di partenza. Leggo tanti romance, mi piace perdermi nelle storie emotive, nei legami, nelle dinamiche tra i personaggi. Però il mio imprinting vero, quello che mi ha fatto capire quanto può essere potente la scrittura, l’ho avuto con Stephen King. Mi ha sempre colpito il modo in cui riesce a creare un rapporto diretto con il lettore, quasi personale. Sembra che ti stia parlando, che ti stia portando dentro la storia passo dopo passo. Ed è una cosa che, nel mio piccolo, cerco di fare anch’io. E se devo dirne uno su tutti… il mio preferito resta La lunga marcia.

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo? 

È fondamentale, soprattutto se sei un autore self. Puoi scrivere il libro più bello del mondo, ma se non lo fai arrivare alle persone… resta lì. La promozione oggi è parte del lavoro, nel bene e nel male. Io ho scelto di puntare soprattutto su Instagram e TikTok, cercando di creare un rapporto diretto, senza filtri, con chi mi legge o potrebbe leggermi. Poi ci sono le presentazioni, le collaborazioni, ma alla fine credo ancora tantissimo nel passaparola. Quello vero, spontaneo. Quando qualcuno legge il tuo libro e sente il bisogno di dirlo a qualcun altro.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Sì, sto lavorando al seguito. Posso dire che sarà divertente… e poi, quando meno te lo aspetti, anche parecchio commovente.  Per ora non dico troppo… ma diciamo che ci sarà un terzo incomodo. E no, non sarà facile ignorarlo!

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Perché è una storia che non fa la brava. Non è perfetta, non cerca di esserlo, e a volte prende anche decisioni discutibili… ma è vera. Parla di emozioni complicate, di quelle che non sempre sai gestire nel modo giusto. E poi perché, tra una pagina e l’altra, potresti ritrovarti più di quanto ti aspettavi. O almeno… potresti iniziare a leggere per curiosità e finire per non riuscire più a smettere. do giusto. E poi perché, tra una pagina e l’altra, potresti ritrovarti più di quanto ti aspettavi. O almeno… potresti iniziare a leggere per curiosità e finire per non riuscire più a smettere. 

Intervista in collaborazione con autrice ✍️ 

Recensione di “Donum: Le cronache del vuoto” di Scapin Cristian a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📑 Editore: EBS Print
📅 Pubblicato il: 15 ottobre 2025
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 640

#RecensioniLibri 

Ciao a tutti, amanti dei libri e dei viaggi interstellari! Oggi parliamo di un’opera che definirei un “viaggio” nell’animo umano e nel cosmo profondo: “Donum. Le cronache del vuoto” di Cristian Scapin.

Preparate le tute spaziali e sintonizzate i vostri sensori, perché questa non è la solita space opera. Si percepisce fin dalle prime pagine che l’autore non è un improvvisato: Cristian Scapin dimostra una profonda conoscenza della fantascienza, una passione pura che si è manifestata e maturata fin da quando era bambino. Questa competenza tecnica e narrativa trasuda da ogni dettaglio tecnologico e sociale del romanzo.

«Non è facile prendere coscienza che ciò che vediamo non è la realtà, ma solo l’ombra di ciò che è reale.» (Platone)

In un futuro dove l’umanità ha colonizzato ogni angolo del Sistema Solare, il successo è diventato la nostra condanna. La sovrappopolazione soffoca la Terra e le sue colonie. La soluzione? Il programma “Nuovi Orizzonti”. Dieci navi, dieci milioni di coloni, un viaggio oltre la velocità della luce verso l’ignoto.

Tra queste spicca la MSFT Mistique, diretta verso il sistema Victor Rho. A bordo, il destino di un milione di anime è affidato a Father, un’intelligenza artificiale che veglia sui corpi in ipersonno. Ma mentre i coloni sognano un nuovo mondo, la realtà che li attende è molto più oscura di quanto immaginassero.

Prima di proseguire, un piccolo “disclaimer” per voi: “Donum” non è una lettura edulcorata. Scapin non risparmia nulla al lettore, inserendo scene crude e di forte impatto visivo, necessarie per descrivere la spietatezza di un regime che non si ferma davanti a nulla. Per la complessità dei temi trattati e la violenza di alcuni passaggi, è un libro decisamente adatto a un pubblico adulto e consapevole.

I protagonisti non sono semplici “soldatini”, ma personaggi vibranti. Abbiamo il Comandante Aleandro Francisco de Orelliana e la sua compagna, il tenente Maria Esther Cortez: guerrieri esperti ma profondamente umani. Con loro, il lato scientifico del viaggio: il dottor Domenico Ferraro e la professoressa Giovanna Persicoli, le cui liti sull’exoarcheologia nascondono un amore profondo.

