“L’anagramma dei ricordi” narra le vicende di una trentenne dei giorni nostri, preda delle sue fragilità, ma alla continua ricerca di un equilibrio.
Come dentro a una favola di Lewis Carroll, Alice si troverà a percorrere strade sconosciute, a scavare dentro di sé, a rimettere insieme quei ricordi tristi sepolti nella sua memoria. Per farlo, attraverserà le sue paure più grandi fino a mettere in discussione tutto: il lavoro, gli affetti, perfino se stessa. “L’anagramma dei ricordi” è un viaggio verso il perdono, narrato con delicatezza e ironia, un invito ad accogliere il dolore e accettarlo, un abbraccio nel momento in cui ne abbiamo più bisogno.
L’autrice
Mi chiamo Ramona, ho 32 anni e sono di Favignana (Isole Egadi). Mi piacerebbe raccontare di me che scrivo da quando sono bambina e che non posso farne a meno. La verità è che con la scrittura ho un rapporto di amore e odio perché riesce a tirarmi fuori cose che a volte vorrei rimanessero nascoste. Scrivo quando ho il coraggio di farlo, per il resto del tempo leggo sperando di imparare e migliorare. “L’anagramma dei ricordi” è il mio primo atto di coraggio.
In COLLABORAZIONE con autrice ✍️ che ringrazio per la copia cartacea.
✔️ Buongiorno Andrea e benvenuto 🤗, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?
Per vivere mi occupo di tutt’altro che scrivere; infatti lavoro nel settore amministrativo per una ditta di trasporti. Gli hobby e gli interessi propendono invece verso la musica e la letteratura, una sorta di ponte che mi riporta alla scrittura.
✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?
Con l’imparare a scrivere, si manifestò poco dopo anche la volontà di scrivere; con la volontà di scrivere, l’ambizione di pubblicare. Con gli anni si è alleggerita la preponderanza dell’ambizione, ma la volontà ancora resiste. Questo vorrei trasmettere a chi mi vorrà leggere: non esercitando più tante ambizioni, perdonatemi almeno la volontà.
✔️ Parliamo del tuo libro “Lissy è stata qui”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea?
La storia parla proprio di questa volontà di scrivere e dell’ambizione di pubblicare e di come tutto ciò muti nel tempo e per via delle vicissitudini che si rincorrono. Nel libro a parlarcene è una giovane ragazza canadese, mai sola però: sempre accompagnata nel tempo dalla sua amica Lissy, presente anche – e soprattutto – quando assente. Inizialmente ne feci un racconto, ma poi mi accorsi che un non era la veste appropriata. Di qui il romanzo.
✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione del tuo libro?!
Proposi l’immagine di “Jo, la belle irlandaise” di Gustave Courbet all’editore, che infine la utilizzò per realizzarne la copertina. Sempre l’editore si è occupato della revisione del testo.
✔️ Quali valori sono contenuti nel tuo romanzo e a che genere di pubblico è indirizzato?!
Un pubblico che abbia consapevolezza e bisogno di crisi di ogni attuale valore credo sia il pubblico a cui il libro possa rivolgersi. Non nel senso che non si debba riconoscere oggi necessità di alcun valore; bensì che si sperimenti la necessità che i valori attuali possano essere scomposti e rinnovati.
✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo?
Se si vuol saggiare la potenzialità commerciale di ciò che si scrive, la promozione è un processo decisivo. Si può provare, come stiamo facendo in questo caso, anche tramite i social network e la collaborazione con i blogger. Certamente essere aiutati da professionisti che si occupino di ciò, che sappiano anche intuire che tipo di mercato possa incontrare un libro, è un fattore non da poco. Ma anche per un discorso di tempo: promuovere, come scrivere, richiede tempo, la cui disponibilità è assai limitata. E allo scrittore serve tempo soprattutto per scrivere.
✔️ Stai già scrivendo o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!
A fine ottobre uscirà la mia traduzione di “Chamber Music / Musica da Camera”, una raccolta di poesie giovanili di James Joyce con Castelvecchi. Ma di lavori in corso in cantiere ve ne sono sempre: “fare e disfare è tutto un lavorare”, diceva Campana (e faceva Penelope).
✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?
La copertina è bella, il romanzo è breve, la storia non è scontata. Da lettore mi rendo conto che sono elementi che non sempre coesistono nella narrativa ultimamente.
