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Recensione de “Delitti in camice bianco. Le memorie del cuore” di Emanuela Caccia in COLLABORAZIONE con autrice
| Editore | Temperino Rosso |
| Data di pubblicazione | 13 marzo 2021 |
| Copertina flessibile | 106 pagine |
“Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi non avrò vissuto invano. Se allevierò il dolore di una vita o guarirò una pena o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido non avrò vissuto invano.”
E. Dickinson
Come raccontare l’esperienza di volontariato senza cadere nella retorica?
Scrivere un medical thriller ambientato in un grande ospedale metropolitano è la soluzione. L’ospedale è un microcosmo, un mondo fuori dalle rotte abituali, si nasce, si muore ci si trasforma. Il tema della memoria permette di raccontare la vita dei personaggi del libro, attori di una vicenda che parte dalla quotidianità e muta in un intreccio d’interessi economici e di potere, dove i colpi di scena costringono i protagonisti a cambiare le loro convinzioni e anche le loro vite. Le volontarie, Emma e Mabel, scoprono che una loro collega è stata rapita, con l’aiuto di due pazienti ricoverati nell’ospedale Santa Teresa di Milano, si troveranno coinvolte in situazioni che non avrebbero mai immaginato e scoprono che nessuno è quello che sembra… nemmeno l’amore.
Ho conosciuto Emanuela durante una intervista il mese scorso e subito sono stata rapita dalla sua personalità, una donna molto coraggiosa, forte e generosa.
Devo dire che ho letto questo suo romanzo in poche ore, e posso affermare che è veramente un buon libro. Un giallo metropolitano, con una miscela vincente di ironia, suspense, colpi di scena e happy ending! C’è tantissimo della scrittrice in questa storia veramente avvincente.
Le protagoniste, Emma, Mabel e Chiara sono delle volontarie ospedaliere, che poi è proprio la professione che svolge l’autrice da molti anni. Emanuela Caccia infatti è volontaria AVO (Associazione Volontari Ospedalieri) presso l’Ospedale San Raffaele di Milano.
“Lo specchio sopra il lavandino le rimandò il riflesso del suo viso: i capelli castano chiaro sempre indisciplinati, occhi scuri con ciglia molto lunghe, il suo orgoglio segreto, un naso piccolo e dritto e una bocca sempre pronta al sorriso.”
Si presenta uno stile narrativo molto piacevole e intrigante. Con questo romanzo la Caccia tocca temi molto importanti.
“Il Santa Teresa è un dedalo di corridoi, molte persone, nonostante la segnaletica, si perdono. Le pareti dei reparti sono connotate da un colore specifico, mentre il pavimento immacolato è verde chiaro, molto spesso sui muri sono appesi quadri, a volte regalati dai pazienti.
Per Emma, era un momento quasi mistico lasciare la vita “normale“ e immergersi in un microcosmo, quasi un mondo a parte. L’ospedale ti cura ma ti priva anche della tua personalità: lasci tuoi vestiti, il tuo ceto sociale, la tua professione. E diventi solo un paziente.
Per questo aveva cercato e trovato in quel tipo di volontariato una dimensione di utilità sociale e un senso di pienezza del cuore nel prendersi carico, seppure per pochi minuti, del dolore degli altri.”
Aspettatevi veramente un bel giallo con tanti colpi di scena fino alla fine non capiremo come andrà a finire e scopriremo che niente è come sembra.
Ci sarà addirittura lo spazio, in questo thriller, per l’inizio di una storia d’amore.
Lo consiglio vivamente.
4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️