Te lo dico sul muro di Pedro González Redondo

☕️☕️☕️ #segnalazionelibro ☕️☕️☕️

Te lo dico sul muro di Pedro González Redondo

Data di pubblicazione: 28 settembre 2020

Copertina flessibile: 170 pagine

Miranda, ragazza bella e solare di Viterbo che sta per entrare all’università, scopre l’amore con Giorgio, #ragazzo attraente ma strafottente.

Le vecchie #mura del centro della città sono testimoni del loro tempestoso amore attraverso i #graffiti che si scambiano a vicenda. Carlos, professore di spagnolo, arriva a Viterbo in fuga da certe vicende sgradevoli della sua vita a #Siviglia.

Il #destino farà incontrare Miranda e Carlos e avvicinerà le loro metà spezzate.

Un romanzo d’amore costruito sulla base di #ventiquattro #scritte d’amore vere trovate a #Viterbo.

L’autore

Pedro Gonzalez Redondo è nato a Cordova (Spagna) nel 1966. Vive a Siviglia, dove lavora come ordinario di Produzioni Animali presso l’Università di questa città. È appassionato dell’Italia e della lingua, e cultura Italiane. In Italia ha soggiornato a Perugia, Potenza, Bari e in altri posti e ha vissuto a Viterbo. Insieme ad Alessandro Finzi ha pubblicato il libro Sulle tracce di santa Rosa. Diario di viaggio in Spagna (2014). Te lo dico sul muro, che ha scritto direttamente in italiano tra 2012 e 2020 è il suo romanzo d’esordio.

In COLLABORAZIONE con autore ✍️ che ringrazio per la copia cartacea.

La ragazza che non c’era di Cinzia Bomoll

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

La ragazza che non c’era di Cinzia Bomoll

Editore: Ponte alle Grazie

Data di pubblicazione: 11 ottobre 2022

Copertina flessibile: 224 pagine

“Dicono che il dolore piano piano passa. Non è vero. Il dolore non passa, si trasforma e basta. Prende altre forme, diventa qualcos’altro. Può diventare il dolore di qualcun altro. Spesso diventa il dolore di qualcun altro. Io sono rimasta a ricordare a mio padre gli occhi di mia madre e a rinnovargli il dolore ogni giorno. Sono la sua condanna.”

Buongiorno cari amici lettori, quella con “La ragazza che non c’era” è stata un’esperienza a 360 gradi… grazie alla casa editrice @pontealle… infatti che ringrazio ancora, ho potuto leggere innanzitutto il romanzo in anteprima e successivamente anche partecipare a una zoom bellissima e interessante con l’autrice e conoscere tutte le sfaccettature possibili del libro e fare delle domande. Allora veniamo subito alla trama di questo romanzo che ho amato moltissimo:

La prima inchiesta di Nives Bonora, ispettrice coraggiosa e passionale. Una ragazza viene ritrovata morta per un’overdose nell’ospedale psichiatrico abbandonato di Aguscello, nella bassa ferrarese. Non si riesce a capire chi sia. Ma nelle quarantott’ore che passano fra il ritrovamento del corpo e l’inizio degli esami autoptici, la ragazza sparisce. Qualcuno l’ha vista allontanarsi sulle sue gambe: un raro caso di morte apparente. E così l’ispettrice Nives Bonora, figlia dell’Emilia più genuina – passionale e pragmatica, dolente e vitale – si trova ad affrontare il caso di una ragazza fantasma e una storia marcia, perversa, in cui la malavita dell’Europa dell’Est va a braccetto con la migliore borghesia di Ferrara. Il coraggio di Nives, la sua irruenza e una dose di follia la porteranno a osare troppo ma infine a risolvere il caso a modo suo, contro ogni attesa e ai confini della legge. Ma Nives dovrà anche affrontare i tanti «casini» della sua vita privata, dal rapporto col padre carabiniere in pensione a quello con la nonna che le ha fatto da madre, fino al commissario Brandi, suo capo ostile ma anche poco affidabile amante.

È un giallo-noir all’italiana che personalmente ho divorato, scrittura impeccabile, empatia con i protagonisti al 100%, insomma di quei romanzi che ti restano nel cuore, soprattutto nel finale perché sicuramente prestissimo seguirà la storia di Nives Bonora, ispettore di polizia sensibile, umana, coraggiosa, ma con mille fragilità che la fanno amare ancor di più.

