Recensione de “Nove minuti” di Beth Flynn in collaborazione con casa editrice Quixote

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Recensione de “Nove minuti” di Beth Flynn in collaborazione con casa editrice

EditoreQuixote Edizioni
Data di pubblicazione 30 agosto 2019
Lunghezza del libro350 pagine 

Un prologo che anticipa il finale del primo volume di questa trilogia thriller psicologica, ma che non ci prepara assolutamente all’asprezza di questo romanzo. 

Una totale immersione nella Florida degli anni ‘70. 

Ma andiamo con ordine…

“Era il 15 maggio 1975. Un tipico giovedì. Un giorno come tanti, senza avvenimenti straordinari o minimamente eccezionali. Quello fu, però, il giorno in cui la mia vita cambiò per sempre.”

Fort Lauderdale, 1975 la quindicenne Ginny Lemon viene rapita di fronte a un minimarket da un uomo che fa parte di una delle più pericolose gang di motociclisti della Florida del Sud. 

Perchè? Perchè lei è un dono assoluto per il capo dei Satan’s Army, Grizz.

Ginny perde così ogni collegamento con il passato: una madre e un patrigno, sebbene la sua esistenza sarebbe stata migliore senza di loro, gli amici, la scuola, la sua vita precente e soprattutto la libertà. 

Ginny diventerà Kit, nuovo nome, nuova famiglia, i fili della sua esistenza come una marionetta saranno tirati da Grizz, un uomo imponente, con occhi verdi che trasudano l’orrore che è capace di infondere al prossimo. È un malavitoso, un delinquente, un assassino spietato, e un uomo innamorato, ossessionato da lei che la tratterà con reverenza, rispetto, mai violerà il suo corpo o il suo animo, anzi, si prostrerà a lei e la circonderà di attenzioni come fosse una principessa, esaudirà ogni suo desiderio, tutto per renderla felice, tranne la libertà. Mai e poi mai potrebbe lasciare andare la sua donna.

Inizialmente Gin, spaventata da tutto ciò che accade intorno a lei tenta di capire come scappare da quell’incubo, nel quale in fondo si era messa da sola, vuoi per la troppa ingenuità dovuta ai suoi quindici anni, vuoi perchè tutto sommato era sola al mondo da sempre, nessuno si era mai preso cura di lei, nessuno l’aveva mai davvero amata. Ma la sua nuova famiglia l’amava. Grizz non le ha mai nascosto di volerla per sè ma le ha lasciato il tempo e lo spazio per amarlo a sua volta. 

Sindrome di Stoccolma? Probabilmente sì, ma l’autrice descrive in termini romantici e pieni d’amore l’avvicinamento dei due protagonisti ed io per prima ho vissuto il loro amore, dimenticandomi a un certo punto che, in fondo, quella povera ragazza era stata rapita. Era tutto “normale”, naturale, un vero amore. 

I membri della gang la proteggevano sempre e le stavano accanto: Grunt mai l’avrebbe lasciata sola, Moe aveva salvaguardato la sua precedente esistenza e aveva pagato le conseguenze di un suo sbaglio, Damian e Lucifer, i due Rottweiler, l’avrebbero fermata e protetta fino alla fine dei loro giorni. 

Una storia d’amore circondata da una violenza inaudita, descrizioni che definirei oltre i confini del dark, violente che trasudano sangue e torture inaudite, vendette, personalità psicologiche descritte in modo sublime enfatizzandone i lati oscuri.

Scene erotiche crude senza ridondanti dettagli espliciti. Lettura appassionante, narrata direttamente in prima persona dalla protagonista, l’autrice Beth Flynn, è riuscita a creare la giusta dose di romanticismo, violenza e suspese capaci di tenere il lettore in tensione rivelando solo alla fine sconcertanti verità!

Perché leggerlo??? Perché è un thriller diverso… crudo, cruento, a tratti raccapricciante, psicologicamente complesso e toccante, il cuore rischia di perdere un battito per un amore incondizionato, deviato, dove non esistono confini sociali, morali, culturali o religiosi. E siamo solo al primo libro della trilogia!!! 

4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

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