
✔️ Buongiorno Andrea e benvenuto 🤗, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?
Per vivere mi occupo di tutt’altro che scrivere; infatti lavoro nel settore amministrativo per una ditta di trasporti. Gli hobby e gli interessi propendono invece verso la musica e la letteratura, una sorta di ponte che mi riporta alla scrittura.
✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?
Con l’imparare a scrivere, si manifestò poco dopo anche la volontà di scrivere; con la volontà di scrivere, l’ambizione di pubblicare. Con gli anni si è alleggerita la preponderanza dell’ambizione, ma la volontà ancora resiste. Questo vorrei trasmettere a chi mi vorrà leggere: non esercitando più tante ambizioni, perdonatemi almeno la volontà.
✔️ Parliamo del tuo libro “Lissy è stata qui”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea?
La storia parla proprio di questa volontà di scrivere e dell’ambizione di pubblicare e di come tutto ciò muti nel tempo e per via delle vicissitudini che si rincorrono. Nel libro a parlarcene è una giovane ragazza canadese, mai sola però: sempre accompagnata nel tempo dalla sua amica Lissy, presente anche – e soprattutto – quando assente. Inizialmente ne feci un racconto, ma poi mi accorsi che un non era la veste appropriata. Di qui il romanzo.
✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione del tuo libro?!
Proposi l’immagine di “Jo, la belle irlandaise” di Gustave Courbet all’editore, che infine la utilizzò per realizzarne la copertina. Sempre l’editore si è occupato della revisione del testo.
✔️ Quali valori sono contenuti nel tuo romanzo e a che genere di pubblico è indirizzato?!
Un pubblico che abbia consapevolezza e bisogno di crisi di ogni attuale valore credo sia il pubblico a cui il libro possa rivolgersi. Non nel senso che non si debba riconoscere oggi necessità di alcun valore; bensì che si sperimenti la necessità che i valori attuali possano essere scomposti e rinnovati.
✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo?
Se si vuol saggiare la potenzialità commerciale di ciò che si scrive, la promozione è un processo decisivo. Si può provare, come stiamo facendo in questo caso, anche tramite i social network e la collaborazione con i blogger. Certamente essere aiutati da professionisti che si occupino di ciò, che sappiano anche intuire che tipo di mercato possa incontrare un libro, è un fattore non da poco. Ma anche per un discorso di tempo: promuovere, come scrivere, richiede tempo, la cui disponibilità è assai limitata. E allo scrittore serve tempo soprattutto per scrivere.
✔️ Stai già scrivendo o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!
A fine ottobre uscirà la mia traduzione di “Chamber Music / Musica da Camera”, una raccolta di poesie giovanili di James Joyce con Castelvecchi. Ma di lavori in corso in cantiere ve ne sono sempre: “fare e disfare è tutto un lavorare”, diceva Campana (e faceva Penelope).
✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?
La copertina è bella, il romanzo è breve, la storia non è scontata. Da lettore mi rendo conto che sono elementi che non sempre coesistono nella narrativa ultimamente.