
☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️
Recensione di “Un villaggio scomparso” di Tim Weaver in collaborazione con casa editrice
Editore: Time Crime
Data di pubblicazione: 27 febbraio 2020
Copertina rigida: 451 pagine
All’inizio nella lettura purtroppo pago lo scotto di non aver letto i 9 libri precedenti a questo, di non aver conosciuto i casi precedenti di cui si è occupato il protagonista che lo hanno reso quello che è.
In una narrazione che va avanti e indietro nel tempo, Raker si ritrova nel caso più contorto, stimolante e pericoloso, in cui iniziano a emergere le connessioni tra Los Angeles e gli abitanti di Black Gale.
Due filoni narrativi e due protagonisti corrono in parallelo a capitoli alternati per tutto il romanzo:
In prima persona dal protagonista in Inghilterra David Raker, intermezzato da storia del 1985 a Los Angeles poliziotta Jo…
Non si riesce a capire cosa possano avere in comune queste sue storie così lontane sia temporalmente che geograficamente.
“La cosa che ti spaventa di più» disse mentre usava il piede per rigirare l’uomo sulla schiena «è il pensiero di dover rinunciare al tuo lavoro. A tutto ciò che comportano le scomparse, al sollievo che trai dalla ricerca, al fatto che ti tolgono quel fardello di dolore dalle spalle e ti aiutano a tirare avanti. È questo che ti impedisce di impazzire. Vederti costretto a smettere sarebbe peggio di qualunque proiettile. Ritrovarti rinchiuso, confinato, in una situazione dove non puoi avere alcun controllo sulla tua vita, senza alcun margine, ancora peggio, privato della libertà, ti ucciderebbe.
Ma veniamo alla trama:
Nella notte di Halloween, i nove residenti di Black Gale si riuniscono per una cena. Mangiano, bevono e ridono. Giocano e scattano foto. Le foto saranno l’ultimo ricordo di ciascuno di loro. La mattina seguente, infatti, l’intero villaggio sembrerà svanito nel nulla. Senza cadaveri, prove o indizi, il mistero di cosa successe al Black Gale rimane irrisolto per i successivi due anni e mezzo. Ma alla fine le famiglie delle persone scomparse ingaggiano un investigatore, David Raker, per vedere se riesce a scoprire qualcosa, là dove la polizia sembra essersi arresa. Da quel momento, l’ossessione dei parenti diventa anche la sua…
Quali segreti i vicini nascondevano alle loro famiglie, e tra di loro? Erano veramente quello che sembravano? L’investigatore Raker è alla ricerca di 9 persone scomparse o di 9 cadaveri?
L’unica pecca di questo romanzo secondo me è che è veramente molto prolisso, è un bel mattone ricco di descrizioni e con un intreccio veramente tosto.
“Le persone scomparse erano sempre state la mia vita, essenziali quanto il sangue nelle vene, ma l’ultimo caso mi aveva quasi ucciso. Non mi sentivo pronto a seguirne uno di quelle proporzioni, e riambientarmi lavorando con Healy non mi sembrava una buona idea. Ma il problema era proprio quello: quando si ha una cosa nel sangue, è impossibile sbarazzarsene completamente. Potevo rinnegarla per un po’ – o almeno provarci – ma il bisogno compulsivo sarebbe sempre rimasto“.
4/5 ☕️☕️☕️☕️