Recensione di “UNA VOCE PARTICOLARE” di STEFANIA CENCI

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “UNA VOCE PARTICOLARE” di STEFANIA CENCI in collaborazione con autrice

EditoreLupi Editore
Data di pubblicazione 27 luglio 2021
Copertina flessibile 153 pagine

“Siamo in un mondo ricco di informazioni scientifiche e abbiamo la tecnologia che fino a pochi decenni fa potevamo solo sognarla. Ma a livello spirituale siamo rimasti dei trogloditi. Siamo come un enorme gigante che usa solo la forza dei muscoli. La testa e il cuore dove li abbiamo lasciati?”

Questa autobiografia, cari amici lettori, vi lascerà tanto dentro di voi dopo averla letta. 

Paola, la protagonista del romanzo, narra la storia con sincerità e senza schemi, la storia di una dipendenza e di una ossessione. 

Parlare delle proprie fragilità e dipendenze credo sia una delle cose più difficili da fare, ma la Cenci lo fa con una narrazione veramente sciolta e toccante. 

Un messaggio importantissimo questo libro ci racconta: saper riconoscere i problemi, accoglierli, vedere il perimetro del dolore masticato ogni giorno – sopratutto quello autoinflitto – è l’unica strada possibile per imparare a educarsi. 

Questo romanzo autobiografico è dedicato al marito dell’autrice e alla figlia. 

È un viaggio dentro un tunnel nel quale sembra che la luce non di veda mai. È la storia di Paola e di Andrè, suo marito e di sua figlia Sofia. 

“Per Paola il matrimonio era iniziato appena lo vide per la prima volta in quella foto di gruppo che qualcuno aveva scattato in un parco acquatico. Quando lo conobbe veramente, ebbe la conferma di appartenergli. Era bellissimo e molto simpatico e la conquistò con la sua spontaneità: non si vergognava di svelarsi interessato.”

Paola ha tante debolezze, una dal cortisone, un’altra dalla musica. Non ne è consapevole in un primo tempo: utilizza le canne per rilassarsi insieme al marito, quando la figlia piccola è a dormire, mentre usa il cortisone per tenere a bada la forte asma. Non sa che la loro combinazione può portarla ad avere alcune psicosi. La musica, poi, è la chiave per estraniarsi ancor più da un reale certe volte noioso, troppo spesso opprimente. Non crede di fare niente di male, è solo un metodo per distendersi, pensa mentre si accende uno spinello ascoltando i suoi cd preferiti.

Solo quando la musica inizia a trasformarsi in rappresentazione mentale, quando le voci si fanno messaggio per i suoi pensieri più cupi, allora Paola inizia a rendersi conto che qualcosa non va. Quel che in un primo tempo era visto come un passatempo, un divertimento, adesso le appare come la causa di un’ossessione: la voce le parla, la voce la comanda e rischia di mandare in frantumi tutta la sua vita. La allontanano dal marito André e la portano persino in città distanti, dietro promesse mai esaudite, sulla scia di minacce neppure velate. Sceglie così di farsi ricoverare, di andare a fondo per comprendere meglio i propri limiti e la causa delle proprie paure. Non è un percorso facile, lo sa benissimo, è mettersi a nudo e provare ad accettare ciò che vede. 

Cosa ne esce fuori? La vera Paola. 

Questi sono i cammini, gli insegnamenti più importanti: attraverso la sofferenza e la consapevolezza si può riuscire a tornare alla vita, a saper stringere le parti migliori e lasciar defluire quello che non serve. Quello che si trasforma in ostacolo per raggiungere la felicità.

Resta il fatto che ancora oggi nel 2021 l’argomento delle dipendenze rimane sempre molto difficile da trattare, quasi un tabù. 

Ma il risvolto positivo è che le dipendenze quasi sempre modificano il corso della vita e se superate ci rendono più forti di prima. 

Scrittura asciutta e pulita, senza refusi. Assolutamente consigliato!!

4,5/5 ☕️☕️☕️☕️

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