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Recensione de “La giusta distanza” di Sara Rattaro in COLLABORAZIONE con casa editrice
| Editore | Sperling & Kupfer |
| Data di pubblicazione | 14 gennaio 2020 |
| Copertina flessibile | 247 pagine |
Rinunciare a un matrimonio non è come cedere un posto sperando che te ne assegnino uno con una visuale migliore. Rinunciare a un matrimonio è cercare di spegnere un fuoco che ha ancora troppo ossigeno da bruciare.
SIETE D’ACCORDO CON QUESTA AFFERMAZIONE?!
Due punti distanti possono essere anche molto vicini.
Sara Rattaro torna a disegnare le imprevedibili traiettorie dell’esistenza, tra destini che invertono la noia e coincidenze mancate per un soffio, distacchi che dilatano l’assenza e distanze che misurano il peso dell’amore.
Se ce lo chiedessero, saremmo capaci di spiegare il nostro matrimonio?
Uno dei libri più commoventi letti negli ultimi anni, divorato in 3 ore… LEGGETELO, LEGGETELO, LEGGETELO!!!
Solo l’introduzione ci fa capire quanto questo libro sia stato sofferto e ci prepara alle emozioni incredibili che proveremo leggendolo..
La giusta distanza è la storia più sofferta della mia carriera, scritta sulle ceneri del mio matrimonio. Quando il mio ex marito ha chiuso la porta di casa, ho creduto che non mi sarei mai più rialzata e poi che non avrei più potuto raccontare una sola emozione. La paura che mi avesse tolto anche questo, la voglia di narrare, mi ha colpita come se avessi subito il peggiore dei furti. Non riuscivo più a inanellare le parole, mi sembrava folle che i miei personaggi avessero ancora voglia di combattere, di rinascere e magari di essere ancora felici. Un giorno ho scoperto che, tra le migliaia di cose che avevo ascoltato sull’amore in quel lungo periodo di dolore, ce n’era una più bella delle altre: solo il tempo può davvero tirarti fuori dai guai.
Ecco come sono arrivati Aurora e Luca, il loro matrimonio da salvare, quell’innesto improbabile tra un ramo reciso e un albero senza corteccia, quell’unione dal nome altisonante che per quante benedizioni possa ricevere se la dovrà sempre vedere con la vita, i tempi sbagliati, le insicurezze e magari anche la fortuna. Perché, se è vero che non esiste niente di più fastidioso di un matrimonio che funziona, è anche vero che superare la data di scadenza in due, lasciando che sia l’intimità ad avere la meglio, è eccezionale come un goal segnato da fondocampo.
Questo libro mi ha spiegato perché io mi ostini a scrivere storie di “straordinari eroi normali“: in fondo, sono una di loro. Come ognuno di voi.”
Questo romanzo vuole rispondere a uno dei quesiti più difficili che un’intera generazione, la mia, si pone da sempre.
È possibile amare la stessa persona per sempre? Forse sì, ma ci vuole impegno.
La cura dell’affetto, lasciare che sia l’intimità ad avere la meglio, non smettere di giocare e creare una complicità solida potrebbero essere alcuni degli ingredienti migliori, ma di certo ci vogliono due persone che permettano alla passione che li unisce di guardare la strada che hanno percorso insieme.
Dice l’autrice:
“Credo fermamente che ogni tipo di relazione abbia bisogno della sua giusta distanza. Come concetto matematico, la distanza ha un valore sempre positivo e riesce ad indicare sia la lontananza che la vicinanza.
Aurora e Luca lo fanno, si avvicinano e si allontanano senza riuscire a staccarsi mai definitivamente. È quello che dovrebbe accadere a ogni coppia. Sapere che ogni spostamento in qualsiasi direzione sia accettabile e non per questo indice di una rottura definitiva è, secondo me, quell’allenamento che manca quando parliamo di amore.
Il matrimonio – o comunque l’unione a lunga durata – costa fatica e impegno, ma riuscire a lasciare che sia l’intimità ad avere la meglio può essere davvero straordinario.”
“Non puoi farti vedere sempre in preda al dolore. Il mondo non te lo permette. Le persone ti dicono che il tempo ti aiuterà, ti offrono qualcosa di caldo e magari anche una fetta di torta appena sfornata. Perciò reagisci, magari ti sposi o imbianchi casa. Fai progetti per il futuro mentre in segreto incolli una ciocca di capelli e la nascondi dove solo tu la puoi trovare. Così, ogni volta che ti serve, puoi provare che non sempre è possibile voltare semplicemente pagina.”
5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️