E come non menzionare i leggendari Keiji Matzumoto e Sayaka Otomo? Due tecnici capaci di sopravvivere ai ghiacci di Encelado con poco più di un coltellino. Come dice uno di loro in un momento di profonda riflessione:

«L’universo è più grande di quanto possiamo immaginare, ma anche il dolore lo è, e io voglio continuare a capirlo. A capirli entrambi.»

Dietro la facciata del progresso si nasconde il marcio. I “Grandi Padri”, una setta malthusiana d’élite, hanno deciso che l’umanità va “potata”. Il loro piano, il Total Restore, è agghiacciante: spedire milioni di persone verso il nulla e decimare chi resta con la pandemia Venus Strain 2 e il farmaco sterilizzante Polar XC. Vogliono un mondo di “pecoroni” obbedienti.

Il punto di rottura arriva quando l’equipaggio comprende il tradimento della propria patria. In una scena che mi ha fatto venire i brividi, l’identità militare si sgretola:

«Con effetto immediato, mi dimetto dalla carica di comandante della Mistique. Abiuro le mie origini. Non sono più Aleandro Francisco de Orelliana, capitano della Federazione Terrestre, mi vincolo al giuramento fatto all’ultimo Imperatore dei Merus. D’ora in poi… sono Aleandro, Custode del Vuoto del popolo Merus.»

Uno dopo l’altro, Maria, Domenico, Giovanna e i tecnici rinunciano al loro passato. In quella stanza spoglia, la MSFT Mistique smette di essere una nave terrestre per diventare l’arca di una nuova civiltà.

Donum è un libro potente che mescola sapientemente la fantascienza “hard” con una critica sociale affilata. Cristian Scapin ci interroga su cosa significhi davvero “sopravvivere” e su quanto siamo disposti a sacrificare per la nostra libertà.

È un viaggio che ci porta…

“Nel vuoto. Oltre le stelle. Verso una nuova meta. Verso un sogno che… diverrà realtà.”

Per me è un 5 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️🖼️

Sono molto grata all’autore per avermi fornito una copia cartacea del suo libro. 

Recensione di “Ti avevo detto di non baciarmi: Resistere a uno era difficile. Resistere a due? Praticamente impossibile.” di Claudia De Nicola ” a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📅 Pubblicato il: 14 ottobre 2025
📜 Copertina rigida
📃 Numero di pagine: 310

#RecensioniLibri 

<< A te, che stai leggendo con il pigiama sbagliato e il cuore giusto. Che dici “sto bene” ma intanto hai già aperto il vino. Che hai amato chi non ti ha meritata, e riso nei momenti meno opportuni. Che ti sei rimessa il mascara dopo un pianto, che hai ballato in salotto come se fosse un club, e che hai salvato amiche in crisi con una battuta velenosa e un abbraccio sincero. Questo libro è per te. Perché si, magari la vita è un casino. Ma tu? Tu sei spettacolare anche nel caos. >>

Ciao a tutti lettori! Oggi parliamo di un romanzo che è un vero e proprio cocktail di emozioni, tacchi a spillo e decisioni discutibili (ma divertentissime).

Preparate un calice di quello buono, perché stiamo per tuffarci nel mondo di Claudia De Nicola. Avete presente quella sensazione di quando vorreste essere eleganti e composte come una parigina in Rue de Rivoli, ma finite per inciampare nel vostro stesso carisma come una Bridget Jones a un party di Manhattan? Ecco, benvenute nella vita di Bella.

La narrazione in prima persona ci trascina direttamente nella testa della nostra protagonista, un mix esplosivo tra ironia goffa, indiscutibile stile (e i drammi sentimentali) di Carrie Bradshaw. Bella si muove tra le luci di New York e l’atmosfera trés chic di Parigi, portandoci con sé in un viaggio che è tanto una ricerca dell’amore quanto un tentativo disperato di non auto-sabotarsi.

Il cuore del romanzo batte tra due poli opposti. Da una parte c’è Chris, dall’altra Ethan. E in mezzo? C’è Bella che cerca di capire perché il suo radar per gli uomini sia così… particolare.

