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Recensione de “Ninnanò” di Fausto Romano in COLLABORAZIONE con casa editrice
| Editore | Alter Ego |
| Data di pubblicazione | 21 ottobre 2019 |
| Copertina flessibile | 186 pagine |
Un paesino nella pancia della Puglia di quattromila anime, dimenticato, monotono, silenzioso.
Dove il fatto più grave e straordinario degli ultimi trent’anni è una forte nevicata che ricopre tutto il paese.
Ma proprio qui, in questo paese sonnolento dal nome Terrazza, ha luogo una tragedia: una mattina mentre Lucio è in casa addormentato sul divano e la moglie al supermercato, Marika, la loro bimba di 5 anni, sparisce dal suo lettino inspiegabilmente e senza lasciare traccia.
Il terribile, enorme problema di Terrazza era la pigrizia. Anche lo stemma del paese lo suggeriva: un gallo dormiva davanti a un sole nascente. Quei quattro negozietti aprivano tardi e chiudevano presto, e così gli uffici pubblici e gli ambulatori dei due medici che spesso si alternavano, e capitava che si “intendessero“ male e rimanessero chiusi entrambi. Insomma, il paese di Terrazza era simile a un ombrellone a gennaio: non serviva a nulla e non interessava a nessuno.
Lucio che da piccolo aspirava a diventare un cantautore rock, Caterina molto più giovane di lui che alla scomparsa della figlia cade in una forte depressione e in una silenziosa pazzia.
Tanti capitoli si aprono con una lettera di Lucio indirizzata a Ronny, un cantante, il suo idolo.
Passano i giorni e i carabinieri lentamente proseguono le indagini ma tutto cambia quando si fa avanti una giornalista, Angela Vanni, che più che in cerca della verità è probabilmente in cerca di uno scoop televisivo.
Fausto Romano dietro alla sparizione di Marika vuole portare agli occhi di non lettori la quotidianità di un paese di provincia sconvolto da una tragedia inspiegabile e della potenza dei social, della televisione e di quello che possono creare nelle aspettative delle persone.
Ci porta davanti al dolore esibito da arrivisti che ne sfruttano le molteplici possibilità e di una famiglia sconvolta invece, ordinaria, comune, che vive il dolore all’interno
Con una narrazione semplice, dei dialoghi spicci e asciutti, l’autore scrive con un’inquietudine costante che porta il lettore pagina dopo pagina a divorare il libro per sapere la verità e come andrà a finire la vicenda.
Il finale è agghiacciante e totalmente inaspettato!!!
4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️