Buongiorno cari amici lettori, oggi vi parlo di un thriller psicologico particolare, che mi è piaciuto molto ma mi ha lasciata altrettanto perplessa 🤨
Perplessa nel finale amici, io non so se l’ho capito e non mi è piaciuto per niente, oppure spero di non averlo capito e magari l’autore mi potrà dare ulteriori delucidazioni.
Diciamo che la conclusione del romanzo è tipo una sliding door… siamo noi lettori a dover scegliere quello che più ci garba?!? Mah 🤷🏼♀️
Ma veniamo alla trama:
Mattia Lanza è lo scrittore più amato d'Italia, il più venduto, il più invidiato, il più tradotto all'estero. Ha una bella famiglia, un'agente che farebbe qualunque cosa per lui, un appartamento a New Yorke abbastanza soldi per soddisfare ogni possibile desiderio. Insomma, una vita da sogno. Fino alla sera in cui sua moglie ei loro due figli vengono massacrati. Due anni dopo quei fatti di sangue, assolto nel processo che lo ha visto unico indagato per il triplice omicidio, Mattia Lanza decide di tornare a scrivere. Per farlo, sceglie di isolarsi in una villa nascosta dalla vegetazione, sul promontorio di Punta Acqua Bella, in Abruzzo, un paradiso affacciato sul mare. L'incontro casuale con una donna, Eva, sembra riportargli sensazioni che da troppo tempo non viveva, compresa l'ispirazione letteraria. Ma il passato continua a tormentarlo: gli incubi, le visioni angoscianti, i presagi di sventura non gli danno pace. Di chi sono gli occhi che lo spiano di notte? Chi è l'inquietante anziana che lo segue ovunque vada e lo fissa in silenzio? E cosa sono gli strani oggetti che ha trovato nella casa, che sembrano rimandare a un vicino cimitero di guerra?
Lo stile narrativo è molto introspettivo, non è un thriller con altissimi colpi di scena secondo me, un po’ lento. Il finale è abbastanza precipitoso oltretutto e alcune situazioni vengono lasciate in sospeso…
Aggiungo, e concludo, il protagonista Mattia scusate ma in certi momenti l’avrei preso a schiaffi 🤦🏼♀️, non si capisce se ci è o ci fa!
Per me è un 3,5/5 ☕️☕️☕️
Recensione in collaborazione con casa editrice Salani Editore che ringrazio per l’invio della copia cartacea.
Buongiorno cari amici lettori, oggi vi parlo di un libro veramente molto bello e curato, pieno di citazioni, frasi e parole da riportare e imprimere nel nostro cuore.
“Il senso della vita è quello di trovare il vostro dono. Lo scopo della vita è quello di regalarlo.”Pablo Picasso
“A parte tutto” è un romanzo che parla di sentimenti, di vita, quotidianità. Sono presenti al suo interno temi veramente molto forti come la morte, la separazione, l’amore, l’amicizia e tanti altri che, essendo analizzati da più punti di vista, ci rivelano alla fine del romanzo una specie di mappa completa per vivere appieno la vita anche nei momenti dolorosi o di cambiamento. Come ci racconta l’autrice, l’idea di scrivere questo romanzo è nata così:
“Mentre negli ultimi tre anni mi esercitavo a scrivere racconti brevi, storie di quattro, cinque cartelle, è accaduto qualcosa di inatteso: riga dopo riga, i personaggi delle storie hanno iniziato a intrecciarsi tra loro, mi hanno guidata in luoghi imprevisti, mi hanno sorpresa e, un po’ per volta, è nato lo scritto. Capitava mi svegliassi nel mezzo della notte e appuntassi furiosamente un’idea che portava a una deviazione nella trama. Altre volte, mi sedevo al computer con l’intento di sviluppare un capitolo in una certa direzione ma, sotto le mie dita, si trasformava, con la mia stessa incredulità. Per questo nessuno dei protagonisti è una persona reale, ma un mosaico di storie ascoltate, di incontri fatti, di libri letti, di canzoni amate. Io stessa, anche se una delle protagoniste è una psicoterapeuta, non sono del tutto in quella storia, ma ritrovo qualcosa di me in ogni personaggio.”
Ma veniamo alla trama:
A parte tutto, cosa resta di una storia vissuta? I temi della morte, della separazione, della fiducia, della perdita, dell’amore, dell’amicizia, della felicità compongono il grande disegno delle relazioni che muovono l’universo, quegli istanti irripetibili che favoriscono il cambiamento, la visione dell’altro e la sua conoscenza. Bianca, Anita e Bea, tre donne complesse, danzando tra passato e futuro, ci accompagnano nella storia, mentre Ettore, Paolo e Luca fanno da controcanto nei racconti che si svolgono a Villa Arianna. Le relazioni tra i protagonisti, i sogni, gli amori, gli imprevisti, i segreti, si incarneranno nelle vicende personali e universali al tempo stesso, per esplorare la profondità umana del mondo interiore.
