Recensione di “La felicità secondo Sachiko” di Satoko Motoyama in collaborazione con traduttrice Fiori Picco e casa editrice

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “La felicità secondo Sachiko” di Satoko Motoyama in collaborazione con traduttrice Fiori Picco e casa editrice

Editore‎Fiori d’Asia Editrice
Data di pubblicazione 20 maggio 2021
Copertina flessibile ‎183 pagine

La felicità secondo Sachiko” è uno spaccato di vita giapponese tra passato e presente attraverso i ricordi dell’autrice negli shot bar della frenetica Tokyo, nei ristoranti nascosti della calma Kyoto e nella quiete delle campagne della Prefettura di Shimane.

La protagonista ci parla in prima persona, probabilmente c’è sicuramente una parte autobiografica dell’autrice. 

Questo romanzo tratta temi molto importanti come ad esempio la seconda guerra sino-giapponese (7 luglio 1937 – 2 settembre 1945) fu il maggiore conflitto mai avvenuto tra la Repubblica di Cina e l’Impero giapponese, e il più grande conflitto asiatico del XX secolo. Combattuta prima e durante la seconda guerra mondiale terminò con la resa incondizionata del Giappone il 2 settembre 1945, che mise fine alla seconda guerra mondiale. 

Le vicende della guerra rimangono il maggior problema nelle relazioni diplomatiche tra Cina e Giappone. Da una parte la Cina accusa il Giappone, e spesso il suo governo, di cercare di “cancellare” la memoria dell’aggressione e delle azioni contrarie alle convenzioni belliche commesse da alcune unità giapponesi in Cina, dall’altra si accusa il governo cinese di enfatizzare il ruolo avuto dal Partito Comunista nella guerra.

Erodoto diceva: “Abbastanza spesso accade che Dio conceda all’uomo un barlume di felicità, precipitandolo poi nella rovina“. E prima della rovina il Giappone impazzì. Al Governo non importava della reputazione nazionale e internazionale del paese, tantomeno dell’economia in crisi; ancora una volta provocò una guerra nel Pacifico, costringendo gli Stati Uniti a ricorrere ai bombardamenti aerei. In Giappone, tra aziende varie e negozi privati, ci sono circa 100.000 attività secolari che non sono interessate alla grande distribuzione. Per questo si parla spesso di “business men cinesi” e di “maestri artigiani giapponesi“. 

Il libro narra subito l’incontro della protagonista con Sachiko. 

“Nella vita ci capita di incontrare persone con cui subito abbiamo un feeling particolare e che sono destinate a rimanere per sempre dentro di noi. Qualunque forma di affetto o di amore arriva perché deve succedere, non dipende dalla nostra volontà. A Tokyo mi è capitato di conoscere quel tipo di persona, e all’inizio sembrò una pura casualità.”

Tra un piatto di vongole stufate e una tazza di tè alle erbe l’amica Sachiko con la sua saggezza le rivela il segreto per essere felici.

L’autrice ha uno stile molto descrittivo e lento come nella maggior parte della letteratura giapponese, ma è proprio questo che ce la fa amare. Si parla di riti, di usanze, che ancora oggi sembrano aver fermato il tempo. 

4,25/5 ⭐⭐⭐⭐

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