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Recensione de “La chiave del tempo” di Flaminia Nucci in collaborazione con autrice
| Editore | Robin |
| Data di pubblicazione | 20 luglio 2020 |
| Copertina flessibile | 256 pagine |
“Forse è questo il destino. Solo la conseguenza di un gesto in un angolo di cielo. Un gesto di cui si ignora tutto, ma a causa del quale all’improvviso nuove melodie si intrecciano. Si fondono. Fremono. Ogni dolore è una fine, devi accettarlo. E accettare di vivere questo epilogo come l’annuncio di un prologo. Così va la vita. Senza inizio né fine. Senza fine né inizio. Come un otto. Che sta solo a me guardare in orizzontale per vederlo ancora una volta trasformarsi in infinito.”
In questo romanzo si respira a pieni polmoni l’arte, dalla musica che fa da padrona, alle intense e veramente dettagliate descrizioni dei luoghi: Copenaghen e Siviglia.
Ho notato subito le bellissime illustrazioni, ce ne sono veramente moltissime, completano la visione mentale già fervida del lettore grazie alla narrazione così dettagliata della Nucci.
Lodevole conoscenza, da parte dell’autrice, dell’architettura, della storia, dei dettagli più precisi delle città d’Europa e d’Italia.
La doppia narrazione è molto efficace, a capitolo alternati, l’autrice ci parla di Reno e Rocio.
I protagonisti si incontrano casualmente a San Gimignano nel 2010, sono entrambi musicisti, lui flautista e lei violoncellista.
Per un attimo è pura magia, i loro sguardi entrano nell’anima. Così prepotentemente scatta un sentimento anche se per pochi minuti perché i due torneranno alle loro vite per 7 lunghi anni..
Un senso di vuoto e malinconia subito ci pervade, attraverso i protagonisti, che sono alla ricerca spasmodica di una pienezza interiore.
E da qui inizia la parte più importante del romanzo:
Strani sogni dove avvengono scambi di persona…
In sogno e sulle ali dell’immaginazione, tutti noi abbiamo sperimentato la speciale ebbrezza
di visitare posti ignoti e meravigliosi, o di essere oniricamente altre persone.
Ma poi al risveglio abbiamo conosciuto la cocente delusione di quando la realtà ci ricaccia d’un sol colpo alla vita di tutti giorni.
Ma cosa accadrebbe se nel momento di riaprire gli occhi scoprissimo che quello che abbiamo sognato è realmente accaduto?
Che abbiamo delle prove tangibili che il giorno è trascorso ed effettivamente sono successe tutte le cose vissute in sogno?
Questo ci direbbe che i sogni non sono soltanto sogni, ma manifestazioni di mondi e di dimensioni ulteriori. Anche questa scoperta dovrebbe indurci a comportamenti diversi. Forse non ci renderebbe migliori quanto il sapere che c’è un mondo parallelo, ma ci alleggerirebbe l’animo da molte angosce perché l’esistenza di un altro mondo arricchirebbe di senso quello in cui già ci troviamo.
Sapremmo finalmente che esistono un dove e persino un altrove, e non proveremo più la spiacevole sensazione di camminare a vuoto.
Mai come in questo romanzo i sogni sono salvifici… il nostro inconscio ci verrà incontro attraverso i sogni per farci capire che non c’è solo quello che noi viviamo tutti i giorni, ma c’è altro nascosto dentro di noi che non percepiamo. In questo il sogno aiuta a evadere dalla nostra vita quotidiana e imparare, correggere il tiro della nostra vita attraverso un viaggio dentro il nostro IO.
Un libro che è molto più di una storia d’amore, è la ricerca del sé, la ricerca dell’altra metà di noi stessi.
Consigliato a tutti, un viaggio attraverso le percezioni dell’anima.
4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️