“Dovevo ammetterlo. A livello emotivo, quei due erano praticamente lo stesso modello con un packaging diverso: Chris, tutto arroganza spavalda e faccia da bastardo affascinante; Ethan, invece, con quel perfezionismo esasperante e l’inquietante capacità di disarmarmi in due secondi netti. Forse il problema non erano loro. Forse il problema ero io. Continuavo a scegliere uomini emotivamente indisponibili come se avessero il bollino “scelta top” in un catalogo online. E io, ogni volta, cliccavo su Aggiungi al carrello. Insomma, erano davvero tutti così o avevo io il talento innato di centrare, ogni volta, il peggior esemplare disponibile sul mercato sentimentale? Tipo cecchino dell’amore… ma cieca.”

Ragazze, lasciate da parte ogni pregiudizio: la storia è piccante e pepata al punto giusto! Le scene hot sono scritte con una chimica palpabile, ma non oscurano mai la profondità emotiva della storia. Perché, tra un bacio proibito e un outfit da urlo, Bella si pone le domande che tutte noi ci siamo fatte almeno una volta davanti a uno schermo del telefono spento:

“Cosa rende l’amore reale? È il batticuore incontrollabile, i messaggi letti e riletti, le notti insonni a chiedersi se anche l’altro sta pensando a te? O è il momento in cui decidi di restare, anche quando l’euforia inziale si è dissolta come zucchero in un caffè troppo amaro? Forse era più simile a un contratto senza clausole chiare, un salto nel vuoto senza rete di sicurezza. Lo vivi, ci credi, ci investi tutto quello che hai. E l’amore a prima vista? Il colpo di fulmine che ti stravolge la vita in un istante? Forse era solo un’invenzione romantica per giustificare decisioni avventate. O magari esisteva davvero – per alcuni.”

In breve: Un romanzo frizzante, sfacciato e terribilmente onesto. Claudia De Nicola ci regala una protagonista in cui è impossibile non rispecchiarsi, facendoci sognare tra Avenue Montaigne e la Fifth Avenue.

E se pensate di aver già capito come andrà a finire, beh… preparatevi a rimettere tutto in discussione. Claudia De Nicola non ci regala il solito finale scontato e impacchettato con un fiocco rosa. Senza svelarvi nulla (non sono una di quelle che fa spoiler, promesso!), vi dico solo che l’ultima pagina non è un punto fermo, ma un punto esclamativo che vibra di possibilità. È un finale sorprendentemente aperto, uno di quelli che ti costringe a chiudere il libro, fare un respiro profondo e restare lì, a fissare il vuoto, con mille domande in testa e un sorriso complice sulle labbra. Perché, proprio come nella vita reale, la storia di Bella non finisce dove pensiamo noi: continua a scorrere, lasciandoci quel retrogusto di attesa e libertà che solo le grandi storie sanno dare.

Per me è un 4,5 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️

Curiosissime di sapere cosa sceglierà Bella? Correte a leggerlo!

Ti è mai capitato di sentirti un “cecchino dell’amore… ma cieca”? Scrivimelo nei commenti! 

L’autrice consiglia di accompagnare la lettura con questi brani per entrare nel giusto mood:

 * You Don’t Own Me – Lesley Gore / Grace feat. G-Eazy

 * Love on the Brain – Rihanna

 * Believe – Cher

 * New Rules – Dua Lipa

 * Sex and Candy – Marcy Playground

 * Dreams – Fleetwood Mac

 * Midnight City – M83

 * Just a Girl – No Doubt

 * Je te laisserai des mots – Patrick Watson

 * Crazy in Love – Beyoncé (Fifty Shades Remix)

 * Ciao Adios – Anne-Marie

 * Fast as You Can – Fiona Apple

 * Feeling Good – Nina Simone

 * No Roots – Alice Merton

 * This Girl – Kungs vs Cookin’ on 3 Burners

Sono molto grata all’autrice per avermi fornito una copia cartacea del suo libro. 

Recensione di “Opona. La città del vapore (Vol. 1)” di Andrea Rapini a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📑 Editore: Pav Edizioni
📅 Pubblicato il: 25 settembre 2024
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 502

#RecensioniLibri 

Ciao a tutti, amanti delle atmosfere opprimenti e dei mondi che tolgono il fiato! Oggi parliamo di un’opera che definire “romanzo” è riduttivo. Si tratta di un’esperienza immersiva, densa e, lasciatemelo dire, spaventosamente profetica. Sto parlando di “Opona – La città del vapore” di Andrea Rapini. Prendetevi un caffè forte e mettetevi comodi, perché per affrontare Opona serve fiato. Tanto fiato.