“Sapevano entrambi che troppo spesso non erano più un ispettore e un commissario della stessa squadra, ma un uomo e una donna incasinati, a cui talvolta andava bene talvolta male. Nives si voltò dall’altra parte. Rimasero in silenzio senza dire più nulla, perché avrebbero avuto tanto, troppo, da dirsi.”

Insomma lettori, una storia elettrica e imprevedibile, abitata da personaggi sospesi fra abisso e redenzione: l’esordio di un’investigatrice umanissima e dal gran carattere, che promette di lasciare un segno nel noir italiano.

Un libro che consiglio vivamente! Per me un bel 5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Recensione in collaborazione con casa editrice che ringrazio per l’invio della copia cartacea.

TeoDieta. Cibo e spiritualità: la strana coppia di Maria Fiorito

☕️☕️☕️ #segnalazionelibro ☕️☕️☕️

TeoDieta. Cibo e spiritualità: la strana coppia di Maria Fiorito

Data di pubblicazione: 3 settembre 2019

Copertina flessibile: 160 pagine

Questo libro rivela l’importanza della componente spirituale nella corretta alimentazione.

Quando la sfera spirituale è carente, spesso la gente compie scelte nutrizionali di basso livello, che conducono a problemi di salute e al sovrappeso.

Se siete stanchi di girare sull’ottovolante delle diete, questo libro ve ne tirerà fuori, conducendovi nel cuore delle tematiche incentrate sulle più sane scelte nutrizionali. Inoltre, vuole essere una fonte di informazioni che va ad aggiungersi a ciò che la vostra Saggezza Innata sa già riguardo ai vostri bisogni nutrizionali.

Ciascuno di noi è programmato a desiderare istintivamente quei cibi che contribuiranno alla propria salute e vitalità.

Il trucco consiste nell’andare oltre la programmazione culturale, imparando ad ascoltare i propri veri bisogni.

L’autrice: Maria Fiorito, insegnante, Master di II livello in Pedagogia Religiosa, Coach Practitioner in PNL e Neurosemantica, Trainer di nutrizione olistica. Ama prendersi cura delle persone su tutti e tre i livelli fondamentali: fisico, mentale e spirituale. Il suo motto è: “Cerchiamo di amare noi stessi per quello che siamo e troviamo il coraggio di buttarci nella mischia per realizzare i sogni che ci fanno battere il cuore”.

In COLLABORAZIONE con autrice che ringrazio per la copia cartacea.

INTERVISTA a Cristiano Roscini di Tantilibriecaffe

✔️ Buongiorno Cristiano e benvenuto 🤗, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?

Ciao! Io lavoro in farmacia da oltre vent’anni, è questa la mia occupazione principale. Nel tempo libero racconto gli anni 80 e 90: nei miei canali social, nei libri che scrivo e negli eventi che organizzo.

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Un’emozione. Che sia odio, amore, nostalgia, rabbia, paura… non mi interessa, l’importante è che quando chiudi il mio libro tu abbia provato qualcosa. Scrivo da quando ne ho memoria e l’obbiettivo è sempre stato lo stesso: emozionare chi mi legge.

✔️ Parliamo dei tuoi libri: “In due senza casco” “Il segreto di Natale” “L’oggi di ieri”. Per ognuno ci fornisci una breve descrizione?

I primi due libri prendono spunto da storie vere, di adolescenti negli anni 90 nel primo caso e di bambini negli anni 80 nel secondo, durante la vigilia di Natale. L’ultimo libro, “L’oggi di ieri”, è un romanzo di fantasia, e racconta la storia di tre adolescenti che compiono senza volerlo un viaggio nel tempo, tornando indietro di trent’anni.

✔️ Com’è nata l’idea per i tuoi romanzi?

Le mie storie nascono da un’immagine, da un’idea, da un’intuizione. Guardo una vecchia foto e rivivo quel momento, lo metto per iscritto e ci romanzo un po’ su. Oppure mi soffermo su una particolare scena di un film e provo a immaginare un percorso alternativo alla storia narrata, con protagonisti e ambientazioni diversi, che in qualche maniera mi piacciono di più. È così, ad esempio, che è nato “L’oggi di ieri”.

✔️ Quali valori principalmente sono contenuti nei tuoi romanzi e a che genere di pubblico sono indirizzati?!

