INTERVISTA a Simonetta Corrado di Tantilibriecaffe


INTERVISTA a Simonetta Corrado di Tantilibriecaffe

✔️ Buongiorno Simonetta e benvenuta 🤗, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?

Ciao Maura e tutt*! Parto dalle passioni, scontatissimo lo so, ma fondamentalmente: i libri! Da leggere, da scrivere. Da vivere. Ed è da qui che nasce tutto, anche la mia professione: sono una copywriter, scrivo per la pubblicità da circa un trentennio 😅 Ho lavorato nella sede romana di una nota agenzia internazionale, per i più svariati brand. Attualmente vivo a Verona e continuo da freelance con la mia non-agenzia, un team essenziale ricco di alte competenze e complicità. Ogni progetto parte sempre dalla scrittura. Il pensiero, la creatività, le idee trovano nella parola scritta una forma e un percorso. Sono consapevole che scrivere per un marchio segua logiche differenti dalla scrittura di un racconto, o un romanzo, ma forse non sono poi così distanti: sono allenata a esplorare mondi e linguaggi molto diversi e a una certa disciplina nella creazione di contenuti, quindi quando smetto i panni del copy, posso andare a briglia sciolta ma con metodo per non perdermi del tutto. Cosa che con il mio carattere è piuttosto facile… Il termine storytelling così abusato e usato a sproposito è un modo per riconciliare e restituire dignità al contenuto in ambiti non strettamente letterari. Studiare, leggere, approfondire, una base culturale solida affiancata all’invenzione, sono basi imprescindibili nella scrittura, indipendentemente dalla finalità.

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Scrivo da sempre, la professione che ho scelto è oltre che molto divertente (per me), una vera e propria palestra, come accennavo. La scelta di pubblicare è arrivata con calma, quando al di là del piacere che mi da scrivere “senza cliente” sentivo di poter raccontare qualcosa. Ai miei lettori voglio trasmettere emozioni, ma anche alcune riflessioni, e sempre, quando possibile, il piacere di leggere. Sono una accanita lettrice e so quanto quel tempo sia prezioso, e così come vale per me, non va sprecato. Ne tengo conto con rispetto, gratitudine e consapevolezza quando pubblico un libro. Non scrivo un genere particolare sapendo che sotto l’etichetta narrativa si trova davvero di tutto. Per quanto difficile per “il mercato”, a me sta bene sentirmi libera di non essere classificata, e questo vale anche per chi mi legge. Non mi piace definire “pubblico” neppure loro, semplicemente lettrici e lettori curiosi e spregiudicati, liberi loro stessi da incasellamenti. E amo e nutro la preziosa relazione che si è creata e che si mantiene nel tempo.

✔️ Parliamo dei tuoi libri “Presente. Libro uno, due e tre”. Di cosa parlano? Com’è nata l’idea?

Una lettera, tre amici, due sorelle, un diario. Quando il rimpianto coincide con il rimorso, inizia il vero viaggio. Questo il Pitch in estrema sintesi. PRESENTE è un romanzo che ho scelto di pubblicare in tre puntate. Ho voluto sperimentare (come amo fare) questa possibilità, per “giocare” con i miei lettori e anche perché la narrazione si prestava naturalmente, visto che si sviluppa in tre parti. È la storia di Anita, quasi 50 anni e un verdetto inappellabile: 3 mesi di vita rimasti. Sceglie di dedicare questo tempo a tre incontri con tre persone perse di vista ma importanti per lei. Un viaggio da non rimandare più, tre appuntamenti con il non detto, i conti sospesi, l’irrisolto. Anche con la sorella Alice, relazione “complicata”, opposto “asimmetrico” nel temperamento, nelle scelte. Anita è il giorno, Alice la notte. Ma è proprio nel tramonto che c’è la possibilità di riavvicinarsi. L’ispirazione e poi l’idea mi sono arrivate da una chiacchierata con un amico, come spesso accade, con cui condivido il sogno di dedicare tempo a viaggiare per andare a trovare i tanti amici sparsi per il globo. Ho cambiato città molte volte e ovunque lascio briciole di cuore. Mi sento esule, radicata nel mare della mia adorata Brindisi. Questa “geografia delle emozioni e delle relazioni” credo sia la mappa del cuore e della vita di ciascuno di noi. Più che verso una meta, viaggiamo gli uni verso gli altri. Tornare da e incontrare qualcuno che amiamo è un po’ un ritorno a casa. Il 2020 e la forzata distanza hanno contribuito felicemente al compiersi di questo romanzo che avevo iniziato circa due anni prima.

✔️ Quali valori sono contenuti nei tuoi romanzi e a che genere di pubblico sono indirizzati?!

