Recensione di “Una di famiglia” di Freida McFadden a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📑 Editore: Newton Compton Editori
📅 Pubblicato il: 2 luglio 2024
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 320

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Ho appena terminato la lettura del romanzo e sono ancora con il fiato sospeso, un thriller psicologico avvincente che scava nelle oscure dinamiche familiari.

La protagonista, Millie, è una giovane donna con un passato turbolento che cerca disperatamente un lavoro. 

“Chiedo soltanto un nuovo inizio. Sono disposta a fare qualsiasi cosa. Mi spezzerò la schiena se sarà necessario. Ingoio le lacrime. Anche se in realtà potrei anche piangere a dirotto, tanto nessuno mi vedrà disperarmi sul sedile posteriore della mia Nissan. Non c’è nessuno a cui importi di me. Persino i miei genitori si sono lavati le mani della mia esistenza dieci anni fa.”

Trova un’occasione apparentemente perfetta come governante a tempo pieno presso la ricca famiglia Winchester. Il suo compito è prendersi cura della loro lussuosa casa e della figlia, Cecelia, ma l’alloggio offertole, una piccola mansarda con la porta che si chiude solo dall’esterno, suscita subito i primi sospetti.

“C’è qualcosa in questa stanza che mi stringe lo stomaco in una morsa di terrore.”

La situazione si complica a causa della signora Winchester, Nina, una donna capricciosa e instabile che sembra divertirsi a mettere in difficoltà Millie. 

“Lavoro a casa dei Winchester solo da sette giorni, ma mi sembra siano trascorsi anni. Anzi, secoli. L’umore di Nina è altalenante e imprevedibile. Un attimo prima, mi abbraccia e mi dice quanto sia felice di avermi qui, e quello successivo mi rimprovera per non aver sbrigato un’incombenza che non mi ha mai affidato. Volubile è dire poco. Cecelia, poi, è una ragazzina viziata che non sopporta la mia presenza. Se avessi alternative, me ne andrei. E invece devo rimanere qui.”

Il marito, Andrew, al contrario, appare affascinante e comprensivo, ma con il passare del tempo Millie inizia a notare comportamenti strani e a percepire una tensione latente tra i coniugi.

“…un marito gentile, simpatico, ricco, premuroso e… be’, assolutamente stupendo. Chiudo gli occhi per un istante e penso a come sarebbe vivere la vita di Nina. Essere la donna responsabile di questa famiglia. Possedere abiti e scarpe costosi, un’auto elegante. Avere una domestica a cui impartire ordini, costringerla a cucinare e pulire per me, riservarle come alloggio un buco nel solaio mentre io ho una camera gigantesca con un fantastico letto matrimoniale e una infinità di lenzuola. E soprattutto, avere un marito come Andrew che mi bacia come fa con lei, e che mi trasmette il suo calore stringendomi a sé.”

Nella prima parte, la storia prende vita attraverso gli occhi di Millie. La sua prospettiva ci immerge in un mondo fatto di segreti celati e verità scomode, gettando le basi per un’atmosfera di crescente suspense.

La narrazione si snoda attraverso due voci in prima persona, offrendo prospettive contrastanti che si intrecciano in un’unica, tesa trama.

Nella seconda parte, il testimone passa a Nina. La sua voce svela nuovi dettagli, rimettendo in discussione tutto ciò che il lettore credeva di sapere e costringendolo a riflettere su cosa sia realmente successo.

“Ho provato a recitare la parte della moglie perfetta, sperando di non fornirgli pretesti per rinchiudermi nel solaio. Ho cucinato cene squisite, tenuto la casa immacolata… Ma, nonostante questo, è sempre riuscito a trovare qualcosa che non andava. Qualcosa che non avrei mai immaginato di aver sbagliato.”

Questo dualismo narrativo crea un’esperienza di lettura complessa e stimolante, che costringe a riconsiderare ogni personaggio e motivazione. La storia non si conclude con l’ultima pagina, ma continua a risuonare nella mente del lettore, lasciandolo con interrogativi e profonde riflessioni sulla natura umana.

Uno degli elementi più apprezzati del romanzo sono i suoi colpi di scena, in particolare il ribaltamento di prospettiva che avviene nella seconda parte del libro. La narrazione cambia radicalmente, rivelando segreti che stravolgono la percezione dei personaggi e degli eventi.

Al di là della pura suspense, il romanzo affronta temi importanti come la manipolazione psicologica, l’abuso domestico e le dinamiche di potere. La storia esplora come la realtà può essere distorta per controllare le vittime e come l’apparenza di una vita perfetta possa nascondere una profonda oscurità.

A chi lo consiglio:

  • Ai fan del #domesticthriller moderno e scorrevole, ideale per una lettura “a una tirata”.
  • A chi cerca suspense e colpi di scena, senza farsi scoraggiare da qualche cliché narrativo.
  • A chi ama protagoniste femminili affascinanti e complesse, coinvolte in relazioni oscuramente intrecciate.

In conclusione “Una dí famiglia” è un libro che si divora rapidamente, ideale per una serata sul divano. Nonostante alcune critiche sulla sua originalità, il romanzo ha saputo conquistare un vasto pubblico grazie alla sua capacità di creare un’atmosfera tesa e di sorprendere il lettore fino all’ultima pagina. È il primo libro di una serie, quindi se ti piace lo stile di Freida McFadden, puoi continuare a seguire le avventure della protagonista.

Per me è un 5 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️🖼️

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