RECENSIONE de

“Il marchio degli eletti” di Attilio Carpani in COLLABORAZIONE con autore

Copertina flessibile324 pagine
Data di pubblicazione18 giugno 2020

Editore: Epika 

“Ti sei mai pentito delle tue scelte?”

“Vedi Giorgio quando ti trovi davanti a un bivio, prendi sempre la direzione che in quel momento ti sembra la più giusta, anche se non puoi mai sapere dove quella strada ti porterà.

Se mi sono pentito di qualche scelta fatta? Sicuramente no, anche se avrei preferito che le cose fossero andate in maniera differente.”

Narrato in prima persona dall’ispettore Paride Boccanera questo a mio parere è un ottimo thriller. 

Libro d’esordio per Attilio Carpani, anche se, dalla maturità della sua penna, non l’avrei mai detto.

Il romanzo ha una struttura particolare, alla trama del presente si intervallano capitoli (a partire dal numero 13) del passato del protagonista, dandoci modo piano piano di scoprire cosa ha portato l’ispettore Boccanera a essere quello che è, e come è arrivato a essere così coinvolto nelle indagini. 

È sicuramente un thriller poliziesco dal ritmo serrato, che si divora in poco tempo.

Impossibile non affezionarsi al protagonista. 

La trama si snoda da Roma, a Volterra, a Barcellona per approdare nei capitoli finali addirittura in Nepal. Le indagini serrate, risultano sempre sfociare ad un punto morto… 

Chi uccide bambini innocenti marchiandoli sulla fronte con dei numeri romani?

L’autore ha una penna molto matura, fluida, il lettore entrerà completamente nella trama. 

Le descrizioni dei paesaggi e dei numerosi luoghi che visiterà Boccanera per proseguire nelle indagini sono narrati in maniera veramente empatica. 

La voglia è quella di prendere uno zaino con poche cose e partire subito per andare a scoprirli.

“Il cuore sembra rimpiccolirsi nel mio petto. Forse è una sensazione, o forse sta accadendo veramente, non riesco più a respirare; gli occhi rimangono fissi sul corpicino, allungo un braccio per cercare di afferrare qualcosa a cui appoggiarmi ma non trovo niente. Non riesco più a distinguere la realtà dalla finzione.” 

Il finale, a mio gusto personale ovviamente, avrebbe potuto essere meno frettoloso e più “reale“, più in linea con tutto il romanzo, invece sfocerà nel misticismo…

Veramente consigliato.

4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

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