
✔️ Buongiorno e benvenuta, parlaci un po’ di te, chi è Marta?
Una donna che ha smesso di aspettare il lieto fine e ha iniziato a scriverselo da sola. Sopravvissuta e rinata. Sono una donna che lavora, una mamma sola. Non un’eroina e non una vittima. Sono una donna normale che ha fatto una cosa straordinaria: ho scelto me stessa e non ho nessuna intenzione di smettere.
✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?
Ho iniziato a scrivere quando ho avuto la certezza che rielaborare il mio passato non avrebbe riaperto una ferita. Scrivere è stato un atto di liberazione, un salvagente lanciato alla me del passato e, spero, alla lettrice o al lettore che ha bisogno di sentire che non è sola/o. Voglio trasmettere una cosa semplice, ma rivoluzionaria: ridere non toglie valore al dolore. Lo alleggerisce quel tanto che basta per poterne parlare. E scegliere sé stessi non è egoismo: è sopravvivenza.
✔️ Parliamo del tuo libro “Io mi scelgo: Manuale semiserio per mollare il principe (azzurro tossico) e scegliere sé stesse”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo libro?
“Io mi scelgo” è la mia storia, ma potrebbe essere anche quella di tante donne che si sono perse amando la persona sbagliata. È un manuale semiserio su come mollare un principe tossico (a volte anche violento) e tornare a essere la protagonista della propria vita. L’idea è nata quando ho capito che dovevo trasformare il dolore in qualcosa che non mi facesse male. Così ho preso paura, lacrime, minacce, tribunali, fughe in pigiama e ho messo tutto in un libro. Ho condito il tutto con ironia, perché almeno una risata liberatoria ce la meritiamo tutte.
✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?!
Valori semplici e fondamentali: la libertà è un diritto, il rispetto non si negozia, l’amore vero non urla, non spinge e non ti spegne e le donne non devono “salvare” nessuno: devono salvare sé stesse. È rivolto a tutte le donne e ragazze: quelle che stanno uscendo da una relazione tossica, quelle che ci sono dentro e non riescono ancora a chiamarla col suo nome e quelle che vogliono solo ridere, riflettere e sentirsi meno sole. Anche alle donne che stanno benissimo, ma vogliono far ginnastica emotiva. Prevenzione è potere.
✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione del tuo libro?!
La copertina l’ho creata io, partendo da una mia foto e un’idea creativa. Mi ha aiutato Canva. Volevo un’immagine che parlasse di libertà, di rinascita, di mare e di battaglie. Una cosa semplice, ma vera. Per la revisione, invece, mi sono affidata a me stessa. Mi sono basata sulla mia storia e soprattutto sul confine tra ironia e dolore. La mia voce non doveva essere addolcita: doveva essere mantenuta. E così è stato.
✔️ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri?
Dalla vita vera: quella che non è Instagrammabile, quella con le occhiaie, le paure, i processi, i pianti in macchina e le risate che arrivano quando meno te le aspetti. La mia ispirazione principale? Mia figlia. La creatura che, senza parlare, mi ha detto tutto: “Mamma, basta! Andiamo via e salviamoci.”
✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo libro quali sarebbero?
Pungente, Sincero, Rivoluzionario (alla portata di tutti, niente barricate: basta dire “Basta”.)
✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?
Sì, leggo. Amo i libri che parlano chiaro, senza giri di parole: narrativa contemporanea, autobiografie, storie vere di donne che ce l’hanno fatta. Adoro chi sa usare l’ironia come arma chirurgica: gente che con due frasi ti fa ridere e pensare allo stesso tempo.
✔️ Quanto è importante la promozione di un libro secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo?
La promozione è fondamentale, anche se non dovremmo dirlo: i libri non camminano da soli. Ho usato tutto quello che avevo: social, reel ironici, passaparola e collaborazioni. Sono fiera di aver fatto tutto da sola.
✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!
Ti dico la verità: non lo so. Non sono una scrittrice di mestiere. Ho scritto Io mi scelgo per liberarmi e, nel mio piccolo, per aiutare altre donne a riconoscersi e a non sentirsi sole. Non per lucro, né per farne un lavoro. Se un giorno avrò un’altra storia da raccontare, e spero sia una storia di luce, allora la scriverò. Magari nascerà davvero un “Io mi scelgo… e poi”. Perché la rinascita non finisce con l’ultima pagina: prosegue, evolve, cambia e cresce.
✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo libro?
Perché non è un libro che ti dice cosa devi fare e non è un racconto strappalacrime. È un libro che ti fa sentire meno sola. Perché racconta il dolore senza trasformarlo in spettacolo e la rinascita senza trasformarla in moralismo. Perché ti fa ridere quando pensavi di non avere più niente da ridere. E, soprattutto, perché magari tra una pagina e l’altra ti scappa un pensiero: “Ok. Oggi scelgo me.” Che è l’inizio di tutto.
Intervista in collaborazione con autrice ✍️