
☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️
Buongiorno cari amici lettori, per la tappa di gennaio/febbraio del GᖇᑌᑭᑭO ᗪI ᒪETTᑌᖇᗩ #gdlthrillercaffe organizzato da me, abbiamo letto:
La stazione di Jacopo De Michelis in collaborazione con casa editrice
Editore: Giunti Editore
Data di pubblicazione: 5 gennaio 2022
Copertina flessibile: 876 pagine
📖📖📖 𝐂𝐡𝐢 è interessato a partecipare al gruppo di lettura mi scriva… siete i benvenuti!!! 📖📖📖
“La stazione” è, allo stesso tempo, thriller e romanzo d’avventura.
Mescolando i generi più popolari, Jacopo De Michelis continuamente apre e chiude davanti agli occhi del suo lettore le porte di storie differenti eppure sempre collegate, e lo conduce in giro per sotterranei favolosi e inquietanti.
Credo di dover fare una doverosa promessa in quanto ho sentito tanti pareri riguardo a questo romanzo e sono abbastanza concordanti in una cosa: probabilmente i primi capitoli distraggono un po’ da quella che poi sarà la storia principale, non lo so perché De Michelis abbia voluto mettere quel capitolo iniziale sugli ultras che discosta molto dalla trama che si svilupperà. E soprattutto scoraggia tanti lettori che si trovano già davanti a un tomo di 900 pagine e quindi i meno volenterosi non proseguiranno.
Detto questo io comunque l’ho trovato un libro meraviglioso, fluido, accattivante e che spazia su tantissimi generi.
Ci troviamo davanti a un poliziesco, un noir, un’avventura, un thriller, uno storico, e tantissimi altri generi.
“Inaugurata nel 1931 in pieno fascismo – ma la data di presentazione del primo progetto risaliva molto più indietro, addirittura al 1912 – la Stazione Centrale era stata definita dal suo architetto, Ulisse Stacchini, una “cattedrale del movimento”. Sovraccarica di decorazioni e ornamenti, non aveva, probabilmente per via delle lunghe e travagliate vicende della sua costruzione, una cifra architettonica ben definita. Liberty, art déco, neoclassico, razionalismo, stile littorio si affastellavano uno sull’altro in un guazzabuglio che sconfinava nel kitsch. In città, quel gusto eclettico e pomposamente monumentale era stato ironicamente bollato come “assiro-milanese”, Bella, la Centrale era probabilmente difficile trovarla bella, ma certo a suo modo era unica. E soprattutto grande. Sfacciatamente, smodatamente grande.”
De Michelis dimostra una profonda e reale conoscenza della polizia, dei gradi, della situazione complicata ecc, questo mi ha fatto apprezzare ancora di più il romanzo perché tantissimi thriller e noir che ho letto, con indagini della polizia, sono completamente inventati, non rispecchiano affatto la realtà che conosco molto bene in quanto moglie di un ispettore di polizia…
Credo sia la prima volta che trovo un autore che rispecchia realmente lo stato della polizia italiana attuale.
“Per tutta la mia vita non avevo desiderato altro che venire accettato e apprezzato, sentirmi a casa, parte di qualcosa, E riuscirci finalmente in quello che era stato il regno di mio padre era un po’ come ottenere da lui dopo la sua morte quello che, da vivo, non aveva mai voluto o saputo darmi. Quasi una sorta di risarcimento postumo.”
Ma ora veniamo alla trama:
Milano, aprile 2003. Riccardo Mezzanotte, un giovane ispettore dal passato burrascoso, ha appena preso servizio nella Sezione di Polizia ferroviaria della Stazione Centrale. Insofferente a gerarchie e regolamenti e con un’innata propensione a ficcarsi nei guai, comincia a indagare su un caso che non sembra interessare a nessun altro: qualcuno sta disseminando in giro per la stazione dei cadaveri di animali orrendamente mutilati. Intuisce ben presto che c’è sotto più di quanto appaia, ma individuare il responsabile si rivela un’impresa tutt’altro che facile. Laura Cordero ha vent’anni, è bella e ricca, e nasconde un segreto. In lei c’è qualcosa che la rende diversa dagli altri. È abituata a chiamarlo “il dono” ma lo considera piuttosto una maledizione, e sa da sempre di non poterne parlare con anima viva. Ha iniziato da poco a fare volontariato in un centro di assistenza per gli emarginati che frequentano la Centrale, e anche lei è in cerca di qualcuno: due bambini che ha visto più volte aggirarsi nei dintorni la sera, soli e abbandonati. Nel corso delle rispettive ricerche le loro strade si incrociano. Non sanno ancora che i due misteri con cui sono alle prese confluiscono in un mistero più grande, né possono immaginare quanto sia oscuro e pericoloso. Su tutto domina la mole immensa della stazione, possente come una fortezza, solenne come un mausoleo, enigmatica come una piramide egizia. Quanti segreti aleggiano nei suoi sfarzosi saloni, nelle pieghe dolorose della sua Storia, ma soprattutto nei suoi labirintici sotterranei, in gran parte dismessi, dove nemmeno la polizia di norma osa avventurarsi? Per svelarli, Mezzanotte dovrà calarsi nelle viscere buie e maleodoranti della Centrale, mettendo a rischio tutto ciò che ha faticosamente conquistato. Al suo ritorno in superficie, non gli sarà più possibile guardare il mondo con gli stessi occhi e capirà che il peggio deve ancora venire.
“Laura possedeva una facoltà particolare, lo si sarebbe potuto definire un sesto senso. Tra sé e sé era abituata a chiamarlo “il dono”, perché cosi faceva sua nonna, la sola persona al mondo a cui avesse mai confidato il suo segreto, ma lo considerava più una condanna o una maledizione. Il dono di Laura consisteva nella capacità di percepire, in maniera immediata e diretta, ciò che provavano le persone che aveva accanto, Le loro emozioni e i loro sentimenti si riverberavano dentro di lei, che li avvertiva con la medesima forza, proprio come se fossero suoi. Una forma di empatia estrema e assoluta. Spesso in quei momenti aveva delle visioni dell’avvenimento che – vissuto, ricordato o immaginato – li aveva suscitati. A volte le capitava anche con luoghi e oggetti, come se emozioni particolarmente profonde potessero rimanervi impregnate. Se il sommovimento interiore era troppo violento e impetuoso, il suo cervello, forse per una specie di meccanismo difensivo, a un certo punto andava in corto, e lei crollava a terra priva di sensi, in preda alle convulsioni.”
Personalmente ho amato anche la caratterizzazione dei personaggi principali, Riccardo e Laura, e lo sviluppo della loro storia antecedente che ci spiega i fatti avvenuti e che li hanno resi quello che sono.
“Non si sentiva più sicuro di nulla. Cominciava a chiedersi se doveva davvero insistere a portare avanti quell’indagine contro tutto e tutti. La sua carriera di poliziotto era appesa a un filo. La Polfer per lui era un purgatorio, ma sarebbe bastato poco per venire scaraventato definitivamente all’inferno. Il dirigente l’aveva minacciato senza mezzi termini di sanzioni disciplinari. Voleva davvero rischiare di mandare in malora tutto quello per cui aveva lavorato negli ultimi quattro anni e mezzo? Ne valeva la pena? Non aveva un piano B, e se l’avessero cacciato dalla polizia non riusciva proprio a immaginare cos’altro avrebbe potuto fare della sua vita.”
Se lo consiglio??? Assolutamente sì!!!
5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️