I primi due libri sono destinati per lo più a un pubblico over 30, a coloro cioè che hanno amato gli anni in cui sono ambientati. Anche se sono piaciuti anche a chi voleva conoscerli meglio, non avendoli vissuti. L’ultimo libro è uno sci-fi a cui fa da sfondo l’amicizia dei tre protagonisti, messa a dura prova. Credo che abbia un pubblico di destinazione più ampio rispetto agli altri.

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarli?

Io cerco di far conoscere i miei libri attraverso i miei canali social, che nel corso degli anni hanno raggiunto un pubblico molto vasto tra Facebook e Instagram, almeno per quanto riguarda le due pagine principali. Considero la promozione importante tanto quanto il contenuto del libro e ci metto la stessa passione che ho nello scriverlo: se non sono io il primo a credere nel valore della mia storia, come posso pretendere che ci credano gli altri?

✔️ Come hai realizzato le copertine a chi ti sei affidato per la revisione dei tuoi libri?!

Nel 2018 pubblicai il mio primo libro con una CE e mi affidai a loro per entrambe le cose. Da allora, complice alcune esperienze negative, ho deciso di pubblicare sempre con Amazon e decidere da solo il destino del mio libro. Ciò non toglie che due delle tre copertine dei miei libri sono state realizzate da un professionista, come pure lo stesso editing di tutti e tre i romanzi, che ho affidato alle sapienti mani di @nadions90 . Pubblicare in self non significa lasciare che il libro sia pieno di errori o refusi, perché tanto poi basta scaricare un’anteprima perché il lettore se ne accorga: e se tu non hai rispetto per chi ti legge, difficilmente lui ne avrà per te.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Sì! Uscirà un nuovo libro nel 2023, una specie di raccolta delle frasi che, quando andavamo a scuola, trascrivevamo fedelmente sui diari. E poi a dire il vero sto anche pensando al seguito de “L’oggi di ieri”, che molti lettori e lettrici mi stanno chiedendo: a quanto pare, sono quasi tutti concordi sul fatto che “Non può finire così!”

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere i tuoi romanzi?

Prima di consigliare a qualcuno di comprare un mio libro, lo invito a seguire i miei canali social, quelli personali, con il mio nome. È lì che scrivo tutte le mie storie: se ti piacciono quelle, c’è una buona probabilità che ti piaceranno anche i miei libri.

Biografia:

Mi chiamo Cristiano Roscini, ho 46 anni e vivo in Umbria. Lavoro in farmacia e il mio hobby è raccontare gli anni 80-90 in ogni loro aspetto: tutti i miei libri, in qualche modo, fanno riferimento a quel ventennio. Gestisco uno dei canali social a tema più importanti e seguiti d’Italia, con oltre un milione di followers. La mia missione è risaltare il lato più romantico della nostalgia.

Bibliografia:

2018: In due senza casco

2020: Il segreto di Natale

2022: L’oggi di ieri

Mrs March. La moglie dello scrittore di Virginia Feito

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Mrs March. La moglie dello scrittore di Virginia Feito

Editore: HarperCollins Italia

Data di pubblicazione: 6 settembre 2022

Copertina rigida: 336 pagine

Buongiorno cari amici lettori, la parte più difficile e spiacevole del mio lavoro è recensire e parlarvi dei romanzi che ahimè 😣 non mi sono proprio piaciuti… specialmente per quelli nei quali avevo alte aspettative. Ecco, Mrs March è uno di questi.

Partendo dalla trama, dalla meravigliosa copertina e i commenti in quarta… beh abbiamo davanti un romanzo che doveva essere con il botto 💥

Nessuno potrebbe essere più fiero della sua devota moglie, che si sente parte di tutti gli onori e i riconoscimenti: Mrs. March è infatti completamente dedicata al marito. La sua vita nell’Upper East Side segue una rigida routine fatta di dignità e totale controllo. Finché una mattina, mentre compra il pane nella consueta pasticceria, Mrs. March conversa con la commessa e per caso capisce che la protagonista del romanzo, una disgustosa e meschina prostituta, è ispirata a lei. Stringendo la borsetta di pelle nei guanti color menta, fugge dal negozio, sconvolta. Cosa può aver fatto per meritare una tale umiliazione? Il sospetto comincia a insinuarsi insidioso nella sua mente. E tutto quello che credeva di sapere su George e su se stessa inizia a sembrarle un inganno. La paranoia la spinge a frugare tra i documenti del marito, fino a trovare un articolo di giornale che parla di una donna scomparsa. Forse George c’entra qualcosa? Nella notte, Mrs. March inizia a sentire strani rumori, i pensieri la assalgono senza sosta e in più nella casa iniziano ad apparire degli scarafaggi impossibili da debellare… Finché la donna decide. Deve fare qualcosa per scoprire la verità.

