
☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️
Recensione di “Recursion. Falsa memoria” di Blake Crouch in collaborazione con casa editrice
Editore: Fanucci
Data di pubblicazione: 14 maggio 2020
Copertina flessibile: 304 pagine
Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.
Questo thriller distopico si divora letteralmente.
Quello che ci appare per buona metà del romanzo sono due filoni narrativi distinti: quello di Barry Sutton nel 2018 e quello di Helena Smith nel 2007.
Veniamo alla trama:
«Mio figlio è stato azzerato.» Queste sono le ultime parole rivolte da Ann Voss Peters al detective Barry Sutton, prima di lanciarsi nel vuoto. Profondamente colpito, Barry inizia a indagare sulla sua morte e scopre che non si tratta di un caso isolato. In tutto il Paese alcune persone si stanno svegliando in vite diverse da quelle in cui si sono addormentate. Soffrono della Sindrome della falsa memoria, una misteriosa, nuova malattia che contagia le vittime con vividi ricordi di una vita che non hanno mai vissuto. O, forse, qualcosa di ancora più insidioso si cela dietro il dilagare di queste false reminiscenze? A chilometri di distanza, la neuroscienziata Helena Smith sta sviluppando una tecnologia che consenta di preservare i ricordi più intensi e quindi di riviverli. Se avrà successo, chiunque sarà in grado di provare di nuovo l’emozione di un primo bacio, la nascita di un figlio o l’ultimo momento con un genitore morente. La ricerca della verità condurrà Barry in un viaggio surreale e avventuroso, e lo porterà a intrecciare il suo destino con la creazione di Helena, che si rivelerà un frutto avvelenato offerto all’umanità: la capacità non solo di conservare i ricordi, ma di stravolgerli… con il rischio di portare millenni di civiltà al collasso.
“La vita è sofferenza. Ma non deve esserlo. Perché dovresti essere costretto ad accettare la morte di tua figlia quando puoi cambiare le cose? Perché un uomo morente non dovrebbe tornare alla sua giovinezza con piena saggezza e conoscenza, invece di ansimare le sue ultime ore in agonia? Perché lasciare che una tragedia si compia quando potresti tornare indietro e prevenirla? Quello che stai difendendo non è la realtà… è una prigione, una bugia.» Tu lo sai. Devi capirlo. Hai inaugurato una nuova era per l’umanità. Una in cui non dobbiamo più soffrire e morire. In cui possiamo fare così tante esperienze. Fidati di me, la tua prospettiva cambia quando hai vissuto innumerevoli vite. Ci hai permesso di sfuggire ai limiti dei nostri sensi. Ci hai salvati tutti. Questa è la tua eredità.”
Il ritmo di questo thriller è veramente molto serrato, impossibile fermarsi, non si può abbandonare la lettura.
Siamo di fronte a uno dei tanti temi sull’uso che vogliamo fare della tecnologia sempre più invasiva a tutti i livelli, ora a disposizione di poche menti eccelse (scienziati) ma indirizzata a tutto il genere umano.
Fino a che punto potremmo spingerci? E se tutto questo pazzesco meccanismo venisse nelle mani di persone malvagie???
«Tutti i miei ricordi di quella vita sono in sfumature di grigio, come dei fotogrammi di un film noir. Sembrano reali, ma sono reminiscenze vaghe e tormentate. Tutti credono che la SFM siano solo falsi ricordi dei grandi momenti della tua vita, ma quelli che fanno più male sono i ricordi più piccoli. Non ricordo semplicemente mio marito. Ricordo l’odore del suo alito la mattina nel letto quando si girava verso di me. Di come ogni volta che si alzava prima per lavarsi i denti sapevo che sarebbe tornato al letto per cercare di fare sesso. Sono queste le cose che mi distruggono. I dettagli più piccoli e perfetti che mi fanno capire che è successo davvero».
4,75/5 ☕️☕️☕️☕️☕️