INTERVISTA a Paolo Dal Canto di Tantilibriecaffe

INTERVISTA a Paolo Dal Canto di Tantilibriecaffe

Buongiorno Paolo e benvenuto🤗, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?

Buongiorno Maura e buongiorno a tutti. Io sono un impiegato e faccio parte di quel gruppo di persone che fanno un lavoro che non c’entra niente con le proprie passioni, ma garantisce uno stipendio con il quale poter avere una vita dignitosa e dedicarsi ai propri hobby, che nel mio caso sono tutti legati all’arte. Mi piace la musica, suono alcuni strumenti, mi piace tantissimo il teatro nel quale per un bel po’ di anni ho lavorato come autore e regista e infine adoro tutto ciò che è letteratura e così leggo e scrivo tantissimo!

Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Ho iniziato a scrivere per il teatro, più o meno nel 1998. Facevo parte di una compagnia che metteva in scena spettacoli dedicati a tematiche sociali ma con uno stile tragicomico particolare, a volte quasi surreale, grottesco e molto ironico. Terminata l’esperienza con il teatro mi è rimasta la voglia di scrivere e mi è rimasto anche appiccicato lo stesso stile grottesco e surreale. Ho iniziato così a scrivere racconti che trattavano di molte tematiche, dai contenuti molto svariati, spesso legate ai temi sociali, come la violenza di genere, la questione lgbt, l’immigrazione, la guerra, la pedofilia, e sempre e comunque ho cercato di mantenere fede al mio stile particolare e provocatorio. Quello che vorrei trasmettere è che non ci si dovrebbe mai girare dall’altra parte, ma rimanere sempre vigili, curiosi, attenti a tutto quello che ci succede intorno, e che le cose non sempre sono come sembrano, non sono solo bene o male, bianco o nero, ma che il mondo è fatto di sfumature e io adoro le sfumature.

Parliamo dei tuoi libri “Sputi” e “Il lenzuolo” Di cosa parlano? Com’è nata l’idea?

SPUTI è una raccolta di 100 racconti brevi, a volte brevissimi, al massimo una pagina, e ogni racconto è accompagnato da un’illustrazione, opera del bravissimo artista Federico Quiliconi. Sono racconti suddivisi in sezioni, ogni sezione un tema: e parti del corpo, i parenti, le feste, i sacramenti, le emozioni, e così via. Alcuni si pongono come obbiettivo il puro divertimento, altri, invece, puntano dritto al cuore, allo stomaco di chi legge, trattando temi forti e delicati. L’idea della raccolta è nata da una sfida che girava su Instagram: scrivere un racconto di sei parole, come un bel po’ di anni fa aveva fatto Hemingway. Io ho scritto questo: DAD – Schermi accesi insegnava a bambini spenti. Il racconto è piaciuto molto, e da lì l’idea di scriverne altri, non di sei parole, ma comunque molto brevi.

IL LENZUOLO è il mio primo romanzo. Avevo fatto già dei tentativi, ma nessuno mi aveva mai convinto, poi, arrivato alla terza raccolta di racconti (in precedenza ho pubblicato L’UOMO LIVELLA e NON DIRMI CHE TI PIACE BARICCO), ho pensato che fosse arrivata l’ora di riprovarci. È nato così IL LENZUOLO. L’idea è arrivata per caso: cercavo un tema, uno spunto da cui poter partire, era da giorni che ci ragionavo, e allora mi sono detto, va bene, scrivi a partire dalla prima cosa che vedi, ero steso a letto sotto le lenzuola e quello che ho visto è il lenzuolo e da lì è partito una sorta di brainstorming, una tempesta di idee, spunti, immagini, e piano piano il romanzo ha preso forma. La storia inizia con una violenza sessuale subita da una donna, è una violenza terribile, crudele, della quale rimane come testimonianza l’impronta del corpo su un lenzuolo, una sorta di sindone. Da quel momento il lenzuolo diventa il filo conduttore che ci accompagna lungo una trama a volte surreale e a volte quasi distopica e grottesca.

Quali valori sono contenuti nei tuoi romanzi e a che genere di pubblico sono indirizzati?

Si tratta di opere dai contenuti particolari, provocatori, a volte disturbanti, ma mai queste scelte, sia di contenuto che di stile, sono fini a sé stesse. Sono dell’idea che se uno vuole dire qualcosa la miglior cosa da fare è dirla, senza girarci intorno, senza filtri, fronzoli. Si tratta di un patto di fiducia che si va a stringere con il lettore, poi sta a lui decidere se vuole seguirmi e fino a dove vuole farlo. Questo per quanto riguarda i contenuti. Lo stile mi aiuta a rendere leggibile ciò che voglio dire, a conquistare il lettore, a portarlo dalla mia parte, a far sì che mi segua e mi creda, anche quando ciò che scrivo è incredibile. Il pubblico a cui mi rivolgo è un pubblico adulto, a partire dai giovani fino a chi con l’età e molto più vicino alla mia o va anche oltre.

Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione dei tuoi libri?!

La copertina è nata da un lavoro di squadra con l’illustratore Federico Quiliconi, lo stesso delle immagini che accompagnano i racconti della raccolta SPUTI. Ci siamo scambiati idee e proposte e alla fine siamo arrivati alla versione attuale che trovo essere bellissima. Per la revisione mi sono rivolto a una cara amica che ha iniziato da poco a fare editing di professione. Lei mi ha insegnato molto e mi ha aiutato a imparare a rileggere ciò scrivo e a essere io il primo critico, lettore e correttore delle mie opere. Un grandissimo grazie va anche alla casa editrice Edizioni Mondo Nuovo con la quale ho pubblicato tutte le mie opere e che sempre mi segue in ogni passo, dalla stesura e rielaborazione dei miei lavori fino alla versione finale e la promozione.

Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarli?

Oggi più che mai la promozione è fondamentale. Il mercato dei libri è sommerso da proposte e la possibilità di poter pubblicare è ormai alla portata di tutti. Questo, se da una parte è una cosa positiva, dall’altra fa sì che sia sempre più difficile farsi conoscere e leggere al di fuori della propria cerchia di amici, parenti e conoscenti. La promozione, in particolare sui social, ma anche tramite i canali più tradizionali, quali presentazioni e reading, è quel passaggio in più che permette all’autore di farsi conoscere anche al di fuori, poi, ovviamente, entrano in gioco la qualità del prodotto, la cura, i contenuti, la serietà della casa editrice. Io cerco di muovermi un po’ in tutte le direzioni: mi piace tantissimo incontrare il pubblico dal vivo, fare reading che, visto il genere dei miei lavori, risultano essere molto divertenti, e questo anche grazie al supporto musicale di Stefano Taglietti, amico musicista che sempre mi accompagna nelle presentazioni, e poi sto imparando a muovermi sul web, affidandomi a chi, come te, ha scelto di fare della sua passione un’occasione di lavoro e ci si dedica con professionalità ed entusiasmo.

Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Sto mettendo insieme dei racconti per una nuova raccolta. La caratteristica dei racconti è che tutti nascono da notizie di cronaca che poi reinterpreto rendendole storie a sé, dove spesso i protagonisti non sono solo le vittime ma anche i carnefici. Sto poi pensando seriamente alla continuazione del romanzo IL LENZUOLO, ho già in mente qualche idea…

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