Recensione de “The Outsider” di Stephen King

☕☕☕ RECENSIONE ☕☕☕

Recensione de “The Outsider” di Stephen King

EditoreSperling & Kupfer
Data di pubblicazione23 ottobre 2018
Copertina flessibile 530 pagine

“Il pensiero si limita a conferire al mondo una parvenza di ordine, per chiunque sia abbastanza debole da lasciarsi convincere che un ordine ci sia davvero.” 

E sono qui a parlarvi dello spin-off di Mr. Mercedes… dunque, il romanzo inizia con un omicidio brutale di un ragazzino, il detective Ralph Anderson e la sua squadra cominciano a raccogliere le testimonianze. 

L’arresto plateale di Terry Maitland e le prove del DNA e impronte che lo inchiodano sulla scena del delitto sembrano chiudere un caso di omicidio pedofilo. 

Ma c’è un “piccolo” particolare… Maitland al momento della morte del ragazzino si trovava a 100 km dal luogo del crimine, in compagnia di altre persone e ripreso da telecamere dell’albergo. 

Come può essere possibile che un uomo, tra l’altro cittadino modello, allenatore di baseball dei pulcini, marito e padre esemplare, si trovasse in due luoghi contemporaneamente????

“Ralph comprendeva la logica di quelle argomentazioni, e nei romanzi polizieschi che a Jeannie piacevano tanto – i libri di Agatha Christie, di Rex Stout, di Harlan Coben – quel tipo di ricostruzione degli eventi sarebbe stata il fulcro del capitolo finale, nel quale Miss Marple, Nero Wolfe o Myron Bolitar rivelavano tutta la verità. In realtà c’era un’unica certezza, incontestabile come la forza di gravità: un uomo non poteva trovarsi in due posti diversi nello stesso istante.”

Fino a metà libro non si capisce perché The Outsider sia definito uno spin-off di Mr. Mercedes… ma poi appare una delle mie protagoniste preferite della trilogia, dopo il detective Hodges naturalmente: la mia amata Holly Gibney!!!

Cominciano a esserci una serie di morti, omicidi, suicidi, tutto fa pensare a dei Serial killer di bambini, ma non si capisce come possono trovarsi in due posti contemporaneamente. Tutte le prove, i campioni raccolti, portano ad un’assurda verità: o ci sono dei sosia o c’è qualcosa di soprannaturale. 

“Mi piacerebbe, poter credere in Dio, perché non voglio pensare che non ci sia niente dopo la morte, anche se, considerato che veniamo tutti dalle tenebre, sarebbe logico dare per scontato che alle tenebre torneremo. Ma credo nelle stelle, e nell’infinità dell’universo. Il grande Là Fuori. E qui sulla terra, credo che ci siano infiniti universi in ogni manciata di sabbia, perché l’infinito è una strada a doppio senso. Credo che nella mia mente ci siano decine di idee dietro quella che di volta in volta riesco a concepire. Credo nella mia coscienza e anche nel mio inconscio, pur non sapendo esattamente in che cosa consistano. E credo in Arthur Conan Doyle, che ha fatto dire a Sherlock Holmes: “Una volta eliminato l’impossibile, ciò che rimane, per quanto improbabile, deve essere la verità.“

E se pensiamo che comunque non ci possano essere delle creature soprannaturali, nella psicocinesi, quanta differenza c’è tra un mostro immaginario e un mostro tale da seviziare e uccidere un bambino?

E quando avremo accettato questa realtà potremo combatterlo. 

Holly Gibney riuscirà anche questa volta a combattere una forza malvagia immensa e innaturale?

“Ma tutto questo succedeva prima di Bill, si è fidato dell’idea che potessi diventare migliore, e io lo sono stata per lui. Come lo sarò adesso, per queste persone.”

4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

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