Recensione di “I sognatori. The dreamers” di Karen Thompson Walker

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “I sognatori. The dreamers” di Karen Thompson Walker in collaborazione con casa editrice Dea Planeta

EditoreDeA Planeta Libri
Data di pubblicazione ‎5 maggio 2020
Copertina flessibile ‎352 pagine

“All’inizio danno la colpa all’aria. È un’idea antica, quella di un veleno disperso nell’atmosfera, un pericolo mortale portato dal vento. Quella notte, la notte in cui tutto ha inizio, qualcuno nota una strana foschia calare sulla città. Arriva come un velo di nubi, o una cortina di fumo, diranno alcuni in seguito, però senza traccia di incendi. Qualunque cosa sia, accoglie le vittime senza clamore: i loro occhi si chiudono, una sonnolenza improvvisa li avvolge. Quasi tutti verranno trovati nei loro letti.”

Ebbene sì, ve lo confesso, io ho un debole per i distopici post apocalittici, pandemici eccetera; li adoro e questo romanzo è proprio quel genere. 

Un’idea veramente originale sviluppata molto molto bene, la trama è veramente piacevole e accattivante.

I personaggi sono persone come ognuno di noi a cui è impossibile non affezionarvisi tantissimo ve lo dico già in partenza. 

Ma veniamo alla trama: 

“Silenzio, come quando nevica. Una pace gelida, totale, a intorpidire le membra. E poi sogni, profondi quanto oceani, uno dopo l’altro, senza tregua. È ciò a cui va incontro chiunque si ammali del misterioso “virus di Santa Lora”, dal nome della cittadina in cui tutto ha avuto inizio. È una tersa notte di inizio autunno quando una studentessa del college del piccolo centro californiano si allontana da una festa in anticipo sulle compagne, si lascia cadere sul letto e non si sveglia più. Passano pochi giorni e il contagio dilaga. Sebbene le autorità si affrettino a mettere il college in quarantena, il morbo non cessa di mietere vittime: di casa in casa, di famiglia in famiglia, di sogno in sogno, Santa Lora soccombe alla misteriosa epidemia. Ma dentro l’involucro di quei corpi immobili, nei recessi di quelle coscienze sprofondate in un sonno che prefigura la morte, un turbinio instancabile di visioni, falsi ricordi, mezzi presagi – ora indecifrabili, ora più lampanti della realtà stessa – rimescola e sconvolge i destini di tutti.”

L’unica cosa che mi ha lasciato un po’ perplessa è il finale abbastanza frettoloso e sinceramente avrei voluto che fosse un po’ diverso ma questo è un mio parere personale. Il romanzo comunque resta un libro veramente veramente molto piacevole per chi ama questo genere e vedrete che lo leggerete in un paio di giorni, perché è talmente tanta la voglia di sapere come finisce questa pandemia. 

È un tema oltretutto attuale nella situazione nella quale stiamo vivendo e alcune situazioni descritte sono identiche a quelle del COVID. 

“Nessuno usa la parola quarantena, ma Mei ne cerca il significato. Viene dall’italiano, e vuol dire quaranta giorni. Quaranta giorni: il lasso di tempo che in passato le navi dovevano attendere prima di entrare nel porto di Venezia, quanto bastava, ci si augurava, perché una malattia infettiva si esaurisse da sé.”

Romanzo corale sui temi dell’amore, del tempo che passa e del senso della vita, “I sognatori” scava a fondo nei personaggi e nelle dinamiche di una comunità in pericolo per disegnare la mappa definitiva delle nostre paure, dei nostri infinitesimali trionfi e delle nostre vulnerabilità.

4,75/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

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