Maria Serena Mastrangelo, psicoterapeuta individuale ma anche familiare e di coppia, unisce in questo libro una serie di racconti capaci di accompagnare e dare risposte. Infatti come ci spiega nella prefazione:
“Da terapeuta/alleata dei miei pazienti sento di amare ogni giorno di più il mio lavoro, il più bello del mondo; è una passione che non sbiadisce ma cresce col tempo e con l’esperienza: man mano che nei decenni si è ridotta l’ansia da prestazione, ho potuto apprezzare sempre di più l’incontro unico e irripetibile che si crea con ciascuna persona che entra nel mio studio. Ho già scritto altrove che essere una psicoterapeuta è veramente un privilegio perché offre la possibilità di fare tanti viaggi speciali assieme ai pazienti. E i viaggi sono anche quelli interiori che un terapeuta fa nella storia della propria famiglia, ripercorrendo le proprie ferite infantili, imparando a curarle e a ridimensionarle, riuscendo a comprendere i genitori nella loro umanità come solo un adulto realizzato può fare. Quando l’incontro terapeutico sviluppa tutte le potenzialità permette a entrambi i protagonisti della relazione di diventare più vitali, di sentirsi più fiduciosi nei confronti dell’esistenza. Così anche un paziente, una volta conclusa la terapia, diventa, al pari di un buon terapeuta, un esploratore di professione, appassionato e curioso, consapevole che si non si finisce mai d’imparare fuori e dentro di sé.”
Concludendo è un romanzo secondo me che va assaporato leggendolo lentamente, io in parecchi punti ho lasciato dei post-it per poi andarmi a rileggere una citazione o una parafrasi che mi aveva colpita.
Lo stile narrativo è veramente molto semplice, scritto con l’anima, un romanzo adatto veramente a tutti e che consiglio a chi si arrovella spesso in situazioni che magari, viste da un’ottica diversa, sono facilmente sbrogliabili.
4,5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️
Recensione in collaborazione con autrice che ringrazio per l’invio della copia cartacea.
✔️ Buongiorno Pietro e benvenuto 🤗, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?
🗯️ Sono Pietro Rivaroli, di Ferrara, e lavoro come Responsabile Commerciale per un importante azienda nel settore dell’estetica.
Mi definisco malato di montagna, sport, storia e arte, quattro valori fondamentali che negli anni hanno contribuito a rendermi ciò che sono ora.
✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?
🗯️ Per quanto sia da anni che scrivo per alcuni account social, è soltanto da inizio 2021 che ho veicolato questa passione nel progetto di un libro, in quanto ho avvertito il bisogno di portare le altre persone nel “mio mondo”, condividendo con loro le mie emozioni, i miei colori e i miei ragionamenti.
✔️ Parliamo del tuo libro “Il Drappo Rosso”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea?
🗯️ Il Drappo Rosso è nato insieme all’esigenza di rispondere alla domanda “Ma io, esattamente, cosa ci faccio qui?”. Conscio che la risposta a questa domanda la si possa ottenere soltanto vivendo un’intera vita, ho deciso di accelerare il processo creando il personaggio di Luca (protagonista) e imprimendo la sua vita su 450 pagine di carta, così da ottenere da lui la risposta che cercavo. Il fatto che tutto questo sia stato inserito in un romanzo storico ambientato nel Rinascimento è frutto della mia convinzione che l’arte sia in grado di suscitare emozioni incredibilmente forti, capaci, se ben veicolate, di favorire l’apertura del cuore e del cervello, i motori di ogni essere umano.
✔️ Quali valori sono contenuti nel tuo romanzo e a che genere di pubblico è indirizzato?!
🗯️ Essendo un romanzo storico, ovviamente non mancano intrighi, amicizie, passioni e colpi di scena. Mi piace, però, definirlo un romanzo storico “atipico”, in quanto la componente psicologica e di auto-analisi è molto marcata. Il lettore, infatti, fa sì un viaggio nel passato dentro al Rinascimento, ma compie anche un viaggio interiore nel proprio Io.
✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione del tuo libro?!
