Recensione de “Che fine ha fatto Liz?” di Chiara Citrini in collaborazione con autrice

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Recensione de “Che fine ha fatto Liz?” di Chiara Citrini in collaborazione con autrice

EditoreRossini Editore
Data di pubblicazione 11 novembre 2020
Copertina flessibile 271 pagine 

Iniziato la mattina e finito la sera stessa… direi che questo thriller dalla trama molto interessante e ben strutturata tiene incollati alle pagine. 

Quello che salta subito agli occhi è una impaginazione molto particolare, con interlinea larga e capoversi sfalsati. 

Nella tranquilla cittadina di Holladay, nello Utah, vive la famiglia Cooper, composta da Liam, il capofamiglia, la moglie Liz e la figlia Amelia. La loro vita agiata e dall’apparenza perfetta è in realtà segnata da una terribile tragedia: la perdita della secondogenita Estelle, avvenuta tre anni prima. 

Un giorno Liam, rientrando a casa da un viaggio di lavoro, scopre che la moglie è sparita. Molti sono gli scenari che si profilano: rapimento a scopo di estorsione? Allontanamento volontario? Suicidio? Omicidio? 

Per ragioni diverse, sembrano tutte opzioni plausibili. A condurre le indagini c’è Christopher Warren, enigmatico detective che nasconde un segreto inconfessabile. 

Qualcuno trama nell’ombra, arrivando a minacciarlo di morte. Più ci si addentra nel caso, più ogni certezza sembra sgretolarsi. 

In una corsa contro il tempo, tutti si chiedono: che fine ha fatto Liz?

I personaggi sono caratterizzati nella maniera adeguata: Liam, marito alcolizzato, violento, menefreghista e con una doppia vita. 

Amelia, la figlia quindicenne, veste sempre di nero, non esce dalla stanza ed è nel pieno di una tormentata adolescenza. 

Elizabeth Cooper, la moglie scomparsa, scrittrice di romanzi rosa e molto ricca. 

Il Detective Warren, personaggio controverso, che non gode affatto di buona salute e nasconde qualcosa di molto importante. 

Una tipica famiglia americana, all’apparenza normale, è invece sgretolata completamente all’interno. 

L’indagine prosegue aggrappandosi a pochi indizi, pochi sospettati e nessun movente, l’unico ritrovamento è il medaglione di Elisabeth, nel bosco adiacente la villa, ma a ritrovarlo è Owen un uomo autistico con grave compromissione delle attività cerebrali. 

Ad un certo punto cominciano ad arrivare prima avvertimenti e infine minacce di morte vere e proprie al detective Warren. 

Con uno stile di scrittura asciutto, pulito, quasi scarno, la Citrini ci fa divorare il romanzo perché ovviamente tutti ci chiediamo: “Ma insomma… che caspita di fine ha fatto Liz???”

Un thriller nel quale vengono trattati argomenti importanti come la gli abusi sessuali, la violenza domestica, e l’autismo. 

Il finale poi è sorprendente! 

Perché leggerlo??? Sicuramente di facile lettura e coinvolgimento, si divora in poco tempo e ci spiazza sul finale! 

4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

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