
📑 Editore: Brioschi
📅 Pubblicato il: 28 aprile 2022
📜 Copertina flessibile
📃 Numero di pagine: 392
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Mi sono approcciata a “Avevo dieci anni” con grandi aspettative, attratta dalla sinossi che prometteva un thriller psicologico avvincente, intimo e teso. Purtroppo, dopo aver superato a fatica la prima metà del libro, ho dovuto ammettere la mia sconfitta. La lettura è stata un’esperienza frustrante, tanto da costringermi a fermarmi a pagina 101, un punto in cui il desiderio di sapere come andava a finire era stato completamente sopraffatto dalla noia e dalla mancanza di empatia per i personaggi.
Il principale difetto del libro, almeno in questa prima parte, è il suo ritmo estremamente lento. L’autrice si sofferma su descrizioni e scene che, pur dovendo probabilmente servire a creare atmosfera, finiscono per rallentare in modo eccessivo la narrazione, disperdendo l’attenzione del lettore. Le pagine sembrano trascinarsi senza una direzione precisa, e la tensione che dovrebbe essere il cuore di un thriller è quasi del tutto assente. Mi aspettavo un’escalation di suspense, un gancio che mi spingesse a voltare pagina dopo pagina, ma ho trovato solo una narrazione frammentata e priva di mordente.
Un altro aspetto che ha reso la lettura difficile è stata la difficoltà nel connettersi con i personaggi. Le due protagoniste, Catherine e la sorella minore, appaiono fin da subito distaccate e le loro interazioni mi sono sembrate superficiali. Le loro motivazioni non vengono esplorate in modo convincente e i loro traumi passati, pur essendo centrali nella trama, sono trattati con una freddezza che impedisce al lettore di provare un’autentica empatia. Non sono riuscita a identificarmi con la loro sofferenza o a interessarmi alle loro sorti, il che ha reso l’intera esperienza di lettura un puro esercizio di pazienza.
La trama, che si concentra su un evento traumatico del passato e le sue conseguenze nel presente, è presentata in modo confuso e poco organico. I continui salti temporali tra passato e presente, invece di aggiungere mistero, hanno contribuito a rendere la narrazione ancora più dispersiva. Non si percepisce un filo conduttore solido che unisca le due linee temporali, e l’effetto è quello di assistere a una serie di scene sconnesse che non riescono a costruire un quadro coerente.
In conclusione, “Avevo dieci anni” si è rivelato una grande delusione. Le promesse di un thriller teso e intrigante non sono state mantenute, almeno non nelle prime 100 pagine. Se siete alla ricerca di una lettura avvincente che vi tenga col fiato sospeso, non vi consiglio questo romanzo. È un esempio di come un’idea promettente possa perdersi in una esecuzione lenta e priva di personalità.
Per me è un 2 su 5 🖼️🖼️
Sono molto grata alla casa editrice per avermi fornito una copia cartacea del romanzo.