
📑 Editore: Il Vento Antico
📅 Pubblicato il: 16 giugno 2025
📜 Copertina flessibile
📃 Numero di pagine: 179
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«Il gioco, caro signore, è l’unica cosa seria della vita. Non prendere la vita troppo sul serio, comunque vada non ne uscirai vivo.»
C'è un momento, un solo momento, che può cambiare tutto. Carlo Puccini lo sa bene: la sua vita perfetta si è frantumata in mille pezzi, e ora si trova a camminare su un filo sottile tra la realtà e l'ignoto. Un incidente, un tradimento, una scoperta che lo spinge a rivedere tutto.
Amava sua moglie, la bellissima Barbara, e si fidava del suo migliore amico, il chirurgo estetico Pietro Traversi. Lavorava in un prestigioso studio di architettura, credendo che il successo, l’amore e la fiducia fossero la solida base della sua vita. Ma quando l’amore si trasforma in ossessione, anche la strada più tranquilla può condurre dritta all’inferno.
Tra sospetti, tradimenti e verità scomode, ogni personaggio indossa una maschera, e distinguere vittime e carnefici diventa impossibile. Perché a volte l’amore uccide. Ma l’odio è molto più efficiente.
Eccomi qui, pronta a parlarvi de Il destino ha la sua via (o meglio, “Il destino ha la sua via e non accetta suggerimenti”) di Raffaella Bossi.
Il protagonista, Carlo Puccini, vive una vita apparentemente perfetta: architetto di successo, un matrimonio con la bellissima Barbara, amicizie solide… fino al momento in cui tutto precipita. Un tragico incidente, un tradimento inatteso o una verità nascosta… poco importa: è quel singolo istante che ribalta il suo universo. Da quel punto, Carlo inizia a camminare su un filo sottilissimo tra realtà e ignoto.
«Si ricordi», le parole del vecchio lo seguirono, «la vita è come un film, niente è come sembra ed è in quel momento che arriva il divertimento.»
Bossi tesse con maestria un intreccio di noir psicologico, giallo, e humor nero: una miscela disturbante e magnetica — capace di strappare un sorriso, gelarti il sangue o farti riflettere nel giro di poche righe. L’autrice è padrona di una scrittura brillante, tagliente, provocatoria e profondamente umana, capace di sorprendere con inattese pieghe emotive e una vena ironica sottile, anche nei momenti più cupi. La prosa va dritta al punto: senza fronzoli, senza farfalle inutili di metafore. È come se ti sussurrasse all’orecchio: “Tieniti forte, la strada è in salita e piena di curve”.
I personaggi non si mostrano mai per quello che sono fino in fondo. Carlo, Barbara e le figure che li circondano indossano continuamente “maschere sociali”: quella del professionista di successo, della moglie perfetta, dell’amico fedele.
Bossi mette in luce quanto queste maschere siano comode, ma anche pericolose: non sono solo facciate, diventano vere e proprie prigioni. Nel romanzo, le maschere non servono soltanto a proteggersi: sono anche strumenti di manipolazione. La Bossi sembra voler dire: attenzione, non è tanto il destino a ingannarci, quanto le persone attorno a noi, e noi stessi, che si travestono per convenienza o paura.
Il protagonista stesso vive una frattura interiore. La vita di Carlo, apparentemente stabile, si sgretola nel momento in cui la maschera cade. È lì che emerge il vero lui, quello che neppure lui riconosce del tutto. Il tema diventa quindi quasi psicanalitico: quante maschere indossiamo senza nemmeno rendercene conto? Quante volte, per non affrontare il dolore, ci raccontiamo una versione “mascherata” di noi stessi?
Dal punto di vista narrativo, la scelta dell’autrice di inserire questo gioco di maschere si lega perfettamente al tono noir psicologico del libro: Non si sa mai chi stia dicendo la verità e chi stia recitando. La maschera diventa un elemento di suspense: finché non cade, non puoi sapere se quella persona è alleata o nemico… Il lettore è costretto a dubitare di tutti.
La forza del romanzo sta nel renderci complici: non possiamo leggere senza pensare anche alle nostre maschere quotidiane. In fondo, chi non si è mai nascosto dietro una maschera? Quella del collega sempre sorridente, dell’amico disponibile, del partner sereno anche quando dentro è in tempesta…
La Bossi ci mette davanti a uno specchio: quanto siamo autentici nei nostri rapporti? E fino a che punto le maschere sono necessarie per sopravvivere nella società?
“La bellezza naturale è quel miracolo che richiede solo due ore di trucco e un filtro ben scelto.”
Punti di forza:
Equilibrio narrativo: l’atmosfera oscilla tra tensione psicologica e ironia nera, mantenendo il lettore in bilico tra empatia e inquietudine.
Originalità: un noir psicologico puro, con un retrogusto amaro e variegato.
Personaggi mascherati (letteralmente): in questo romanzo, chi è vittima e chi carnefice diventa un’incognita. La molteplicità di maschere sfida costantemente le tue aspettative.
Ritmo incalzante: grazie alla struttura compatta da 180 pagine, il lettore non ha scampo: entra e viene trascinato.
A chi lo consiglio:
• A chi ama i thriller psicologici con un tocco letterario e ironico.
• A chi vuole una lettura breve ma intensa, che intriga e sorprende.
• A chi segue la Bossi da tempo e vuole scoprirne una tinta narrativa più scura e riflessiva.
Il libro è una scommessa: se ami i romanzi che ti fanno sorridere e ripensarci la sera, che mettono in difficoltà le certezze di morale, giusto-dentro-sbagliato, allora questo è il romanzo giusto. Infatti non c’è nulla di banale, né nelle pagine né nelle intenzioni. E lasciarla dopo l’ultima parola… beh, ti porterà a tornare là, sulle sue traiettorie sottili, e a chiederti: davvero ci sono solo due direzioni? O in mezzo c’è di più?
Per me è un 5 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️🖼️
Sono molto grata all’autrice Raffaella Bossi per avermi fornito una copia digitale del suo romanzo.