
☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️
Recensione di “Games. Piccoli giochi innocenti” di Bo Svernström
Letto insieme al GDL #sistersclub
Editore: Longanesi
Data di pubblicazione: 24 giugno 2021
Copertina flessibile: 480 pagine
“Ci sono alcune cose che dovete sapere sul mio conto. La prima: sono una persona cattiva. Quando avevo undici anni ho ucciso un mio coetaneo, spaccandogli la testa con un blocco di cemento, in un campo vicino a casa. È morto sul colpo. La mia terapeuta, una donna bionda e carina, sostiene che non si è trattato necessariamente di un omicidio, che forse è stato un incidente. Che l’ho fatto senza pensarci, senza la volontà di uccidere. Che è stato un impulso improvviso. Ma quale bambino ha impulsi del genere?“
Buongiorno cari amici lettori,
vi premetto che questo libro non mi ha convinto per niente.
Partendo dalla struttura narrativa troveremo i capitoli alternati con flashback temporali del prima e dopo, narrati in prima persona da Robert Lindström e in terza persona dell’autore.
Una grossa difficoltà in questo libro, come tantissimi thriller nordici, sono i nomi dei protagonisti 😩😩😩😩
Tantissime indagini, tantissimi colloqui, ma fino a metà libro siamo nel baratro del “siamo punto e a capo”…
Poi da metà libro in poi la trama si fa un po’ più intensa con elementi thriller ma il tutto sembra macchinoso.
Pochissimi i colpi di scena e abbastanza forzature a livello di intreccio narrativo.
Infine un finale frettoloso… purtroppo non mi ha convinto. Il colpevole si rivelerà essere praticamente la persona di cui si sospetta da inizio libro…
I personaggi sono, come dicevo all’inizio, veramente troppi!! Nessuno riesce a decollare secondo me e a interessare il lettore.
«Ma se – e ribadisco se – non hai ucciso Max, dev’esserci un assassino che l’ha fatta franca. Per ventotto anni» Si è voltata verso di me, con un’espressione strana. «In realtà solo tu puoi sapere se hai ucciso Max o no. Eri presente quando è morto. Tu sai cosa è successo, Robert. Sforzati di ricordare!»
Per me è un NI…
2,5/5 ☕️☕️