Sempre dalla quarta di copertina…: “Mrs. March. La moglie dello scrittore è un romanzo fenomenale che combina atmosfere hitchcockiane con uno humour incredibilmente nero. Virginia Feito, con un talento fuori dall’ordinario, ci regala una riflessione tagliente sulla fragilità del nostro essere. Una storia piena di suspense e paranoia che riesce a farci dubitare anche della nostra immagine riflessa in uno specchio e da cui sarà tratto un film diretto e interpretato da Elisabeth Moss.”

Allora, quello che ci troviamo davanti, secondo me, è un romanzo con un altissimo potenziale: scrittura accattivante e magnetica, atmosfere Hitchcockiane, storia originale, insomma un libro impossibile da posare… sì ma un attimo… io ho letto 336 pagine aspettando che succedesse qualcosa!!! Cioè, spiegatemi, niente succede nemmeno nel finale… mmh 🫤 qualcosa non torna!

Ci troviamo di fronte a troppe descrizioni, paranoie, talmente sviluppata è la descrizione psicologica della protagonista che non capiamo tutto l’intreccio narrativo di contorno! Un caos atroce nel quale pure l’autrice secondo me si è completamente persa lasciando in sospeso tutto il resto!

Ci sono mille episodi che messi insieme dovrebbero dare una struttura e un senso a tutto il racconto… no lettori, ahimè 😣 non aspettatevelo perché NON C’È! Sinceramente non è un libro che consiglierei… no, proprio no 👎🏻 Un flop. 2/5 ☕️☕️

Recensione in collaborazione con casa editrice che ringrazio per l’invio della copia cartacea.

L’anagramma dei ricordi di Ramona Aloia

☕️☕️☕️ #segnalazionelibro ☕️☕️☕️

L’anagramma dei ricordi di Ramona Aloia

Data di pubblicazione: 18 marzo 2021

Copertina flessibile: 337 pagine

“L’anagramma dei ricordi” narra le vicende di una trentenne dei giorni nostri, preda delle sue fragilità, ma alla continua ricerca di un equilibrio.

Come dentro a una favola di Lewis Carroll, Alice si troverà a percorrere strade sconosciute, a scavare dentro di sé, a rimettere insieme quei ricordi tristi sepolti nella sua memoria. Per farlo, attraverserà le sue paure più grandi fino a mettere in discussione tutto: il lavoro, gli affetti, perfino se stessa. “L’anagramma dei ricordi” è un viaggio verso il perdono, narrato con delicatezza e ironia, un invito ad accogliere il dolore e accettarlo, un abbraccio nel momento in cui ne abbiamo più bisogno.

L’autrice

Mi chiamo Ramona, ho 32 anni e sono di Favignana (Isole Egadi). Mi piacerebbe raccontare di me che scrivo da quando sono bambina e che non posso farne a meno. La verità è che con la scrittura ho un rapporto di amore e odio perché riesce a tirarmi fuori cose che a volte vorrei rimanessero nascoste. Scrivo quando ho il coraggio di farlo, per il resto del tempo leggo sperando di imparare e migliorare. “L’anagramma dei ricordi” è il mio primo atto di coraggio.

In COLLABORAZIONE con autrice ✍️ che ringrazio per la copia cartacea.

INTERVISTA a Andrea Carloni di Tantilibriecaffe

✔️ Buongiorno Andrea e benvenuto 🤗, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?

Per vivere mi occupo di tutt’altro che scrivere; infatti lavoro nel settore amministrativo per una ditta di trasporti. Gli hobby e gli interessi propendono invece verso la musica e la letteratura, una sorta di ponte che mi riporta alla scrittura.

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Con l’imparare a scrivere, si manifestò poco dopo anche la volontà di scrivere; con la volontà di scrivere, l’ambizione di pubblicare. Con gli anni si è alleggerita la preponderanza dell’ambizione, ma la volontà ancora resiste. Questo vorrei trasmettere a chi mi vorrà leggere: non esercitando più tante ambizioni, perdonatemi almeno la volontà.

