INTERVISTA a Marco Astolfi di Tantilibriecaffe

Questa settimana intervista all’autore Marco Astolfi

✔️ Parlaci un po’ di te… cosa fai nella vita oltre a scrivere?

Io lavoro in banca, oramai da quattordici anni pieni, come semplice impiegato, nulla di… adrenalinico insomma.

È però un lavoro che mi consente di dedicarmi alle mie passioni, come lo scrivere appunto. Poi, seguo la mia società di pallacanestro dove giocavo come responsabile delle comunicazioni, per lo più quelle via social network.

Poi mi piace lo sport (per compensare la sedentarietà da impiegato), il cinema e l’arte, oltre che ai fumetti.

✔️ Parliamo del tuo libro “I difensori della città” che ho letto e amato.

Pur essendo una storia fantastica è ricco di principi morali, com’è nata l’idea?

Innanzitutto, ti ringrazio, mi fa davvero un grande piacere che il mio lavoro sia riuscito a regalarti emozioni che ricorderai.

Mi sono ispirato ai comics, dove ogni eroe deve fare i conti con il suo nemico più grande: sé stesso. Non dobbiamo mai scordarci che, ad esempio, anche un personaggio come “Superman”, pieno zeppo di superpoteri, è pur sempre una persona con le sue debolezze (e non parlo di kryptonite). Il lettore deve immedesimarsi nel suo eroe, deve poter dire “Lui è come me e se ce l’ha fatta lui, posso farcela anche io!”. 

I miei protagonisti, infatti, sono normalissimi ragazzi, che ogni giorno vediamo in giro per strada.

Il mio romanzo è nato per puro gioco insieme ad una mia amica; poi all’insaputa sua e di tutti, ho iniziato a scrivere questa storia. È sempre stato un mio desiderio pubblicare qualcosa di mio.

✔️ Qual è il motivo principale per cui scrivi e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Io sono sempre stato un grande appassionato di eroi e supereroi, dai miti greci ai fumetti della Marvel e DC-Comics. Quando leggi le gesta di un eroe, lo immagini sempre come un personaggio invincibile, senza paura e senza alcun difetto. In realtà, la vita ci insegna che è tutto l’opposto, che i veri eroi siamo noi, nel nostro quotidiano, per noi stessi e per gli altri.

Fragilità e paura devono essere nostri “compagni di viaggio”, che insieme a determinazione e coraggio completano il nostro essere. Mai vergognarsi di ciò che si è, mai pensare che una cosa sia impossibile da fare.

Il vero eroe è colui che si accetta e si migliora senza arrendersi, diventando un esempio da seguire. Infatti, il mio supereroe preferito (che viene poco prima di “Batman”) è “Paperinik”: il personaggio di Paperino con il suo alter ego incarna perfettamente questa ideologia.

✔️ Pensi di scrivere un seguito al tuo primo libro? Hai in cantiere un altro romanzo?

“I Difensori della città” ha riscosso un successo che neppure io mi sarei aspettato e chiunque lo ha letto ha fatto la stessa domanda. Per cui, senza troppi spoilers, rispondo di sì, c’è in cantiere un seguito delle avventure dei miei supereroi. Posso anticipare che sto creando un nuovo antagonista veramente spietato, che metterà a dura prova i protagonisti.

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Mi piace leggere e vorrei davvero ritagliare più tempo per farlo. 

Un libro mi deve attrarre e tenere incollato con la storia e i personaggi. Mi piacciono un sacco i romanzi gialli di Agatha Christie (adoro Hercule Poirot) ma tra i miei preferiti ci sono classici come “Zanna Bianca” di London e “Frankenstein” di Shelley. In vacanza ho terminato “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve” di Jonasson: un libro tanto grottesco e comico quanto dolce, che si fa amare. Adesso ho da poco iniziato “I cerchi nell’acqua” di Robecchi: un poliziesco ambientato proprio a Milano, che mi aiuterà ad addentrarmi ancora di più nella città del mio romanzo. Mai scordarsi della nostra cultura letteraria, siamo il Paese più bello del mondo.

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