
INTERVISTA a Anita Cainelli a cura di Tanti libri e troppi caffè ☕️
✔️ Buongiorno Anita e benvenuta 🤗, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?
Sono scrittrice solo per diletto, la mia professione principale è invece come segretaria di accettazione in un reparto oncologico. Sono moglie e madre, quindi anche i lavori casalinghi mi occupano parecchio tempo. Non ho altri hobby, tranne quello di curare le mie amicizie preziosissime e la mia famiglia. Ho appena compiuto i miei anni tondi, che non svelo quanti siano, e la mia ambizione è quella di continuare a scrivere. Sognare attraverso i miei libri, ma anche con le letture che non mancano mai. Guai se non leggo prima di addormentarmi!
✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?
Ho iniziato a scrivere poesie già da bambina. E infatti continuo a scriverne sulla mia pagina Facebook autrice. Mi piace trasmettere sensazioni, emozioni, pensieri. Le scrivo di getto, senza brutta copia, dando un senso al momento stesso descrivendolo in versi. Il mio primo libro risale a circa dieci anni fa, ‘Quando finisce un amore’, scritto per caso per occupare le vacanze al mare, visto che non sono una da esposizione solare ossessiva. Sotto l’ombrellone, con un quaderno e una penna. Poi, tornata a casa, ho deciso di trascriverlo sul PC, pensando di tenerlo solo per me. Mia figlia, anche lei scrittrice, ha invece inviato a mia insaputa il file a una sua amica editrice che ha apprezzato la storia. Così ho continuato a scrivere e al momento ho pubblicato otto libri, di diverso genere, per arrivare al cuore di persone diverse, che sappiano cogliere le tematiche serie dietro storie apparentemente semplici.
✔️ Parliamo del tuo libro “Il dono maledetto”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea?
‘Il dono maledetto’ è nato da un’idea che mi ronzava in testa da un po’. Innanzitutto adoro i gialli a sfondo psicologico e poi mi sono ritrovata in parte nella protagonista e nel suo ‘dono’, un’empatia estrema che le permette di percepire nettamente le emozioni altrui, tradotte perfino in pensieri. Non che io possegga un tale dono, ma l’empatia, soprattutto nella mia professione, è per me spesso causa di sofferenza, anche se è sicuramente un aiuto per i pazienti oncologici. Nel libro parlo di un omicidio e della protagonista che coglie il pensiero dell’assassino assistendo casualmente al delitto. Sarà questa l’unica traccia per scoprire il colpevole. Il dono aiuterà infatti le indagini a risolvere il mistero che si cela dietro l’omicidio di una donna dalla personalità e dalla vita apparentemente molto semplici.
✔️ Quali valori sono contenuti nel tuo romanzo e a che genere di pubblico è indirizzato?
Nel libro sono contenuti molti valori, portati alla luce anche dal poliziotto addetto al profiling psicologico con cui la protagonista collaborerà nei vari interrogatori. Non manca nemmeno l’ironia, un pizzico di ilarità, una storia d’amore. ‘Il dono maledetto’ è un po’ di tutto questo, il primo di tre libri dedicati a Giorgia e al suo dono. Il secondo è di prossima uscita, il terzo ancora in scrittura.
✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidata per la revisione del tuo libro?!
Il libro è stato pubblicato da Edizioni Leucotea che ha curato la realizzazione della copertina, seppur permettendomi di usare una mia fotografia scattata in quello che per me poteva essere il vicolo dove si è consumato il delitto. L’editing l’ho invece eseguito autonomamente.
✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo?
Sicuramente è importante la diffusione pubblicitaria mediante i canali social. Ho creato una pagina apposita per il libro e cerco di mantenerla viva con regolari post. Purtroppo il mio tempo è poco, e anche riuscire a seguire a sufficienza la pagina non è facile. Il mio libro è comunque esposto allo stand Leucotea del Salone del Libro 2023 e ho organizzato un evento in un café/pasticceria dove ho parlato di tutti i miei libri con intervista televisiva locale. Una bellissima esperienza! Tra tanti libri che escono ogni giorno credo sia molto difficile scegliere le letture più adatte, ma penso che i miei romanzi, di lettura breve quanto la durata di un film, possano rimanere in fondo all’anima di chi li legge, perché un po’ diversi, perché parlano di vita vera, di cose concrete, ma sempre con un pizzico di humor e di poesia.
✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!
Sto scrivendo altri tre libri, oltre al terzo della serie ‘Il dono maledetto’. Un altro romanzo è appena stato accettato da una casa editrice. Uno lo ho scritto a quattro mani con un’amica. Scrivo nel poco tempo disponibile, ma costantemente, dedicandomi all’una o all’altra storia a seconda del momento. Tanti mi chiedono: ma come fai nella tua quotidianità a trovare anche il tempo per scrivere? La risposta è sempre quella: scrivo appena posso, sfruttando anche i pochi minuti a disposizione. Per me è rilassante, molto di più che passare il tempo davanti a un programma televisivo qualunque.
✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?
Leggendo ‘Il dono maledetto’ vi incamminerete tra le strade di Verona, città che io adoro, per la storia, i palazzi, l’atmosfera intensamente viva. Incontrerete personaggi particolari, ed Elisa, la buffa amica della protagonista; conoscerete la storia della famiglia di Roberto, lo psicologo forense, di Marilena, la vittima. E penserete sempre di aver individuato l’assassino. Invece la trama è più intrecciata del previsto e il destino ci mette sempre del suo. Fino all’ultimo momento.