Recensione de “L’enigma della camera 622” di Joël Dicker

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Recensione de “L’enigma della camera 622” di Joël Dicker 

EditoreLa nave di Teseo
Data di pubblicazione 11 giugno 2020
Lunghezza del libro640 pagine 

Letto insieme al gruppo di lettura #dicembreconlenigma organizzato valido pure per tappa di dicembre  #buonnataledisangue #anoicepiacemalato

“Spesso la gente pensa che per scrivere un romanzo si parta da un’idea. 

Invece una storia prende le mosse innanzitutto da una voglia: quella di scrivere. Una voglia che si impadronisce di te e che niente può ostacolare, una voglia che ti allontana da tutto. Questo desiderio continuo di scrivere, io lo chiamo “la malattia degli scrittori”. 

Puoi avere la trama migliore del mondo, ma se non hai voglia di scrivere, non concluderai niente.”

Uno dei più intricati libri gialli che abbia letto.. CHAPEAU per Dicker, ancora una volta si è superato. 

Avevo letto pareri molto contrastanti su questo suo ultimo romanzo, ma io l’ho trovato eccellente, degno di un giallo alla Agatha Christie. 

I personaggi, le ambientazioni, gli sbalzi temporali, tutto è architettato e magistralmente orchestrato. 

Dicker mai come in questo libro gioca con il lettore. 

La “chicca” è il romanzo all’interno del romanzo: ebbene sì, in questa sua opera Dicker è un personaggio vero e proprio che impersona lui stesso… un po’ come un Hitchcock che faceva una comparsa nei suoi film! 

Una trama veramente molto molto intricata, ma il bello dei romanzi di Dicker è che ogni tessera si incastra perfettamente, e tutto, proprio tutto, alla fine non può che combaciare. 

L’ho amato, come del resto, ogni suo libro. 

Ambientazioni suggestive tra hotel di lusso e residenze invernali, banchieri, segreti, scambi di identità…. mi fermo perché non voglio spoilerare. 

Insomma un capolavoro da gustare appieno… sarò di parte ma io Joël Dicker lo adoro 🥰 

“ La vita è un romanzo di cui già si conosce la fine: il protagonista muore. La cosa più importante, in fondo, non è come va a finire, ma in che modo ne riempiamo le pagine. Perché la vita, come un romanzo, deve essere un’avventura. E le avventure sono le vacanze della vita.”

Perché leggerlo??? Beh ovviamente i libri di Dicker sono opere che vanno assaporate, ma anche lette tutte d’un fiato…. e poi, messe in bella vista in libreria!!!

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