✔️ Parliamo del tuo libro “Lissy è stata qui”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea?

La storia parla proprio di questa volontà di scrivere e dell’ambizione di pubblicare e di come tutto ciò muti nel tempo e per via delle vicissitudini che si rincorrono. Nel libro a parlarcene è una giovane ragazza canadese, mai sola però: sempre accompagnata nel tempo dalla sua amica Lissy, presente anche – e soprattutto – quando assente. Inizialmente ne feci un racconto, ma poi mi accorsi che un non era la veste appropriata. Di qui il romanzo.

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione del tuo libro?!

Proposi l’immagine di “Jo, la belle irlandaise” di Gustave Courbet all’editore, che infine la utilizzò per realizzarne la copertina. Sempre l’editore si è occupato della revisione del testo.

✔️ Quali valori sono contenuti nel tuo romanzo e a che genere di pubblico è indirizzato?!

Un pubblico che abbia consapevolezza e bisogno di crisi di ogni attuale valore credo sia il pubblico a cui il libro possa rivolgersi. Non nel senso che non si debba riconoscere oggi necessità di alcun valore; bensì che si sperimenti la necessità che i valori attuali possano essere scomposti e rinnovati.

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo?

Se si vuol saggiare la potenzialità commerciale di ciò che si scrive, la promozione è un processo decisivo. Si può provare, come stiamo facendo in questo caso, anche tramite i social network e la collaborazione con i blogger. Certamente essere aiutati da professionisti che si occupino di ciò, che sappiano anche intuire che tipo di mercato possa incontrare un libro, è un fattore non da poco. Ma anche per un discorso di tempo: promuovere, come scrivere, richiede tempo, la cui disponibilità è assai limitata. E allo scrittore serve tempo soprattutto per scrivere.

✔️ Stai già scrivendo o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

A fine ottobre uscirà la mia traduzione di “Chamber Music / Musica da Camera”, una raccolta di poesie giovanili di James Joyce con Castelvecchi. Ma di lavori in corso in cantiere ve ne sono sempre: “fare e disfare è tutto un lavorare”, diceva Campana (e faceva Penelope).

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

La copertina è bella, il romanzo è breve, la storia non è scontata. Da lettore mi rendo conto che sono elementi che non sempre coesistono nella narrativa ultimamente.

La casa sul promontorio di Romano De Marco

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

La casa sul promontorio di Romano De Marco

Editore: Salani

Data di pubblicazione: 24 marzo 2022

Copertina flessibile: 288 pagine

Buongiorno cari amici lettori, oggi vi parlo di un thriller psicologico particolare, che mi è piaciuto molto ma mi ha lasciata altrettanto perplessa 🤨

Perplessa nel finale amici, io non so se l’ho capito e non mi è piaciuto per niente, oppure spero di non averlo capito e magari l’autore mi potrà dare ulteriori delucidazioni.

Diciamo che la conclusione del romanzo è tipo una sliding door… siamo noi lettori a dover scegliere quello che più ci garba?!? Mah 🤷🏼‍♀️

Ma veniamo alla trama:

Mattia Lanza è lo scrittore più amato d'Italia, il più venduto, il più invidiato, il più tradotto all'estero. Ha una bella famiglia, un'agente che farebbe qualunque cosa per lui, un appartamento a New Yorke abbastanza soldi per soddisfare ogni possibile desiderio. Insomma, una vita da sogno. Fino alla sera in cui sua moglie ei loro due figli vengono massacrati. Due anni dopo quei fatti di sangue, assolto nel processo che lo ha visto unico indagato per il triplice omicidio, Mattia Lanza decide di tornare a scrivere. Per farlo, sceglie di isolarsi in una villa nascosta dalla vegetazione, sul promontorio di Punta Acqua Bella, in Abruzzo, un paradiso affacciato sul mare. L'incontro casuale con una donna, Eva, sembra riportargli sensazioni che da troppo tempo non viveva, compresa l'ispirazione letteraria. Ma il passato continua a tormentarlo: gli incubi, le visioni angoscianti, i presagi di sventura non gli danno pace. Di chi sono gli occhi che lo spiano di notte? Chi è l'inquietante anziana che lo segue ovunque vada e lo fissa in silenzio? E cosa sono gli strani oggetti che ha trovato nella casa, che sembrano rimandare a un vicino cimitero di guerra?

