Recensione di “Il superstite (Jan Forstner Vol. 1)” di Wulf Dorn

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Il superstite (Jan Forstner Vol. 1)” di Wulf Dorn

Editore: TEA

Data di pubblicazione: 17 ottobre 2013

Copertina flessibile: 440 pagine

“A volte la vita ci pone domande senza risposta, pensò mentre saliva in auto. Però ci offre sempre una possibilità per ricominciare daccapo.”

Divorato in 48 ore… un altro gioiellino di Dorn.

Un intreccio cupo e misterioso, un thriller inquietante e avvincente.

Consiglio di leggerlo prima di “Follia profonda” poiché sono collegati.

Prima del silenzio.

Una notte d’inverno, la strada ghiacciata, neve tutt’intorno, un’auto sbanda, si schianta contro un albero, il guidatore è gravemente ferito. Aveva appuntamento con lo sconosciuto che poche ore prima aveva rapito suo figlio Sven, mentre era fuori casa con il fratello maggiore. Adesso tutto è inutile: l’uomo sa che sta per morire. E sa che anche suo figlio morirà.

Dopo il silenzio.

Da ventitré anni lo psichiatra Jan Forstner vive con l’angoscia della scomparsa del fratellino. Tutto ciò che gli resta è un registratore che aveva portato con sé la notte in cui erano usciti insieme e dove sono incise le ultime parole di Sven: «Quando torniamo a casa?»

E poi il silenzio. E gli incubi che da quella notte non hanno smesso di tormentarlo. La notte in cui il padre è morto in un incidente d’auto. La vita di Jan si riassume tutta in quella notte: ha studiato psichiatria come suo padre, si è specializzato in criminologia e ora è tornato al punto di partenza: alla Waldklinik, la clinica dove lavorava il padre e dove adesso lavorerà anche lui. Vorrebbe ricominciare a vivere, lasciarsi alle spalle l’incubo, ma quando una paziente della clinica si suicida, Jan si trova coinvolto in un’indagine che svelerà un segreto atroce rimasto sepolto per ventitré anni…

“«Sai una cosa» disse Marenburg sedendosi accanto a lui, «esistono milioni di frasi sagge, del tipo il tempo guarisce le ferite eccetera. Sono tutte solenni stronzate, ragazzo. Il dolore non diminuisce mai. Allo stesso modo come non si smette mai di cercare il motivo di qualcosa che ci tormenta.» Marenburg lo guardò negli occhi e sorrise incoraggiante. «Ma bisogna fare attenzione a non perdere il lume della ragione. Forse non riuscirai mai a scoprire che cosa è accaduto a tuo fratello. Allo stesso modo in cui io non saprò mai la ragione per cui la mia bambina è morta in questo luogo. Ma ciò che si può imparare è a convivere con il dolore. Non funziona sempre, ma con un po’ di pazienza e col passare degli anni diventa più facile.»”

Il tema affrontato egregiamente è la perdita, la sofferenza del non sapere, la ricerca della verità.

“È giunto il momento, avrebbe voluto dirle. Finalmente l’ho capito. Mi farò aiutare. Anche se sono scettico. In ogni caso però ho deciso di fare qualcosa, qualcosa per combattere questo intollerabile silenzio che risuona in me come un’ eco sorda e mi fa gridare di notte.“

Un autore, una garanzia, soprattutto un maestro nel trattare risvolti psicologici della mente umana.

5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

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