Recensione di “Detto semplicemente” di Massimiliano Cammarata

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Detto semplicemente” di Massimiliano Cammarata in COLLABORAZIONE con autore

Data di pubblicazione 18 novembre 2020
Copertina flessibile278 pagine

Buongiorno cari amici lettori, oggi vi presento “Detto Semplicemente” la storia di Davide, la storia semplice di un ragazzo non ordinario. 

Ma veniamo prima all’aspetto del libro che si presenta a mio parere con bellissimo packaging. Copertina con alette e grafica molto bella e curata. 

C’è una cosa all’inizio di questo romanzo che mi ha colpito molto e che ci spiega la scelta stilistica dell’autore. Infatti nelle prime pagine troviamo una sorta di legenda per i lettori per destreggiarsi con i vari stili di scrittura adottati dall’autore. Cammarata infatti adotta la scrittura in prima persona, in terza persona e da un narratore esterno che narra a sua volta le vicende.

☸️ l’azione al presente, viene raccontato da un narratore esterno 

📖 racconto in prima persona di Davide al passato

✍️ narratore esterno, parla in seconda persona al tempo sia presente che passato 

✖️ monologo di Federico 

Sembra alla prima impressione una cosa strampalata, ma invece aiuta molto il lettore perché il racconto è un continuo passaggio di spazio temporale e soggetto narrante. 

Ma veniamo alla trama: 

Anno 2013. Una mattina del mese di ottobre, Il trentacinquenne Davide Guzzardi, per un motivo non svelato, decide di mettersi in viaggio da Catania verso Palermo, in pullman. 

P.S. il motivo lo scopriremo solo nelle ultime pagine del libro cari lettori…

Con lui viaggia suo cugino Giovanni, più giovane di lui. Davide è pensieroso e teso, dalla sua valigetta tira fuori un diario contenente dei ricordi per lui molto importanti poiché appartengono ad un periodo da lui mai dimenticato, sebbene siano passati dieci anni. Giovanni lo sprona a raccontare qualcosa, ma Davide finisce per raccontare molto di più. Comincia a raccontare dai fatti risalenti al 2002, quando ancora era uno studente di architettura. Da quando dovette lasciare urgentemente la casa dove si era da poco trasferito, a causa di due coinquilini, nonché colleghi, molto importuni e inopportuni, che lo stavano tormentando e bullizzando, tutto cambiò per lui, quando si trasferì in un’altra casa. Davide purtroppo è un ragazzo molto problematico: tende a chiudersi in se stesso molto facilmente, fare l’asociale, è molto timido, molto riservato e ha una personalità molto debole. Il ragazzo non riesce ad avere una vita sociale normale né a Palermo città dove studia, e né a Catania, la città dalla quale proviene. Non frequenta nessuna ragazza e ha in testa solo e soltanto Ivana, una ragazza quasi coetanea e già impegnata da tempo con un altro ragazzo. Una ragazza con la quale non avrà mai un futuro, ma lui, pur ben sapendolo, non riesce a togliersela dalla testa. Tre importanti conoscenze. Totò, un lavoratore, che diventò il suo mentore. Totò ispira molta fiducia e simpatia ragazzo e, anche se non subito, a poco poco lo porta ad aprirsi totalmente a lui, cosa tutt’altro che facile.gli dà anche diversi consigli, e stimoli, su come superare la sua timidezza, insicurezza, migliorare la sua autostima e il rapporto con “gli altri”.è anche grazie a lui che Davide si decide una volta per tutte a chiudere definitivamente con la sua sessione privata, la quale già dicembre gli aveva peraltro dato l’ultimo benservito. Federico, un talentuoso musicista, che diventò suo amico. L’incontro con la bella e travolgente Silvia, della quale Davide si innamorò perdutamente. Ma proprio quando tutto sembrava andare a meraviglia, per lui il vento cambiò.

“Ma come succede spesso nella vita, le sorprese sono sempre dietro l’angolo, e quando si pensa di essere preparati ecco che la vita manda qualcosa verso la quale non si è sempre preparati, per non dire che certe volte non lo si è per niente.”

Ogni volta che il nostro Davide raggiungerà un traguardo nella sua vita poi di nuovo si ritroverà con le gambe all’aria e il suo mentore Totò gli dirà : detto semplicemente, questa è la vita! 

Questo romanzo scorre velocemente, perché si ha voglia di capire un po’ tutta la storia del nostro Davide che ci viene raccontata sia dal protagonista che dai suoi amici e conoscenti esterni. Unico neo che mi ha rallentato parecchio la lettura secondo me è la parte dedicata alla musica, in questo romanzo ci sono tantissimi riferimenti musicali, titoli di canzoni, prove di band, cover e chi più ne ha più ne metta. Sinceramente io qui avrei snellito parecchio, ci sono intere pagine che parlano di arrangiamenti, di strumenti e di stili musicali che magari per chi non è appassionato possono risultare molto ridondanti. 

Alla fine verrà alla luce un Davide che non si è mai messo in gioco, che forse probabilmente non ha mai fatto le cose che gli piacevano davvero, che non ha mai infranto le regole, non ha inseguito i suoi sogni. 

Questo lo porterà inevitabilmente a un crollo totale e si scopriranno delle cose anche molto delicate che non vi dico per non fare spoiler. Nel testo ho trovato alcuni refusi di stampa e soprattutto le D eufoniche… tasto dolente un po’ per tutti gli scrittori emergenti…

Mi sento comunque di dire che “Detto Semplicemente” è un buon lavoro e che lo consiglio a tutti. 

Qui si parla di fragilità umana, di limiti che non si riescono a superare da soli, della perdita del controllo, e importantissimo: nel saper riconoscere quando si ha bisogno di aiuto. 

C’è un’importante tematica anche sul rapporto figli e genitori e legami sentimentali.

4,25/5 ⭐⭐⭐⭐

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