
INTERVISTA a Francesco Calzoni a cura di Tanti libri e troppi caffè ☕️
✔️ Buongiorno e benvenuto 🤗, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?
Salve a tutti, lavoro in un molino come addetto alla logistica e, da qualche tempo, anche come commerciale. Gli hobby sono infiniti, così come la mia curiosità. Ovviamente la scrittura e la lettura hanno un posto speciale tra le mie passioni.
✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?
Come capita a tantissimi di quelli che arrivano a vedere un proprio lavoro pubblicato, credo di poter dire che ho scritto da sempre. Se parliamo invece di lavori più strutturati, il primo ha appena compiuto diciotto anni, e per festeggiare la “maggiore età” raggiunta, ho deciso di sistemarlo, per vedere se può avere la fortuna degli altri due libri che ho pubblicato con la Robin Edizioni, lavori ai quali ho iniziato a dedicarmi circa tre anni fa. Cosa voglio trasmettere? Dipende dalle storie, di sicuro a me piace sollevare dubbi, porre l’accento su domande che magari uno non si fa molto spesso. E raccontare del cambiamento, in ogni forma; credo che se devo trovare un filo conduttore nelle mie storie, molto diverse tra di loro in quanto a temi trattati, sia proprio questo: il fatto che nella vita tutto evolve, e non siamo mai gli stessi di un minuto prima.
✔️ Parliamo del tuo libro “La trasfigurazione mediatica di Chiara Maffei. A chi importa dell’assassino? Le indagini del commissario Marchese”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo? Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?!
La voglia di scrivere un giallo “classico” è nata da una sfida con me stesso: da grande appassionato del genere, principalmente quello ormai datato, in cui il commissario risolveva i casi grazi solo acume della mente, volevo vedere se ero in grado di creare una struttura investigativa che stava in piedi. Poi, sviluppando la scaletta, piano piano ha preso forma i personaggi e le loro caratterizzazioni. C’è ae uno sfondo sociale molto forte, un attacca nemmeno tanto velato a un certo modo di fare informazione – ormai preponderante – che crea molti più danni di quanti vogliamo vederne. Èvolto a tutti, a quelli che vogliono passare ore di svago, provando a individuare l’assassino e a quelli che vogliono riflettere, perché ciò che troverete scritto in quelle pagine non è un’esagerazione, anche se tale può sembrare.
✔️ Chi sono i personaggi principali?
C’è ovviamente il commissario Marchese, e inizialmente dovevasere quasi un “monologo” con gli altri personaggi che erano semplici satelliti che ruotavano attorno a lui. Strada facendo invece è venuto fuori di prepotenza la figura di §Setfania, che da personaggio marginale e un po’ negativo, è diventata a tutti gli effetti la co-protagonista del romanzo.
✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione del tuo libro?!
A questo ha pensato la Robin Edizioni, il mio giallo fa parte di una loro collana “i luoghi del delitto” e tutti hanno la medesima veste grafica. Una cosa un po’ retrò, ma che a me piace molto.
✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo?
È ovviamente molto importante. Io su questo sono un disastro, nel senso che non ho tutta questa smania di farmi conoscere (sono la disperazione di chi tenta di promuovermi), ma ora che sono in ballo è ovvio che devo e voglio ballare. Personalmente vorrei fare tante presentazioni live e tanti festival in più di quelli che il tempo mi concede, il contatto con il pubblico è la cosa più bella.
✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!
Come accennavo prima, sto terminando di sistemare quello che è stato il mio primo romanzo scritto. Dopo un romanzo di formazione e un giallo, cambio ancora radicalmente genere, perché le storie quando arrivano arrivano, così come sono. Non credo mi vedrete scrivere due volte a fila dello steso genere. O per lo meno è molto difficile.
✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?
Perché secondo me è ben strutturato, è scritto e scorre bene (senza falsa modestia) e poi a leggere non si sbaglia mai.
Intervista in collaborazione con autore ✍️