


RECENSIONE 


Recensione di “Nelle profondità del lago” di S. K. Tremayne in COLLABORAZIONE con casa editrice
| Editore | Garzanti |
| Data di pubblicazione | 15 ottobre 2020 |
| Copertina rigida | 336 pagine |
Un thriller che vi porterà nelle brughiere inglesi, delle atmosfere talmente suggestive e inquietanti che vi lasceranno senza fiato.
Brughiera nebbiosa, boschi fitti e terrificanti, la descrizione è talmente dettagliata che il lettore è lì, dentro il libro, sente il fango farlo sprofondare, i rami degli alberi graffiarlo, e le radici nel terreno farlo inciampare.
Lo stile narrativo è molto particolare, abbiamo un narratore in terza persona per i coprotagonisti e una narrazione in prima persona per la protagonista, Kath.
Ma veniamo alla trama:
È una gelida giornata d’inverno quando Kath si risveglia in ospedale, scampata per miracolo a un terribile incidente. Non ricorda nulla dell’accaduto e non vede l’ora di tornare a casa per riabbracciare il marito Adam e la figlia Lyla, le persone cui tiene di più al mondo. Ma non appena mette piede nella proprietà immersa nella silenziosa brughiera del Dartmoor, niente è come prima. Non c’è più traccia della tranquillità che credeva di aver trovato. Adam è distante e sfuggente; amici e conoscenti continuano a ripeterle che non si è trattato di un semplice incidente, ma di un tentato suicidio. Kath non riesce a crederci: non sarebbe mai stata capace di abbandonare la figlia, che vive del suo affetto e delle sue cure.
“Spesso soffro di mal di testa improvvisi, così forti da farmi urlare. E come se qualcosa mi scricchiolasse dentro la testa, come le ossa che grattugiano i nervi. Come adesso. Faccio una smorfia. mentre lascio la tazza di caffè nel lavello, mi metto una mano sulla fronte, in quel punto delicato dove devo aver sbattuto sul volante, mandando in frantumi ossa e cervello e una settimana di ricordi, come una lastra in mille pezzi di ghiaccio invernale sul laghetto artificiale della brughiera.”
Eppure, anche il comportamento di Lyla, all’improvviso indecifrabile, la mette in allarme: la bambina le chiede ossessivamente «Perché l’hai fatto mamma? Non mi vuoi bene?», e dice di vedere l’ombra di un uomo nella brughiera.
“Magari con l’amore fosse stato lo stesso, pensò mentre percorreva la strada dei morti. Magari l’amore si fosse potuto riparare, ricostruire, ristabilire. Ma quando si distrugge la fiducia, quando si distrugge una famiglia amorevole, è tutto finito, giusto? E se al posto di quell’amore si insinuasse io sospetto, persino il disprezzo, cosa accadrebbe? Dove si arriverebbe? In quale foresta oscura ci si sveglierebbe? Forse si rischierebbe di prendere un sentiero ancora più buio.”
Un uomo che le sta osservando e che assomiglia come una goccia d’acqua a Adam. Kath inizia a dubitare di tutto e di tutti, persino di sé stessa e della memoria che non smette di tradirla e di confonderla. Anche se sa bene che non può lasciarsi paralizzare dalla paura, ma deve trovare il coraggio di scoprire come sono andate davvero le cose la notte dell’incidente. Solo così potrà sperare di uscire dall’incubo in cui la sua vita si è trasformata quasi senza che lei se ne accorgesse.
Una sensazione costante di terrore, di panico, vi avvolgerà e terra incatenati alle pagine.
E un finale che non vi aspettereste mai possibile…
4,75/5
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