In PRESENTE ho voluto indagare le relazioni familiari, amorose e amicali, le fragilità e l’incomunicabilità che creano distanze. Anita compie un gesto antico e rivoluzionario per l’epoca in cui viviamo: scrive una lettera. Inizia un percorso coraggioso, controcorrente per la nostra cultura così digitalizzata e iperconnessa, lancia un piccolo grande segnale di ribellione. Un altro tema è la morte, grande tabù nella nostra cultura, così intrecciata e indispensabile alla vita. E quindi la rinascita, l’evoluzione, il superamento di confini e limiti mentali. Mi interessava raccontare la malattia e la cura non attraverso un’ottica terapeutica o salvifica ma come percorso umano e originale, di una donna che affronta l’ultimo viaggio con una valigia piena di speranza e progetti, di gioia di vivere, nonostante tutto. Nel mio libro precedente, “Donne Private”, raccolta di 12 racconti, ho narrato tante sfaccettature del femminile, inteso come lato scomodo e oscuro in ciascuno di noi e nella società. In generale, la mia è una scrittura intimista, emotiva, in prima persona, ma non autobiografica. Non mi interessa raccontare le mie vicende personali ma quelle che colpiscono il mio cuore, da spunti reali o immaginati. Non mi astengo dallo humor anche quando racconto storie tremende. Per il pubblico, vale la risposta di prima sul genere: chi mi legge si ritrova, piange e ride insieme ai miei personaggi. Proprio come accade a me mentre le storie mi parlano. Solo che lo facciamo in tempi diversi, tutto qui.

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidata per la revisione dei tuoi libri?!

Essendo una selfpublisher, ma anche una lettrice curiosa e attenta al mondo editoriale, mi impegno a realizzare ogni mia opera con la massima qualità e originalità. Quindi, smessi i panni della scrittrice indosso quelli dell’editore, rispettando la rigorosa filiera che porta alla pubblicazione vera e propria e poi alla promozione. Per le mie copertine mi affido a Giovanni Zardini graphic designer professionista, specializzato in progetti editoriali. E mio compagno di viaggio nel nostro progetto di non-agenzia. Insieme curiamo la comunicazione e l’immagine di alcuni brand nazionali e internazionali e non potevo non “sfruttare” la sinergia e la complicità che abbiamo creato negli anni. Per la scrittura oltre alle e ai miei beta-reader, mi sono avvalsa di un editor professionista. Per mia fortuna è stato un editing davvero light, quasi una correzione di bozze. C’è da dire che la più cattiva sono io 😅: mi capita di rivisitare i miei testi anche dopo che sono “a posto” perché sono davvero molto esigente. Non bisognerebbe leggerli più, lo so. 🎧Aggiungo che da qualche mese ho iniziato una fertile collaborazione con Cinzia Corallini, narratrice e Producer di audiolibri. Grazie a lei ho realizzato e pubblicato la versione in audiolibro di “Donne Private”, disponibile sulle principali piattaforme italiane e non (ovunque tranne Audible.it!). Anche Presente uscirà in versione audio, e non vedo l’ora. Insieme stiamo davvero scoprendo nuove frontiere e cercando di abbattere barriere per la pubblicazione e la diffusione di questa modalità ancora molto nuova per l’Italia, ma interessante per raggiungere nuove lettrici e lettori. A questo aggiungo anche che tutti i miei libri sono in corso di traduzione in inglese da parte di un entusiasta team di madrelingua e bilingue capitanato dalla giovane traduttrice Giulia Mariutti.

Benché ci siano ancora tanti pregiudizi su chi si pubblica da solo, ho presentato molte dal vivo sia in librerie e biblioteche, che spazi non convenzionali, sempre con grande partecipazione del pubblico. Merito anche di collaborazioni di valore e affettuose con associazioni culturali, giornalisti, persone volenterose e partecipi. Faccio tutto da sola, ma in realtà non sono mai davvero sola. E approfitto per ringraziare davvero tutti (sono doverosamente citati alla fine dei miei libri e sono davvero tanti), in particolare mio marito, mio figlio (sopportatori ufficiali!), i miei genitori, le sorelle e le tante amiche e amici che mi seguono e sostengono con amore.

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarli?

