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Recensione de “La ragazza nella nebbia” di Donato Carrisi
Letto insieme al #gdlcarrisi
| Editore | TEA |
| Data di pubblicazione | 30 maggio 2019 |
| Copertina flessibile | 373 pagine |
⚫️⚫️⚫️ Cosa sareste disposti a fare per avere una vita migliore??!! ⚫️⚫️⚫️
“La notte in cui tutto cambiò per sempre iniziò con lo squillo di un telefono. La chiamata giunse alle ventidue e venti. Era un lunedì sera, fuori c’erano meno otto gradi e una nebbia ghiacciata ingoiava tutto.”
Forse è stata proprio colpa della nebbia se l’auto dell’agente speciale Vogel è finita in un fosso. Vogel è illeso, ma sotto shock.
Non ricorda perché è lì e come ci è arrivato. Eppure una cosa è certa: l’agente speciale Vogel dovrebbe trovarsi da tutt’altra parte, lontano da Avechot.
“I boschi di abeti calavano lungo le pendici delle montagne come un esercito ordinato che si appresta a invadere la valle. La valle era lunga e stretta come una vecchia cicatrice, e al centro vi scorreva un fiume. Il fiume era di un verde intenso, a volte placido, altre collerico. Avechot stava proprio lì, nel mezzo di tutto lo scenario. Un paese alpino, pochi chilometri dal confine. Case dai tetti spioventi, la chiesa col campanile, il municipio, il posto di polizia, un piccolo ospedale. Un complesso scolastico, qualche bar e lo stadio del ghiaccio.”
Sono ormai passati due mesi da quando una ragazzina del paese è scomparsa nella nebbia. Due mesi da quando Vogel si è occupato di quello che, da semplice caso di allontanamento volontario, si è trasformato prima in un caso di rapimento e, da lì, in un colossale caso mediatico.
Perché è questa la specialità di Vogel.
Non gli interessa nulla del dna, non sa che farsene dei rilevamenti della scientifica, però in una cosa è insuperabile: manovrare i media. Attirare le telecamere, conquistare le prime pagine. Santificare la vittima e, alla fine, scovare il mostro e sbatterlo in galera.
Questo è il suo gioco, e questa è la sua «firma». Perché ci vuole uno come lui, privo di scrupoli, sicuro dei propri metodi, per far sì che un crimine riceva ciò che realmente gli spetta: non tanto una soluzione, quanto un’audience.
Sono passati due mesi da tutto questo, e l’agente speciale Vogel dovrebbe essere lontano, ormai, da quelle montagne inospitali. Ma allora, cosa ci fa ancora lì? Perché quell’incidente? Ma soprattutto, visto che è illeso, a chi appartiene il sangue che ha sui vestiti?
“Nessuno vuole la verità. Perché la cattura del colpevole ci fa illudere di essere al sicuro, in fondo questo ci basta. Ma c’è una risposta migliore: perché la verità ci coinvolge, ci rende complici.”
La narrazione di Carrisi è alternata tra presente e passato e tre sono i personaggi principali Vogel, Martini e Flores.
L’agente speciale Vogel è colui che risolve i casi avvalendosi dei media. Televisione e giornalisti in particolare. Perché si trova ad Avechot? Perché Anna Lou, una ragazzina di sedici anni dai rossi capelli e amante dei gatti scompare. Il caso non ha molta presa e questo riduce all’osso le forze che collaborano per il ritrovamento della ragazza.
“Il contesto della scomparsa di Anna Lou era perfetto. La misteriosa sparizione di una ragazzina, il male che si insinua in una comunità rigidamente devota a Dio e ai suoi precetti, un’intera cittadina costretta a interrogarsi su ciò che stava accadendo. O era già accaduto.”
E’ così che Vogel attraverso una serie di colpi da maestro riesce a trasformare la scomparsa di Anna Lou in un caso mediatico. Martini è un professore che insegna nella scuola di Anna Lou e a causa di alcune prove indiziarie si ritrova a essere il perfetto capro espiatorio. Attraverso la cronostoria di questo mistero arriviamo alla soluzione anche di un altro importante quesito. Perché Vogel si ritrova, nel presente, a parlare con lo psichiatra Flores?
E soprattutto di chi è il sangue che ha su i vestiti?
La storia è diversa rispetto ai romanzi a cui siamo abituati, non si cerca la ragazza ma si stana il colpevole.
4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️