Lo stile narrativo è molto introspettivo, non è un thriller con altissimi colpi di scena secondo me, un po’ lento. Il finale è abbastanza precipitoso oltretutto e alcune situazioni vengono lasciate in sospeso…

Aggiungo, e concludo, il protagonista Mattia scusate ma in certi momenti l’avrei preso a schiaffi 🤦🏼‍♀️, non si capisce se ci è o ci fa!

Per me è un 3,5/5 ☕️☕️☕️

Recensione in collaborazione con casa editrice Salani Editore che ringrazio per l’invio della copia cartacea.

A parte tutto. I racconti di Villa Arianna di Maria Serena Mastrangelo

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

A parte tutto. I racconti di Villa Arianna di Maria Serena Mastrangelo

Editore: Edizioni del Faro

Data di pubblicazione: 5 maggio 2022

Copertina flessibile: 232 pagine

Buongiorno cari amici lettori, oggi vi parlo di un libro veramente molto bello e curato, pieno di citazioni, frasi e parole da riportare e imprimere nel nostro cuore.

“Il senso della vita è quello di trovare il vostro dono. Lo scopo della vita è quello di regalarlo.”Pablo Picasso

“A parte tutto” è un romanzo che parla di sentimenti, di vita, quotidianità. Sono presenti al suo interno temi veramente molto forti come la morte, la separazione, l’amore, l’amicizia e tanti altri che, essendo analizzati da più punti di vista, ci rivelano alla fine del romanzo una specie di mappa completa per vivere appieno la vita anche nei momenti dolorosi o di cambiamento. Come ci racconta l’autrice, l’idea di scrivere questo romanzo è nata così:

“Mentre negli ultimi tre anni mi esercitavo a scrivere racconti brevi, storie di quattro, cinque cartelle, è accaduto qualcosa di inatteso: riga dopo riga, i personaggi delle storie hanno iniziato a intrecciarsi tra loro, mi hanno guidata in luoghi imprevisti, mi hanno sorpresa e, un po’ per volta, è nato lo scritto. Capitava mi svegliassi nel mezzo della notte e appuntassi furiosamente un’idea che portava a una deviazione nella trama. Altre volte, mi sedevo al computer con l’intento di sviluppare un capitolo in una certa direzione ma, sotto le mie dita, si trasformava, con la mia stessa incredulità. Per questo nessuno dei protagonisti è una persona reale, ma un mosaico di storie ascoltate, di incontri fatti, di libri letti, di canzoni amate. Io stessa, anche se una delle protagoniste è una psicoterapeuta, non sono del tutto in quella storia, ma ritrovo qualcosa di me in ogni personaggio.”

Ma veniamo alla trama:

A parte tutto, cosa resta di una storia vissuta? I temi della morte, della separazione, della fiducia, della perdita, dell’amore, dell’amicizia, della felicità compongono il grande disegno delle relazioni che muovono l’universo, quegli istanti irripetibili che favoriscono il cambiamento, la visione dell’altro e la sua conoscenza. Bianca, Anita e Bea, tre donne complesse, danzando tra passato e futuro, ci accompagnano nella storia, mentre Ettore, Paolo e Luca fanno da controcanto nei racconti che si svolgono a Villa Arianna. Le relazioni tra i protagonisti, i sogni, gli amori, gli imprevisti, i segreti, si incarneranno nelle vicende personali e universali al tempo stesso, per esplorare la profondità umana del mondo interiore.

Maria Serena Mastrangelo, psicoterapeuta individuale ma anche familiare e di coppia, unisce in questo libro una serie di racconti capaci di accompagnare e dare risposte. Infatti come ci spiega nella prefazione:

“Da terapeuta/alleata dei miei pazienti sento di amare ogni giorno di più il mio lavoro, il più bello del mondo; è una passione che non sbiadisce ma cresce col tempo e con l’esperienza: man mano che nei decenni si è ridotta l’ansia da prestazione, ho potuto apprezzare sempre di più l’incontro unico e irripetibile che si crea con ciascuna persona che entra nel mio studio. Ho già scritto altrove che essere una psicoterapeuta è veramente un privilegio perché offre la possibilità di fare tanti viaggi speciali assieme ai pazienti. E i viaggi sono anche quelli interiori che un terapeuta fa nella storia della propria famiglia, ripercorrendo le proprie ferite infantili, imparando a curarle e a ridimensionarle, riuscendo a comprendere i genitori nella loro umanità come solo un adulto realizzato può fare. Quando l’incontro terapeutico sviluppa tutte le potenzialità permette a entrambi i protagonisti della relazione di diventare più vitali, di sentirsi più fiduciosi nei confronti dell’esistenza. Così anche un paziente, una volta conclusa la terapia, diventa, al pari di un buon terapeuta, un esploratore di professione, appassionato e curioso, consapevole che si non si finisce mai d’imparare fuori e dentro di sé.”

