
☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️
La ragazza che non c’era di Cinzia Bomoll
Editore: Ponte alle Grazie
Data di pubblicazione: 11 ottobre 2022
Copertina flessibile: 224 pagine
“Dicono che il dolore piano piano passa. Non è vero. Il dolore non passa, si trasforma e basta. Prende altre forme, diventa qualcos’altro. Può diventare il dolore di qualcun altro. Spesso diventa il dolore di qualcun altro. Io sono rimasta a ricordare a mio padre gli occhi di mia madre e a rinnovargli il dolore ogni giorno. Sono la sua condanna.”
Buongiorno cari amici lettori, quella con “La ragazza che non c’era” è stata un’esperienza a 360 gradi… grazie alla casa editrice @pontealle… infatti che ringrazio ancora, ho potuto leggere innanzitutto il romanzo in anteprima e successivamente anche partecipare a una zoom bellissima e interessante con l’autrice e conoscere tutte le sfaccettature possibili del libro e fare delle domande. Allora veniamo subito alla trama di questo romanzo che ho amato moltissimo:
La prima inchiesta di Nives Bonora, ispettrice coraggiosa e passionale. Una ragazza viene ritrovata morta per un’overdose nell’ospedale psichiatrico abbandonato di Aguscello, nella bassa ferrarese. Non si riesce a capire chi sia. Ma nelle quarantott’ore che passano fra il ritrovamento del corpo e l’inizio degli esami autoptici, la ragazza sparisce. Qualcuno l’ha vista allontanarsi sulle sue gambe: un raro caso di morte apparente. E così l’ispettrice Nives Bonora, figlia dell’Emilia più genuina – passionale e pragmatica, dolente e vitale – si trova ad affrontare il caso di una ragazza fantasma e una storia marcia, perversa, in cui la malavita dell’Europa dell’Est va a braccetto con la migliore borghesia di Ferrara. Il coraggio di Nives, la sua irruenza e una dose di follia la porteranno a osare troppo ma infine a risolvere il caso a modo suo, contro ogni attesa e ai confini della legge. Ma Nives dovrà anche affrontare i tanti «casini» della sua vita privata, dal rapporto col padre carabiniere in pensione a quello con la nonna che le ha fatto da madre, fino al commissario Brandi, suo capo ostile ma anche poco affidabile amante.
È un giallo-noir all’italiana che personalmente ho divorato, scrittura impeccabile, empatia con i protagonisti al 100%, insomma di quei romanzi che ti restano nel cuore, soprattutto nel finale perché sicuramente prestissimo seguirà la storia di Nives Bonora, ispettore di polizia sensibile, umana, coraggiosa, ma con mille fragilità che la fanno amare ancor di più.
“Sapevano entrambi che troppo spesso non erano più un ispettore e un commissario della stessa squadra, ma un uomo e una donna incasinati, a cui talvolta andava bene talvolta male. Nives si voltò dall’altra parte. Rimasero in silenzio senza dire più nulla, perché avrebbero avuto tanto, troppo, da dirsi.”
Insomma lettori, una storia elettrica e imprevedibile, abitata da personaggi sospesi fra abisso e redenzione: l’esordio di un’investigatrice umanissima e dal gran carattere, che promette di lasciare un segno nel noir italiano.
Un libro che consiglio vivamente! Per me un bel 5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️
Recensione in collaborazione con casa editrice che ringrazio per l’invio della copia cartacea.