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Recensione de “Esserci. Come la presenza dei genitori influisce sullo sviluppo dei bambini” di Daniel J. Siegel in COLLABORAZIONE con casa editrice
| Editore | Cortina Raffaello |
| Data di pubblicazione | 19 marzo 2020 |
| Copertina flessibile | 240 pagine |
Qual è la cosa più difficile per voi nell’essere GENITORI??!!
Figli si nasce, Genitori ci si ritrova ad esserlo.
Purtroppo (e perché no, anche per fortuna!) non esiste un libretto delle istruzioni che spieghi come essere genitori perfetti e questo libro non ha ovviamente la presunzione di esserlo. Anzi, già dalle primissime righe, viene specificato che i genitori perfetti non esistono e che non è nemmeno immaginabile provare ad esserlo. Facciamo degli sbagli, viviamo nella perenne ossessione di non essere buoni genitori, ci preoccupiamo di quale sarà la vita dei nostri figli quando saranno grandi, di quale sarà la loro collocazione nel loro mondo. Il testo, anche se a volte fornisce dei consigli pratici su quali atteggiamenti tenere con i figli in determinate situazioni ad alto impatto emotivo, non va inteso come una mera guida da seguire pedissequamente per raggiungere l’obiettivo di una crescita sicura dei nostri figli. Ogni bambino cresce in maniera diversa, sia per carattere che per fattori ambientali, e ogni famiglia è diversa, mono o biparentale per scelta. Gli autori hanno però indicato un elemento dal quale non può prescindere lo sviluppo dei bambini: l’esserci, ovvero garantire ai figli la presenza dei genitori secondo il concetto di genitore come porto sicuro dove ripararsi nel momento della tempesta.
L’esserci descritto nel libro non può essere quantificato in tempo passato insieme o qualificato esclusivamente come presenza fisica. Al giorno d’oggi si può essere presenti con il corpo e avere la mente concentrata su altro mentre le richieste, spesso silenziose, dei nostri figli non vengono ascoltate.
I genitori, ma anche uno solo, devono diventare i punti di riferimento dei figli e questo può accadere quando viene offerta una presenza “di qualità”. Nel libro sono descritti quei comportamenti da porre in essere per creare quello che viene definito l’attaccamento sicuro da parte del bambino: protezione, comprensione, conforto e sicurezza. In questo modo il genitore, seppur imperfetto, dimostrerà, o almeno ci proverà, di saper comprendere i bisogni dei figli riuscendo in parte a liberarsi dall’ossessione di sbagliare durante il cammino della loro crescita.
Quale genitore a conoscenza delle insidie che si celano durante il percorso della crescita di un bambino, ho letto questo libro con estremo interesse, e di conseguenza lo consiglio, in quanto ha fornito un ottimo spunto di partenza per riuscire ad essere per mio figlio il suo “porto sicuro” dove tornare ogni volta, che da bambino, avrà bisogno di sentirsi riparato dalle paure e da dove poi partire definitivamente, da uomo, con la consapevolezza di essere in grado di affrontare anche le situazioni più difficili che gli si presenteranno davanti consapevole del mio “Esserci”. Sempre.
5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️