Recensione de “Tracce dal silenzio” di Lorenza Ghinelli in collaborazione con casa editrice Marsilio

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Recensione de “Tracce dal silenzio” di Lorenza Ghinelli in collaborazione con casa editrice

EditoreMarsilio
Data di pubblicazione14 novembre 2019
Copertina flessibile 332 pagine

“Per essere risolti, gli inferni devono essere attraversati.”

Un romanzo che mi ha saputo veramente stupirmi, lasciandomi attonita, soprattutto nel finale… degno di un film di Hitchcock. 

Non mi aspettavo di incontrare una scrittura leggera, semplice e di grande impatto emotivo; né mi aspettavo di trovarmi invischiata in una storia di follia e di paura.

Sono presenti tre filoni narrativi in questa storia, che corrono paralleli, a volte intrecciandosi, il presente di una famiglia “rotta” in seguito alla sordità di Nina, la bambina protagonista; il passato oscuro di Rebecca, l’anziana signora che vive nella casa di fronte; la realtà di ragazzi di una casa famiglia che hanno conosciuto sulla loro pelle la guerra in Afghanistan. 

Nina ha 10 anni e con la manina infilata nella tasca del cappotto si assicura sempre di avere le pile sostitutive per l’impianto cocleare come si è raccomandata la mamma. 

La bimba ha perso l’udito un anno prima a causa di un incidente stradale e può ascoltare e interagire con il mondo solo quando il suo orecchio bionico è perfettamente posizionato e funzionante; diversamente annega in un silenzio angosciante che nel buio della notte viene rotto da una musica quasi centenaria di juke-box, dalle parole comprensibili e inquietanti: “Quando noi vediamo una ragazza passeggiar, cosa facciam? Noi la seguiam, e con occhio scaltro, poi cerchiam d’indovinar quello che c’è da capo a piè.”. 

Fra le storie di questi personaggi, inoltre, si intrecciano racconti di guerra di un passato non troppo lontano che ha segnato per sempre le vite di sopravvissuti come Rebecca, i nonni di Alfredo che non ne hanno mai parlato volentieri, Nur e Rasha che l’hanno vissuta in tempi e luoghi diversi, ma che si portano dietro delle ferite difficili da rimarginare e che Alfredo non comprende perché “per lui la guerra è poco più di una scenografia di fondo o di una serie televisiva”.

Tracce dal silenzio è una fiaba noir per ragazzi, ma anche per adulti che, grazie alla prosa fresca, a tratti cruda, ma mai scontata tiene il lettore aggrappato alla pagina dall’inizio alla fine, accompagnandolo lentamente a sciogliere un groviglio di tre storie unite nella loro oscurità da un fil rouge pregno d’attualità: questioni di rilevanza sociale quali la disabilità, la violenza sulle donne e la vita quotidiana di minori stranieri nelle case famiglia si intrecciano a tematiche più intime come la crisi di un matrimonio o i ricordi dolorosi che inevitabilmente ognuno di noi si porta dietro. 

4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

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