Fondamentale ma allo stesso tempo non può essere un’ossessione. Mi spiego meglio. Io parto dal presupposto che un libro è per sempre. Quindi se per il mercato editoriale vale la regola di battere il ferro finché è caldo, implicando una promozione serrata in concomitanza con l’uscita, io credo che un libro e una storia non si possono “bruciare” in pochi mesi come spesso accade. Io mi fido e affido ai lettori: se un testo vale, ha bisogno di essere scoperto, letto e apprezzato. Con i suoi tempi. Nel mio piccolo vedo che la mia opera prima “DONNE PRIVATE”, a cinque anni dalla sua uscita, sta conoscendo una seconda vita, grazie a nuove lettrici e lettori incuriositi dai temi e anche dalla versione in audiolibro. Chiaramente i social aiutano molto. Io stessa, sebbene all’inizio un po’ refrattaria (per una questione di tempo da dedicare, sono sincera) ho scoperto frontiere interessanti e concrete possibilità di entrare in contatto con nuovi lettori. E anche con altre scrittrici e scrittori con cui confrontarmi. Mi piace molto presentare sia dal vivo che on line, sono occasioni uniche ed emozionanti di relazione con chi legge o chi leggerà. Cerco sempre delle formule inedite, una presentazione non ha mai una scaletta canonica, e anche qui sono grata a chi segue questa onda legata all’improvvisazione e alla sorpresa, come la preziosa giornalista Anna Consales, entusiasta e preparata, e la cara Lucia Melcarne admin e curatrice della pagina I lettori delle sette, stella polare letteraria su IG. Un grazie anche agli amici dell’associazione culturale Il Curro, veri creatori di eventi culturali originali e che continuano a coinvolgermi nei loro palinsesti.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Di sicuro sto scrivendo. Non mi pongo per ora obiettivi di date d’uscita, sono ancora in fase di composizione e mi sembra prematuro. In parallelo sto ampliando anche la visione del mio progetto letterario, sperimentando, come mi piace fare. Proprio a Natale ho pubblicato un racconto lungo, “Il Signor B.” in versione cartacea, e-book e audio, ancora una bella sinergia con le persone con cui collaboro. All’interno del libro c’era il QR code per ascoltare la versione audio, e sono sorpresa del piccolo successo che ha ottenuto. Fra l’altro io ho limitato l’edizione solo al periodo natalizio, ora non è più disponibile, e ho scelto di devolvere il 50% del ricavato di questo e tutti i miei libri venduti in quel periodo alla Lega del Filo d’oro. Ora sto conteggiando per poter poi fare la donazione e sono felice anche delle tante bellissime recensioni giunte, se pur in un brevissimo periodo. Essendo libera da vincoli contrattuali, posso scegliere anche cosa fare con i miei libri: in occasione di presentazioni dal vivo, in concomitanza di alcune date particolari (25 novembre, 8 marzo), ho destinato il ricavato o parte ad alcune strutture protette che accolgono donne scampate alla violenza domestica. Ho aderito con entusiasmo anche al progetto dell’Antologia Solidale “L’essenza dei piccoli gesti”, del gruppo Inchiostri In-Visibili: fra i 35 contributi c’è anche un mio breve racconto. Il ricavato sarà devoluto all’associazione Con Volontà Puoi, volontari attivissimi e indispensabili nel reparto di oncologia infantile del Regina Margherita di Torino.

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere i tuoi romanzi?

Da lettrice doc risponderei: “non mi convinceresti neppure se fossi il premio Nobel per la letteratura in carta e ossa” 😈 Sono schietta, credo molto nella libertà del lettore, anche di “non leggere”, come da manifesto di Pennac. Io dico sempre che scrivo le storie che mi piacerebbe leggere. Se sei una lettrice/lettore a cui piacciono gli intrecci psicologici ad alto tasso emotivo, con colpi di scena e senza giudizi morali, direi che potrebbero persino piacerti le mie storie! 😉 Se dovessi definire PRESENTE in poche parole, userei quelle dei miei lettori: “Intenso, lirico, spiazzante, commovente, profondo…”. La mia è una scrittura intimista, ricercata ma sempre genuina, non artefatta, mi interessa cercare la linfa vitale, scavare, anche dove fa più male, dove fa più paura, dove si è più indifesi, tenendo conto che lo faccio prima di tutto con me stessa. Non è un esercizio masochistico ma un percorso necessario e sembrerà strano, anche divertente. Alla fine, una lettrice e un lettore per quanto provati da una storia, hanno tutto il diritto di godersi la lettura fino alla fine. Questo è il patto di onestà intellettuale che stipulo con i miei lettori. La mia passione deve trascendere in compassione: altrimenti è solo un esercizio arido e vuoto. Mi piace molto il paradosso: narrare vicende comuni facendo trapelare l’epico e l’insospettabile sotto la superficie, ma anche l’opposto, cioè svelare l’umano anche nei suoi aspetti più meschini e beceri che convive con l’eroe. E credo che per un autore la cosa più bella è quando nelle recensioni o in privato qualcuno scrive “hai raccontato la mia storia”. Grazie Maura, buone letture a te e a tutti.

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