INTERVISTA a Massimiliano Orsi a cura di Libri in cornice 🖼️ 

✔️ Buongiorno e benvenuto, parlaci un po’ di te, chi è Massimiliano?

Buongiorno! Grazie di questa intervista e di aver prestato attenzione al mio libro. Che dire di me, sono uno scrittore esordiente da una vita, per pagare le bollette faccio il corriere e questo significa avere poco tempo per dedicarmi alla scrittura, per questo molti dei miei scritti sono rigorosamente figli dello smartphone, non è molto ortodosso, ma è l’unico modo per poter portare avanti un progetto, una storia. Quindi direi che Massimiliano è uno che si arrangia come può!

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Ho iniziato a scrivere da quando ho imparato a farlo. Ho sempre avuto una fervida immaginazione che ho messo nero su bianco sia con la scrittura sia con i disegni, alcune copertine dei miei libri sono infatti disegnate da me. Ai miei lettori vorrei trasmettere qualcosa di mio, ogni personaggio è una parte di me portata ai suoi estremi a volte, e mi piace cercare di scavare a fondo nelle emozioni, nei sentimenti senza usare altisonanti paroloni ma sforzandomi di rendere semplice un concetto complesso come quello dello spettro emozionale. Un’emozione quando la senti la riconosci subito, spiegarla è un po’ più difficile, io cerco di semplificare al massimo in modo che chi legge si possa riconoscere.

✔️ Parliamo del tuo romanzo “Il cimitero delle farfalle”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo? 

Il Cimitero Delle Farfalle non è un romanzo nato da un’idea, ma da un fortissimo dolore. Un dolore con cui dovrò imparare a convivere. All’inizio di quest’anno (2025) mio padre è venuto a mancare improvvisamente per un attacco di cuore. Inutile dire quanto questa cosa abbia lasciato me e la mia famiglia distrutti. Pochi giorni dopo il funerale ho iniziato a scrivere senza nemmeno pensare. Ed è nata questa storia che è un po’ ‘ la mia lettera di addio a papà. Infatti presenta degli errori perché non ho voluto fare nessun tipo di editing o revisione. L’ho pubblicato esattamente due mesi dopo la sua scomparsa ed è una storia che parla di avere una seconda possibilità, di come il dolore sia straziante e di quanto tempo buttiamo via senza dargli mai il giusto peso.

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?!

Credo che il valore principale sia quello della famiglia, dei rapporti interpersonali che troppo spesso diamo per scontati. Ma anche quello, come dicevo prima, del tempo, di dare spazio a chi lo merita anche se nemmeno ci rendiamo conto di quanto quelle persone abbiano fatto per noi. Direi che questo romanzo è indirizzato a chiunque stia affrontando o abbia affrontato in passato una perdita importante, perché penso sia capace di farti sentire meno solo.

✔️ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri?

L’ispirazione per i miei libri può venire da qualsiasi cosa. Da una canzone, da un film, da una persona, da uno sguardo, persino da un odore particolare. Si nasconde un po’ ovunque, ma quando riesci a vederla è bellissimo!

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo quali sarebbero?

Profondo.

Delicato.

Avvolgente.

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo? 

La promozione è fondamentale se non hai un nome importante. Chi come me è praticamente uno sconosciuto deve necessariamente puntare molto, se non tutto, su una buona promozione. Personalmente ho cercato di coinvolgere più persone possibili nel mondo della letteratura, inviando il mio romanzo e cercando di creare un po’ di rumore intorno al libro.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Ho diverse cose in testa, e spero di riuscire a portarne a termine almeno una! Vedremo, ho buttato giù qualcosa, ma è presto per dirlo.

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Dovreste leggere il mio romanzo perché Il Cimitero Delle Farfalle è quella carezza che è venuta a mancare, è quella parola non detta e rimasta lì nella gola, è una spalla su cui piangere, è quella voce che ti riempie il cuore di tristezza ma ti sussurra “andrà tutto bene”.

Intervista in collaborazione con autore ✍️ Massimiliano Orsi 

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