Hostage di Clare MacKintosh

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Hostage di Clare MacKintosh

Editore: SEM

Data di pubblicazione: 3 febbraio 2022

Copertina flessibile: 400 pagine

Buongiorno amici lettori, inauguriamo una nuova splendida rubrica: ✍️✍️✍️ “Le recensioni di Filomena” ✍️✍️✍️ che ha letto questo libro per noi e ce ne parla di seguito ☕️☕️☕️

  • “Signore e signori benvenuti a bordo del volo 79 da Londra a Sydney “

Il romanzo thriller della Mackintosh si apre in una prima parte, in cui si scava nel fondo degli occhi la sommaria conoscenza di quei passeggeri del Boeing 777 per Sydney della business class; una lunga scoperta di 20 ore di volo attende il lettore, sono proprio i paragrafi uno conseguente all’altro a scandire i pezzi di esistenza altrui, tra intervalli di vita, di Mina e Adam.

La protagonista è appunto Mina, che vive il lungo viaggio aereo, come assistente di volo, in continuo confronto con i passeggeri e i ritorni sui suoi ricordi e i problemi famigliari: dal marito, alla figlia adottiva Sophia. La lettura è scorrevole, il ritmo costante con la presenza di Katya l’ex babysitter a tenere banco nella mente dubbiosa di Mina. I passeggeri facoltosi e famosi come la giornalista Alice o Rowan sono rappresentati da storie molto differenti tra loro; uno spaccato antropologico, insomma, in un micromondo in miniatura su di un volo dal sapore del cambiamento, per molti di loro, e non solo, anche di inganni…. nel frattempo il flusso di coscienza di Mina si estende a macchia d’olio a creare dubbi e incertezze, nel ricordare lo stato del suo matrimonio. La Mackintosh collega con un filo invisibile la doppia storia in parallelo tra il cielo e la terra, tra Mina il marito Adam e la piccola Sophia ed i passeggeri. La figlia di Mina è in mano all’altra babysitter, quella che aveva sostituito Katya, di nome Becca strettamente legata alla lettera di minaccia che riceve in volo, in forma anonima. Una narrazione in un flusso ritmico di dialoghi ininterrotti tra passeggeri e piccoli indizi lasciati a costruire la trama di tensione, come ad esempio il passeggero 1G.

Clare Mackintosh è una ex poliziotta e in questo lungo romanzo ci mette tutta la sua conoscenza dei lati oscuri delle persone, la psicologia e l’apparente normalità che celano i segreti e i complotti attuali. Mina, la protagonista ad un certo punto deve decidere se lasciar dirottare quel volo per salvare la vita della figlia.

“È nata da una donna a cui non importava se fosse viva o morta e ci è stata data perché invece a noi importa”

Un altro personaggio appunto è Sophia, divenendo la figura del contendersi l’assalto all’aereo da parte di un gruppo di attivisti ambientalisti. Curioso e intuitivo la sequenza di pseudonimi di questa banda: Missouri, Zambesi, Rio delle Amazzoni, Gange, Niger, ci porta l’attenzione sul pianeta terra, sulla madre terra. Nella seconda parte la strategia dei dirottatori scivola piano-piano dalle loro mani, mentre in un punto culminano i messaggi di addio dei passeggeri, quando ritorna il wi-fi nell’aereo.

“Intorno a noi frammenti di chiamate d’addio riempiono l’aria di paure e dolori”

…ricordando al lettore altre tragedie, a me, ha ricordato l’11 settembre. I messaggi lasciati in questo bel libro, scritto bene risaltano alcuni: forti, essenziali, potenti questioni del nostro tempo.

4/5 ✍️✍️✍️✍️

Recensione in collaborazione con casa editrice che ringrazio per l’invio della copia cartacea.

Lascia un commento