☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Blu come le fragole di Alessia Todeschini

Editore: Piemme

Data di pubblicazione: ‎7 giugno 2022

Copertina rigida: 270 pagine

Buongiorno cari amici lettori, vi anticipo che questo romanzo l’ho finito circa un mese fa… ma la recensione, come potete vedere, la sto scrivendo solo ora…

Un libro che mi ha letteralmente dilaniata, ho pianto tantissimo!!! Non avevo mai pianto così in vita mia con un libro. La lettura è stata veramente lunga non perché non volessi leggerlo tutto d’un fiato, ma perché ogni 15-20 pagine circa dovevo chiuderlo in quanto le lacrime agli occhi non mi permettevano di leggere. Sì lo so, detta così sembra una cosa da malati mentali… ma con il cuore in mano vi dico che se siete in una situazione sentimentale complicata come la mia, è un libro che strazia, arriva alle viscere e lascia il segno.

Detto tutto questo 😰 speriamo non vi siate già stancati di leggermi vi parlo della trama:

“Da che parte si inizia a lasciarsi?” Questa domanda risuona continuamente nella mente di Francesca, fino al giorno in cui decide di dirla ad alta voce e di affrontare Fabio, suo marito, e quello che resta di ciò che sono stati insieme. Proprio loro due che si sono conosciuti e innamorati. Dai primi baci alla convivenza era parso un battito di ciglia, poi un figlio, una casa più grande, il lavoro di Fabio che incalzava, un altro figlio. Quanto è facile e deludente raccontare una vita insieme, i giorni sempre uguali che scorrono sotto il nostro sguardo disattento. E quanto è facile che tutto cambi. Francesca non ha mai dato peso alle piccole increspature del rapporto con l’uomo che ha scelto. Non solo i litigi, ma le incomprensioni, sempre più frequenti, e quella sensazione di non essere capiti le sono a lungo sembrati normali per due che stanno insieme da una vita. Ma un giorno guarda la sua vita e vede che di quel legame inossidabile non è rimasto nulla, due soprannomi che si sono svuotati di significato, consuetudini ripetute senza un perché. E si accorge di essere sola. Come mai è stata prima, neanche quando a quattro anni si era trasferita da sua nonna Elsa dopo la morte dei genitori. E di essere rimasta indietro, lei e il suo sogno di fare l’illustratrice per bambini, mentre tutti sono andati avanti. Trovare la forza e il coraggio di affrontare un fallimento non è scontato per nessuno, men che meno per lei. Da sempre insicura, pronta ad appoggiarsi alla sua famiglia, prima, a Fabio, dopo. Persone diritte, che sanno dove vogliono andare, come si fa a stare in piedi. Ma questa potrebbe essere la prima decisione da donna adulta che prende. Ed è anche la più dolorosa. Forse, però, non è solo la fine. È un inizio. Il suo.

Talmente tanti sono i pezzi del libro dove ho messo post-it che ve ne citerò alcuni per farvi immergere nella narrazione dell’autrice.

“Io sono quella dalle mille possibilità, se ho un obiettivo sembra quasi faccia apposta a trovare la strada più lunga possibile per raggiungerlo. Il più delle volte quando lo raggiungo non mi interessa più. Io sono quella che si boicotta, che condona, quella che dice “pazienza”, che capisce, quella che crede che ci sia sempre una giustificazione se uno, ogni tanto, fa schifo. Tu no. Tu sei uno che va dritto. Per questo mi sei sempre piaciuto e per lo stesso motivo ti ho detestato. Sei sicuro, allineato, connesso a te stesso. Sai quel che vuoi, lo persegui, adotti una disciplina marziale, lo raggiungi. Facile. Io mi giustifico. Traballo, codarda. Ci ripenso. O forse per me la vita è troppo bella per non esserne continuamente distratti.”

Tutto il romanzo è in prima persona, Francesca , la protagonista, ci racconta le cose in maniera così vivida che fremiamo leggendo.

«”Mi piace che facciamo le cose che non facciamo. Mi piacciono i nostri progetti al risveglio, quando il giorno sale sul nostro letto come un gatto di luce, e che non realizziamo perché ci alziamo tardi per esserceli immaginati tanto. Mi piace il solletico che trasmettono ai nostri muscoli gli esercizi che enumeriamo senza eseguirli, le palestre dove non andiamo mai, le abitudini sane che invochiamo come se, desiderandole, il nostro splendore si riflettesse su di noi. Mi piacciono le guide di viaggio che sfogli con quell’attenzione che tanto ammiro in te, con i loro monumenti, strade e musei dove non mettiamo mai piede, incantanti davanti a un caffellatte. Mi piacciono i ristoranti che non frequentiamo, le luci delle loro candele, il sapore fantasticato dei loro piatti. Mi piace come viene la nostra casa quando la descriviamo rimodernata, i suoi mobili sorprendenti, l’assenza di pareti, i colori azzardati. Mi piacciono le lingue che vorremmo parlare e che sogniamo di imparare l’anno prossimo, mentre ci sorridiamo sotto la doccia. Ascolto dalle tue labbra quei dolci idiomi ipotetici, le loro parole mi riempiono di stimoli. Mi piacciono tutti i propositi, dichiarati o segreti, che disattendiamo insieme. È questo che preferisco della vita a due. La meraviglia aperta sull’altrove. Le cose che non facciamo.”»

Qui riporto un pezzo che riassume un po’ tutto il senso di questo romanzo, una intervista rilasciata dalla Todeschini a Vanity Fair:

«Credo che si cominci a lasciarsi quando non si sceglie più la verità, quando si cominciano a sottacere anche i più piccoli fastidi per il famoso quieto vivere. Così il dialogo va a morire, e di conseguenza il rispetto reciproco. E poi la forte paura dell’abbandono, che tutto permea e che però ci fa attaccare ancor più morbosamente a quello che abbiamo, soffocandolo».

«L’essere umano vede più con la mente che con gli occhi. Sai che le fragole sono rosse e quindi le vedi rosse anche quando sono blu. Lo fai tu, lo faccio io, lo facciamo tutti. Pensiamo di vivere una storia e invece forse siamo in un’altra e la realtà ci scappa di mano.» «Già» dissi solo. «Ma non ne abbiamo nessuna colpa. Non ne hai nessuna colpa, Francesca. Anche perché una realtà univoca, in fondo, non esiste.» «Mi scusi, penso di non aver capito bene cosa c’entra questo con la mia storia con Fabio.» «Tu credi di conoscere qualcuno, di vederlo bene, tuttavia quel che vedi di lui è quel che ha deciso la tua mente. È più chiaro ora?» «Forse.»

Un libro che consiglio vivamente, anche se da leggere con “cautela”… 4,75/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Recensione in collaborazione con casa editrice @piemme… che ringrazio per l’invio della copia cartacea.

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