Diciamolo subito: Opona è un libro impegnativo. Non è una lettura da “un capitolo prima di dormire”. La mole cospicua di pagine e la fitta trama di eventi richiedono una dedizione totale. Ma, ragazzi, che soddisfazione quando i pezzi del puzzle iniziano a incastrarsi! Rapini costruisce un mondo post-apocalittico con un ritmo urbano frenetico, scandito da un linguaggio tutto suo. L’autore ha creato parole nuove, neologismi necessari per descrivere tecnologie e concetti futuristici che rendono l’immersione totale. Sembra quasi di sentire lo sferragliare del ferro mentre si legge.

L’atmosfera di questo libro è… soffocante. Opona è cinta da paludi fangose e malsane, ma la vera domanda che vi perseguiterà per tutto il tempo è: la paura è fuori, tra le nebbie dei confini, o è già dentro le mura, nascosta nel vapore delle macchine? L’autore evoca creature mostruose, spesso di stampo antropomorfo o ispirate a una mitologia distorta, che vanno a toccare le nostre paure ancestrali. Non sono solo “nemici”, sono l’incarnazione di ciò che l’uomo ha sempre temuto, aggiornato all’era del vapore. Non aspettatevi sconti: Rapini ci sbatte in faccia descrizioni dettagliate, crude, quasi viscerali degli ambienti e delle situazioni. Il sangue si mescola all’olio e alla fuliggine in un connubio dark/horror che vi farà venire i brividi.

In questo scenario monumentale, si muovono tantissimi personaggi. La scelta stilistica dell’autore è tanto audace quanto efficace: la narrazione procede a salti continui, con capitoli alternati che parlano rigorosamente in prima persona. Questa struttura ci permette di entrare letteralmente nella testa dei protagonisti. Ogni personaggio possiede:

 * Un linguaggio proprio: Dimenticate la voce piatta dell’autore; qui ogni “io” ha il suo vocabolario e il suo registro.

 * Un carattere e una forma: La psicologia e la fisicità sono delineate con una precisione chirurgica.

   Che siano operai, Guardiani, reietti o Cronisti, i loro ruoli sono dinamici e nessuno resta fermo. Le loro traiettorie si intersecano e si scontrano in un susseguirsi di eventi che tiene alta la tensione, mostrandoci come ruoli così diversi riescano a comporre il mosaico di una società sull’orlo del baratro. Opona ci pone una domanda scomoda: possiamo davvero immaginare un futuro così? La risposta, purtroppo, sembra nascondersi tra le righe di questa critica sociale mascherata da Steampunk. È un monito sulla direzione che sta prendendo il nostro progresso.

In tre parole: Viscerale, Claustrofobico, Crudele.

Lo consiglio a…

 * I puristi dello Steampunk: Se per te non è solo mettersi un paio di goggles e qualche ingranaggio sul cappello, ma è sporcizia, vapore pesante e critica sociale.

 * Gli amanti del Dark/Horror: Se cerchi una lettura che non abbia paura di mostrare il lato marcio delle cose e ami sentirti addosso il fango delle paludi.

 * I lettori “Maratoneti”: Chi gode nel decifrare un nuovo linguaggio, tenere traccia di fazioni diverse e perdersi in un “libro-mondo” di ampio respiro.

 * Chi cerca riflessione: Perfetto per chi si interroga sul futuro dell’umanità e sul rapporto uomo-macchina.

Meglio evitare se…

 * Cerchi una lettura leggera, veloce e con un protagonista unico ed “eroico”.

 * Non sopporti i ritmi che si prendono il loro tempo per costruire l’atmosfera attraverso descrizioni dettagliate.

 * Preferisci il fantasy classico con elfi e foreste incantate.

Per quanto riguarda il finale, non spoilero, ma attendo con ansia il secondo volume! Se siete pronti a sporcarvi le mani con il grasso delle macchine e a sfidare le creature che abitano le paludi e la mente umana, questo è il libro adatto a voi. Ma attenti: una volta entrati a Opona, l’aria “fuori” non vi sembrerà mai più la stessa.

Per me è un 4 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️

Cosa ne pensate: sareste pronti a sopravvivere in un futuro dominato dal vapore e dal controllo sociale, o preferireste le paludi? 

Sono molto grata all’autore per avermi fornito una copia cartacea del suo romanzo. 

Recensione di “Avelig. La donna del silenzio” di Flavio Lucibello a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📑 Editore: La Caravella Editrice
📅 Pubblicato il: 2 agosto 2025
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 126

#RecensioniLibri 

Ciao a tutti, cari lettori e amanti delle storie che profumano di sale e mistero! Oggi vi porto tra le pagine di un libro che non è solo una lettura, ma un vero e proprio esercizio di ascolto. Sto parlando di “AVELIG – La donna del silenzio” di Flavio Lucibello. Se cercate il solito thriller o una storia d’amore convenzionale, cambiate rotta: questo è un viaggio verso l’imponderabile.

