Recensione di “Non c’è tempo per la nostalgia” di Paola D’Aurizio

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

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Recensione di “Non c’è tempo per la nostalgia” di Paola D’Aurizio in collaborazione con casa editrice

Editore: Viola Editrice

Data di pubblicazione: 2 maggio 2019

Copertina flessibile: 196 pagine

Romanzo che racconta un amore tra due ragazzi Carole e Woj quindi rosa…!

Ma con risvolti thriller soprattutto psicologico e noir molto accentuati.

La scrittura di Paola D’aurizio è a momenti fluida e alterna altri momenti in cui, secondo il mio modesto parere, mette tanta carne al fuoco e perciò si fatica un pochino a mettere insieme il puzzle.

Il romanzo ha comunque suscitato il mio interesse. Venendo alla trama Carole e Woj sono due ragazzi che si incontrano per caso e vivono una storia d’amore che sembra completarli, anche se provengono da realtà diametralmente diverse. Lei studentessa universitaria molto introversa, ansiosa, e poco empatica nei confronti degli altri suoi coetanei, lui un ragazzo sempre sulle sue, un ragazzo che vive alla giornata e che porta con sé una storia di violenze inaudite.

Carole va spesso a rifugiarsi in un parco alla periferia di Roma, una Roma sconosciuta ai più quella dove vivono solitamente gli invisibili, gli emarginati. Lì fa un incontro con Woj, un ragazzo rumeno che all’inizio sembra evitarla, il quale si è creato una specie di casa lì dentro al parco, e a volte si sdraia in una panchina dove era solita mettersi Carole e proprio questo fatto fara sì che i due si incontrino.

Carole è sempre in lotta con se stessa con il non riuscire a capire quest’ansia che la divora sempre! Al primo approccio nei due c’è un gioco di sguardi, ma questo fa sì che in breve tempo tra i due scoppi l’amore. Sarà un amore molto tormentato dove il passato di Woj ritornerà con tutti gli spettri che porta con sé e coinvolgeranno pure Carole che sta con lui!

La ragazza dal canto suo riuscirà a capire perché in lei c’è sempre quest’ansia, questi disturbi dell’umore.

Il romanzo tratta tanti argomenti difficili da gestire in poche righe a mio avviso.!

La droga, la prostituzione, e veramente tante brutture ma in modo veloce, che confonde un po’ il lettore.

Il finale rimane aperto e sta a noi lettori decidere per un verso o per l’altro… in base al nostro sentire.

4,25/5 ☕️☕️☕️☕️

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