
️
️
️ RECENSIONE
️
️
️
Recensione de “Gli scomparsi” di Alessia Tripaldi inCOLLABORAZIONE con casa editrice @rizzo…
| Editore | Rizzoli |
| Data di pubblicazione | 7 luglio 2020 |
| Copertina flessibile | 400 pagine |
Esiste il criminale nato, il predestinato alla devianza e alla violenza? Oppure è possibile insegnare a un potenziale criminale come combattere il lato ombra?
“Hai sempre vissuto con tuo padre?
Sì, nel bosco.
Ti ha mai detto perché ha voluto andare a vivere nel bosco?
Per proteggermi dei mali del mondo.”
Stentavo a crederci quando ho letto che è un romanzo di esordio perché è scritto con una penna veramente esperta e coinvolgente.
I personaggi sono caratterizzati perfettamente e con le loro fragilità ci conducono in una storia veramente torbida e spaventosa.
“Marco si sedeva nell’ultima fila, da solo, apparentemente indifferente alle chiacchere pettegole che gli giravano intorno. Lucia sedeva tre banchi più in là e lo osservava con la coda dell’occhio. La affascinava la sua fisionomia strana, nervosa, come se fosse fatto solo di tendini. Tutto in lui era scuro: la carnagione, la matassa disordinata di ricci, gli occhi, i maglioni troppo grandi. Le labbra piegate da un lato gli conferivano un’espressione sarcastica. Le sembrava che i suoi appunti, un insieme caotico di frasi costellato da frecce e sottolineature, fossero segno di una mente complessa, soprattutto se paragonati ai propri quaderni, con gli errori coperti dal bianchetto e i concetti chiave evidenziati secondo una rigida leggenda di colori.”
Impossibile non innamorarsi di questi personaggi così fragili e così affascinanti, a me ha colpito soprattutto il collegamento con Cesare Lombroso.
In questo libro nulla è lasciato al caso, ma si capisce che è frutto di ricerca e studio da parte dell’autrice.
“Il baule è sempre lì, sul fondo, chiuso da ormai nove anni. Ogni mattina, durante il tragitto dal bar al condominio, Marco si impone lo stesso comando: entrare in casa, aprire il secondo cassetto in cucina, prendere il cacciavite, svitare la targhetta sulla porta, infilarla nel baule, chiudere il baule e portarlo in cantina prendere muffa e morsi di topo. Ogni mattina si risponde che lo farà domani.”
Cesare Lombroso era convinto che alcune persone fossero destinate a diventare criminali fin dalla nascita, che alcuni tratti dei loro volti o degli arti, la forma della testa, la larghezza della fronte, la lunghezza delle braccia e delle gambe, li condannassero a “fare cose brutte.
Un passato talmente ingombrante e oscuro che travolge tutti quelli che lo incontrano.
Questa è la storia di Marco Lombroso, un cognome così altisonante ma anche così graffiante, come una cicatrice.
La Tripaldi ci porta nel mondo oscuro dei criminali, delle menti sociopatiche.
Una storia agghiacciante, per stomaci forti.
Ne “Gli scomparsi” entriamo appieno nel lato buio e patologico dell’essere umano.
Un thriller imperdibile per gli amanti della criminologia, un viaggio sempre al margine della follia più totale.
Perché leggerlo..? Perché quando avrete attraversato il bosco… non sarete più gli stessi!
4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️