Concludendo è un romanzo secondo me che va assaporato leggendolo lentamente, io in parecchi punti ho lasciato dei post-it per poi andarmi a rileggere una citazione o una parafrasi che mi aveva colpita.

Lo stile narrativo è veramente molto semplice, scritto con l’anima, un romanzo adatto veramente a tutti e che consiglio a chi si arrovella spesso in situazioni che magari, viste da un’ottica diversa, sono facilmente sbrogliabili.

4,5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Recensione in collaborazione con autrice che ringrazio per l’invio della copia cartacea.

INTERVISTA a Pietro Rivaroli di Tantilibriecaffe

✔️ Buongiorno Pietro e benvenuto 🤗, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?

🗯️ Sono Pietro Rivaroli, di Ferrara, e lavoro come Responsabile Commerciale per un importante azienda nel settore dell’estetica.

Mi definisco malato di montagna, sport, storia e arte, quattro valori fondamentali che negli anni hanno contribuito a rendermi ciò che sono ora.

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

🗯️ Per quanto sia da anni che scrivo per alcuni account social, è soltanto da inizio 2021 che ho veicolato questa passione nel progetto di un libro, in quanto ho avvertito il bisogno di portare le altre persone nel “mio mondo”, condividendo con loro le mie emozioni, i miei colori e i miei ragionamenti.

✔️ Parliamo del tuo libro “Il Drappo Rosso”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea?

🗯️ Il Drappo Rosso è nato insieme all’esigenza di rispondere alla domanda “Ma io, esattamente, cosa ci faccio qui?”. Conscio che la risposta a questa domanda la si possa ottenere soltanto vivendo un’intera vita, ho deciso di accelerare il processo creando il personaggio di Luca (protagonista) e imprimendo la sua vita su 450 pagine di carta, così da ottenere da lui la risposta che cercavo. Il fatto che tutto questo sia stato inserito in un romanzo storico ambientato nel Rinascimento è frutto della mia convinzione che l’arte sia in grado di suscitare emozioni incredibilmente forti, capaci, se ben veicolate, di favorire l’apertura del cuore e del cervello, i motori di ogni essere umano.

✔️ Quali valori sono contenuti nel tuo romanzo e a che genere di pubblico è indirizzato?!

🗯️ Essendo un romanzo storico, ovviamente non mancano intrighi, amicizie, passioni e colpi di scena. Mi piace, però, definirlo un romanzo storico “atipico”, in quanto la componente psicologica e di auto-analisi è molto marcata. Il lettore, infatti, fa sì un viaggio nel passato dentro al Rinascimento, ma compie anche un viaggio interiore nel proprio Io.

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione del tuo libro?!

🗯️ La copertina è stata realizzata da Sara Gamberini, mentre il lavoro di editing è stato affidato a Vittoria Gualandi. Sono entrambe care amiche, molto preparate, che ho voluto al mio fianco durante il progetto.

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo?

🗯️ Importantissima! Specialmente se, come me, si è alla prima pubblicazione. Io sto seguendo due differenti strade: sui social, affidandomi ad influencer di “lettura”, e in live, tramite firmacopie e presentazioni.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

🗯️ Assolutamente sì! Ho altri due progetti già in cantiere. Un romanzo fantascientifico e un romanzo psicologico che tratterà della guerra vista dagli occhi di una bambina.

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

🗯️ Mi limito a riportare ciò che mi stanno dicendo i già molti lettori che hanno concluso la lettura de “Il Drappo Rosso”: “Non riuscivo a staccare le mani dal libro. Senza spostarmi dal divano, pagina dopo pagina respiravo, camminavo e vivevo nel Rinascimento, al fianco di Luca e degli altri personaggi, ma al contempo correvo dentro di me, andando a rispondere a tante domande irrisolte. Una sensazione incredibile e unica, che mai avevo provato prima”.