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Recensione de “Shalis” di Claudio Bolle in collaborazione con autore
| Data di pubblicazione | 11 luglio 2020 |
| Copertina flessibile | 307 pagine |
Buongiorno cari amici lettori,
sono qui a recensire un romanzo molto particolare.
Sinceramente non saprei definire propriamente il genere, forse un distopico avventuroso… ma con molto, molto, erotismo.
I nomi delle località in questo romanzo sono distorsioni di quelli noti, a volte in lingue straniere o antiche.
Un romanzo che parte come avventura per poi prendere le pieghe di un fantasy con elementi di fantascienza.
Ci troviamo in un futuro lontanissimo dopo la grande Catastrofe, come si capirà a lettura inoltrata, ma invece che nel futuro sembra quasi di trovarsi nel passato, poiché le popolazioni sono tornate a una forma quasi primitiva.
Sono organizzati in tribù, vestono di gonnellini di paglia e si nutrono di molluschi e bacche.
Organizzano strani rituali e parlano un linguaggio sconosciuto.
L’avventura inizia con il naufragio di una ragazza che viene trovata praticamente morta su una spiaggia da due di questi indigeni, marito e moglie.
Questa donna, bellissima, alta, dalla pelle candida come la neve e dai biondi capelli fluenti. La sua provenienza certamente dev’essere di origine nordica, molto lontana dall’Africa dove sembra che ci troviamo.
La ragazza si rimetterà subito grazie all’aiuto di questa coppia, ma la sua memoria sembra perduta, verrà chiamata Ziwena dalla popolazione locale.
Piano piano però i ricordi riemergeranno e lei si ricorderà di essere la principessa Shalis.
Dopo innumerevoli, e forse a mio parere, troppe pagine di sesso, celebrazioni, orge, eccetera… si metterà in viaggio per ritornare alla sua terra di origine.
Compagni di viaggio molto insoliti sono un leone e una leonessa che lei, grazie a delle doti particolari, riesce ad ammansire come fossero due docili gattoni.
Sarà un viaggio pieno di battaglie, combattimenti, ma Shalis ha piena maestranza dell’arte della guerra e sarà un’ottima leader.
La narrazione è abbastanza scorrevole, non ci sono refusi.
L’autore ci porta fino alla fine e poi con un finale aperto ci fa capire che questo è il primo libro di una trilogia…