
☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️
Recensione di “Preventorio 108” di Alfonso Rotunno in collaborazione con autore
Editore: Planet Book
Data di pubblicazione: 21 ottobre 2020
Copertina flessibile: 390 pagine
“L’edificio apparve imponente, stagliato contro i fianchi delle colline che dominavano la vallata. La visione gli congelò il piantò, ghiacciandogli il petto. Il gigante di muratura crebbe, squadrato e letale. I tre blocchi aggettanti gli parvero muoversi e andargli incontro minacciosi. Una creatura ancestrale pronta a librarsi in volo e spiegare le sue ali di pietra.”
Un thriller psicologico con parti horror veramente molto complesso, c’è tantissima carne al fuoco 🔥
La trama è veramente densa e l’intreccio narrativo notevole.
Quello che salta subito all’occhio cominciando a leggere il romanzo è la scelta di carattere: piccolo, fitto, con pochissima interlinea, 400 pagine che sicuramente sarebbero più di 500…
“Non sto facendo nulla di male, provò a persuadersi, sono solo lettere. Immediatamente una vocetta interna lo pungolò, accusandolo di negare l’evidenza dei fatti. Nessuno sborserebbe una cifra del genere per assumere in privato un portalettere. Doveva esserci sotto qualcosa. Se lo sentiva. Il suo ruolo andava ben oltre quello di fattorino. Era un latore, il latore di un messaggio importante.”
Nella prima parte della storia si passa in rassegna a conoscere i numerosi protagonisti del romanzo e il loro legame con il Preventorio… e qui forse la prima pecca, purtroppo 😣 i protagonisti sono tanti, troppi, impossibile ricordare tutti i nomi, il legame di parentela, le loro vicende.
Ma veniamo alla trama:
Dopo anni di abbandono, il preventorio di Aigües, in Spagna, è stato acquistato e riformato per creare un complesso alberghiero. Diciotto persone ricevono un invito per prendere parte all’inaugurazione dello sfarzoso stabilimento balneare: un soggiorno di cinque giorni in mezza pensione. Dopo un primo impatto di idillio, relax e reciproca conoscenza, il secondo giorno vedrà un risveglio fin da subito tormentato. I diciotto si ritroveranno imprigionati al buio, senza elettricità, cibo e acqua. Al panico e allo sgomento iniziale, seguiranno le prime congetture. Solo allora un proiettore si attiverà nel cineforum e i malcapitati faranno la conoscenza del misterioso anfitrione che li ha riuniti, un tale di nome Harshad, e da quel momento gli ospiti cominceranno a indagare, setacciare corridoi e stanze, cercare una via di fuga, ed emergeranno i primi legami e collegamenti tra loro. Capiranno sempre più che non sono ospiti, ma vittime di una persona che conosce anche le sfaccettature dell’animo delle sue prede, come se le avesse vigilate per anni.
Preventorio 108 è sicuramente un thriller complesso, una storia tutta da decifrare, con enigmi e riferimenti storici.
Quello che ci troviamo di fronte spesse volte sono rompicapi da risolvere e oltre tutto non aiuta che durante la narrazione ci siamo sbalzi temporali dal 1961 al 2013.
Il numero 108 non è casuale ma leggendo capiremo che è collegato agli avvenimenti e si aprirà nuovamente un altro rebus da decifrare.
Parliamo poi della scelta di stile narrativo dell’autore che è alquanto singolare, Rotunno sceglie parole desuete, ricercate, estremamente difficili, questo a mio avviso è un prezzo per quanto riguarda lo stile linguistico dell’autore ma crea molta difficoltà nella lettura che a volte diventa un po’ pesante.
Non mancheranno nell’ intreccio molte citazioni di romanzi celebri, ad esempio Dieci piccoli indiani di Agatha Christie.
Quello che il rapitore, killer, penitenziere chiede ai suoi ostaggi è di redimersi dai loro peccati, attraversare delle passioni per trovare le risposte sul proprio corpo.
“Si pulisce i guanti e osserva i suoi ospiti litigare. Conosce le loro emozioni come conosce le proprie. Sa tutto di loro. Ha avuto modo di studiarli per anni. Li vede agitarsi irrequieti come topi in gabbia. Controllare porte e finestre sbarrate. Interrogarsi sulla scomparsa del personale, sulla mancanza di copertura della rete mobile, tremare alle insinuazioni del buio. Sa che non capiscono cosa stia accadendo, così come sa che in qualcuno di loro ha già cominciato a prender forma la consapevolezza di non aver via di fuga. Rimane impassibile alla loro ostinata ricerca di una spiegazione logica al blocco delle uscite, così come alla manifestazione del loro terrore in forme di isteria. Assapora l’antipasto preparato. Poi decide che è giunto il momento delle presentazioni.”
Quindi cari amici lettori, l’inizio è indubbiamente a mio avviso lento e prolisso, poi il thriller prende un po’ più velocità con elementi di suspense e horror.
Preventorio 108 secondo me, è un libro adatto a lettori esperti di thriller e pazienti nel sviscerare ogni singola parola e trabocchetto in esso contenuti… un po’ alla Thilliez se vogliamo.
Complessivamente per me è un 4/5 ☕️☕️☕️☕️