
Buonasera cari amici lettori, per la tappa di agosto del GᖇᑌᑭᑭO ᗪI ᒪETTᑌᖇᗩ #toctoccileggiamo abbiamo letto:
Mani nude di Paola Barbato
| Editore | Rizzoli |
| Data di pubblicazione | 2 aprile 2008 |
| Lunghezza del libro | 429 pagine |
Davide Bergamaschi. Occhi da bambino, corpo da adulto, forte e vivo come lo si è solo a sedici anni. Di fronte a lui, invisibile tra una folla di persone che ballano e bevono, un uomo anziano, stanco e pericoloso, lo osserva. E lo sceglie.
Il ragazzo viene rapito, scaraventato a forza su un camion e costretto a lottare a mani nude contro uno sconosciuto.
È il suo ingresso nel mondo dei combattimenti clandestini all’ultimo sangue: o uccidi o vieni ucciso.
L’uomo, il suo rapitore, scorge in lui il potenziale di un combattente diverso da tutti gli altri, e forse anche qualcosa di più, una sorta di erede a cui trasmettere la sua conoscenza, i suoi valori e le sue personalissime leggi morali.
Lo aiuterà a sopravvivere in un mondo disumano, gli insegnerà che la prigionia, i soprusi, l’omicidio e la morte possono diventare accettabili, una nuova “normalità”.
Dopo 1442 giorni, un centinaio di omicidi alle spalle e la perdita di ogni inibizione o moralità, di Davide Bergamaschi non sarà rimasto più niente e dalle sue ceneri sarà nato Batiza, il più feroce degli assassini.
Un libro feroce… la prima parola che mi viene in mente pensando a questo romanzo. Di una ferocia inaudita aggiungerei, ho ancora lo stomaco attorcigliato.
La storia di lottatori, o cani come vengono chiamati in gergo, in mezzo ad altri cani, secondo una gerarchia composta da minori, maggiori, guardiani e supervisori.
Un mondo estremamente malato ci si prospetta, e più proseguiamo nella lettura più ci convinciamo di una cosa, in questo mondo c’è una legge:
“L’amicizia è un errore. L’affetto una debolezza”.
Batiza, sindrome forse di una “sindrome di Stoccolma” è completamente soggiogato dal suo maestro, una dipendenza morale e affettiva che gli impedirà di crescere e di valutare il suo vero nemico.
Ad un libro pazzesco si aggiunge un finale altrettanto o forse ancora più efferato di tutto il romanzo in sé… ma non voglio spoilerare…
UN CAPOLAVORO NEL SUO GENERE, MA DA MANEGGIARE CON CAUTELA.
4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️