
Tappa di agosto della challenge #anoicepiacemalato organizzata da @fuoridicarta e @piccolimomentidiecstasy
Tema: #antofacaldo
L’ estate che cambiò tutto di Beth Lewis
Copertina rigida: 415 pagine
Editore: La Corte Editore
Data di pubblicazione: 19 aprile 2019
🔪🔪🔪 CHE THRILLER VI HA TENUTO COMPAGNIA AD AGOSTO?! 🔪🔪🔪
“Tutto iniziò quando trovarono il corpo. Era l’estate torrida del 1971 e da quel momento niente sarebbe stato più lo stesso.”
John, Jenny, Rudy e Gloria vivono a Larson, una piccola cittadina del Midwest, dove i ragazzi poco più grandi di loro stanno partendo per il Vietnam e dove tutto sembra immobile.
Sognano di fuggire lontano aggrappandosi alla loro amicizia, ma un pomeriggio si imbattono nel cadavere di una giovane donna.
È chiaro che si tratti di un omicidio ma a nessuno sembra importare.I quattro amici cominciano a indagare e a scavare sempre più in profondità, scoprendo verità che mai avrebbero voluto immaginare. Paranoia e violenza iniziano a prendere il sopravvento.
Mentre la madre di John e Jenny sembra perdere sempre più il controllo sotto l’effetto del whisky, il padre di Rudy non lesina atti di vero terrorismo nei confronti del figlio e dei suoi amici che stanno facendo troppe domande.
Le estati si susseguono, e insieme al caldo implacabile, una profonda oscurità avvolge Larson e i quattro ragazzi impareranno che, a volte, i segreti è meglio che rimangano sepolti.
Uno specchio di una malata e corrotta provincia americana, sono gli anni 70.
Un thriller molto descrittivo, ma allo stesso tempo crudo, angosciante, raccontato da John il protagonista, un ragazzino di 13 anni cresciuto troppo velocemente.
“Dobbiamo scoprire chi è che l’ha uccisa. Qualcuno deve farlo.”
Gli altri avevano le idee, io facevo in modo di concretizzarle. Ero stato io a progettare, disegnando con un bastoncino sul terreno, la costruzione del Forte; io a studiare come creare una diga nel fiume e dare vita al Lago Grande.
In quel momento era di nuovo a me che si rivolgevano. Per identificare un cadavere, risolvere un omicidio, catturare un assassino. Una passeggiata. Cristo.”
Un finale tragico, spiazzante ma, che ci lascia un filo di speranza.
“Non appena disceso il pendio nei campi che portava al Nido, al Lago Grande e al nostro forte, avvertii una fitta di senso di colpa. Una volta quel posto era il nostro mondo. Per tutti e quattro. Mia sorella. I miei migliori amici. La casa che ci eravamo costruiti da soli. Ma le circostanze, il tempo e orrori di ogni genere avevano fatto sì che appassisse nella mia testa, diventando un pensiero sempre più distante.”
4,25/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️