“Il mare non è mai stato amico dell’uomo. Tutt’al più è stato complice della sua inquietudine.” – Joseph Conrad, Lo specchio del mare

In un mondo che corre troppo veloce e urla troppo forte, Lucibello ci scaraventa in una dimensione dove il silenzio è il protagonista assoluto. La trama ruota attorno a figure come Dagan, Edouard e Céline, i cui destini si intrecciano con quello, etereo e potente, di Avelig.

Ma chi è Avelig? È una donna, un simbolo, o forse la voce stessa del mare? La narrazione ci suggerisce che, per proteggere l’immenso blu che ci circonda, non bastano i dati scientifici o la militanza: bisogna tornare a sognarlo.

Dagan è il personaggio che incarna forse più di tutti il conflitto tra ciò che siamo e ciò che dovremmo essere. Spesso immerso in una ricerca che va oltre il visibile, rappresenta l’uomo che sente il richiamo di qualcosa di antico. È attraverso di lui che percepiamo il peso della responsabilità verso il mare e la necessità di una “connessione profonda”. Per Dagan, il viaggio non è mai solo geografico, ma un percorso di spoliazione dalle sovrastrutture della modernità.

Edouard è colui che spesso si trova a dover gestire il confine sottile tra la logica e l’inspiegabile. È il destinatario (o l’autore) di quelle riflessioni sulla “prigionia della razionalità”. Rappresenta la saggezza di chi ha vissuto abbastanza da sapere che la scienza non può spiegare tutto e che esiste un valore fondamentale nella fantasia e nell’imponderabile. È la voce che ci invita a non chiudere mai del tutto la porta dell’immaginazione.

Céline porta nel racconto una dimensione di empatia e accoglienza. È il personaggio che meglio riesce a sintonizzarsi con le frequenze del silenzio. Se Dagan cerca e Edouard riflette, Céline spesso sente. È lei la figura che permette al lettore di percepire quel “lento, silenzioso ritorno” interiore, dove la nebbia del mondo esterno si dirada per lasciare spazio a una chiarezza emotiva che gli anni avevano offuscato.

Sullo sfondo (o forse al centro di tutto) resta Avelig. Lei non è solo un personaggio, è l’elemento catalizzatore. È lo specchio in cui Dagan, Edouard e Céline devono guardarsi per capire che “ogni ritorno dal mare è un atto d’amore”. È il silenzio che parla e che obbliga ognuno di loro a tenere accesa la propria luce.

Il libro poggia su tre pilastri fondamentali che ho amato ritrovare tra le righe:

• Il superamento della Razionalità: In uno dei passaggi più belli, l’autore ci ricorda che siamo “sempre più prigionieri della razionalità”. Lucibello ci sfida a lasciare uno spazio libero nella testa per l’imponderabile. Senza la fantasia, la ricerca della verità è cieca.

• Il Viaggio Interiore: La nebbia e il silenzio non sono ostacoli, ma strumenti. C’è un momento in cui i protagonisti iniziano a “riconoscersi con una chiarezza che gli anni avevano offuscato”. È un ritorno non al passato, ma al proprio “io” più profondo.

• Il Mare come Maestro: Il legame con l’oceano è viscerale. “Ogni ritorno dal mare è un atto d’amore”. Questa frase racchiude l’essenza del libro: il mare ti cambia, ti educa e, se ti permette di tornare, hai il dovere di portare con te quella luce.

La scrittura di Lucibello è evocativa, quasi ipnotica. Ho apprezzato moltissimo come la letteratura venga usata come strumento di connessione ecologica e spirituale. Non è un libro che si legge “per sapere come va a finire”, ma per sentire cosa succede dentro di noi mentre i personaggi si muovono nella nebbia.

“Ogni ritorno dal mare è un atto d’amore. Chi rientra vivo, ha imparato qualcosa. Chi rimane, deve tenere accesa una luce”.

A chi lo consiglio:

• A chi sente il richiamo del mare anche quando è lontano dalla costa.

• A chi ama le storie dove il confine tra realtà e mito è sottile come l’orizzonte.

• A chi ha bisogno di spegnere il rumore del mondo esterno per riaccendere quello interiore.

Per me è un 4 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️

Un libro che sussurra verità profonde. Un inno alla capacità di meravigliarsi ancora.

Cosa ne pensate? Siete pronti a lasciare spazio all’imponderabile nella vostra libreria? Fatemelo sapere nei commenti! 👇

Sono molto grata all’autore per avermi fornito una copia cartacea del suo romanzo.