Letto insieme al #gdlcarrisi

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Recensione de “L’ipotesi del male” di Donato Carrisi
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| Editore | Longanesi |
| Data di pubblicazione | 29 aprile 2013 |
| Lunghezza del libro | 414 pagine |
“TI PIACEREBBE UNA NUOVA VITA??”
“Hai mai desiderato scomparire?
C’è una sensazione che tutti, prima o poi abbiamo provato nella vita: il desiderio di sparire.
Di fuggire da tutto.
Di lasciarci ogni cosa alle spalle.
Ma per alcuni non è solo un pensiero passeggero. Diviene un’ossessione che li divora e li inghiotte. Queste persone spariscono nel buio. Nessuno sa perché. Nessuno sa che fine fanno.
E quasi tutti presto se ne dimenticano.”
Che dire di questo secondo libro di Carrisi con protagonista Mila Vasquez, sicuramente mi ha preso molto di più de “Il suggeritore“.
Divorato in pochi giorni, con un finale da brivido.
Qui invece che il Suggeritore il cattivo è chiamato “il signore della buonanotte”. L’ipotesi del male: il bene di alcuni coincide sempre con il male di altri, ma è valido anche il contrario.
“L’ipotesi del male era una sintesi stupefacente di ciò che vedeva ogni giorno come poliziotta. Ma spiegava anche tante cose di lei.
È dal buio che vengo, ed è al buio che ogni tanto devo ritornare.”
Questo thriller parla di persone scomparse che ritornano… E ritornano per uccidere.
Mila li chiamava i predestinati.
Sono passati sette anni dal caso de “Il suggeritore“ e sono cambiate diverse cose. Mila ora lavora nel “Limbo“, ovvero un dipartimento quasi disconnesso dal resto della polizia, dove si cercano le persone scomparse.
Pur essendo con la stessa protagonista, questo romanzo può essere letto tranquillamente anche senza aver letto il libro precedente.
Certo sicuramente certi piccoli dettagli vi sfuggiranno.
Lo consiglio vivamente.
4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️