🗯️ La copertina è stata realizzata da Sara Gamberini, mentre il lavoro di editing è stato affidato a Vittoria Gualandi. Sono entrambe care amiche, molto preparate, che ho voluto al mio fianco durante il progetto.
✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo?
🗯️ Importantissima! Specialmente se, come me, si è alla prima pubblicazione. Io sto seguendo due differenti strade: sui social, affidandomi ad influencer di “lettura”, e in live, tramite firmacopie e presentazioni.
✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!
🗯️ Assolutamente sì! Ho altri due progetti già in cantiere. Un romanzo fantascientifico e un romanzo psicologico che tratterà della guerra vista dagli occhi di una bambina.
✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?
🗯️ Mi limito a riportare ciò che mi stanno dicendo i già molti lettori che hanno concluso la lettura de “Il Drappo Rosso”: “Non riuscivo a staccare le mani dal libro. Senza spostarmi dal divano, pagina dopo pagina respiravo, camminavo e vivevo nel Rinascimento, al fianco di Luca e degli altri personaggi, ma al contempo correvo dentro di me, andando a rispondere a tante domande irrisolte. Una sensazione incredibile e unica, che mai avevo provato prima”.
Sono “Emozioni a nudo” quelle che presenta qui, per la prima volta Melania Terrinoni, una silloge intensa la cui radice profonda è un sentire molto femminile e femmineo, che si declina nel concetto di accoglienza e morbidezza.
Questa poesia è fatta di dolci sensazioni, di amore, di gioia, di tutto ciò che è positivo e può riempire il cuore, di libere associazioni mentali che si riflettono su versi brevi ma intensi.
Sfogliandola, questa poesia appare a volte lieta e lieve, altre volte venata di malinconia, e la sua ricchezza sta nella acuta capacità di avvertire e restituire i moti dell’anima. Attraverso queste pagine, Melania Terrinoni cerca di andare oltre la superficie delle cose, di spingersi nel profondo.
L’autrice
Melania Terrinoni nata il 26.09.1979 originaria della Ciociaria e nel 2017 trasferita in Ticino, oggi si ritiene scrittrice in quanto ha realizzato che fin da piccola le è sempre piaciuto scrivere dei testi medio-brevi. Ha iniziato per sfogo e poi a scrivere dell’amore e di ciò che per parte ha vissuto, riuscendo nel maggio 2018 a pubblicare la sua prima opera #emozionianudo per mezzo di Europa Edizioni.
In COLLABORAZIONE con autrice che ringrazio per la copia.
“Le risposte più importanti stanno dentro di te ma, senza una precisa indicazione, non possono essere svelate.”
Leggere il romanzo di Domenico Corna è stato, come nel precedente, quell’avere la sensazione di vivere un’avventura magica e mistica.
Leggendo Corna ci si abbandona completamente, ci si scrolla di dosso la razionalità e i mille impegni e doveri, apprezzando tutte le sfumature che l’autore ci regala con questa storia meravigliosa fatta di sogni, speranze, amore e fede.
Corna ci insegna che ogni essere umano, prima o poi, necessiterebbe di realizzare un viaggio introspettivo per riscoprire la parte più intima di se stesso.
L’autore con descrizioni accurate, parole profonde e immagini ci riporta in un viaggio straordinario insieme a Elena, la protagonista.
Lo stile di Corna è sempre impeccabile e sublime, un mix perfetto di psicologia, favola, poesia e spiritualità.
Un romanzo che scava dentro il lettore e lo porta a una autoanalisi, a una presa di coscienza.
“Sarai solo tu. Tu da sola con te stessa. Dovrai scendere nel più profondo delle tue paure per trovare la vera Elena”.
Questo romanzo è dedicato a chi vuole immergersi in qualcosa di mistico e spirituale, a chi vuole riscoprirsi e rinascere.
4,75/5 ☕️☕️☕️☕️☕️
Recensione in collaborazione con autore ✍️ che ringrazio per l’invio della copia cartacea.
Buongiorno cari amici lettori, vi anticipo che questo romanzo l’ho finito circa un mese fa… ma la recensione, come potete vedere, la sto scrivendo solo ora…
Un libro che mi ha letteralmente dilaniata, ho pianto tantissimo!!! Non avevo mai pianto così in vita mia con un libro. La lettura è stata veramente lunga non perché non volessi leggerlo tutto d’un fiato, ma perché ogni 15-20 pagine circa dovevo chiuderlo in quanto le lacrime agli occhi non mi permettevano di leggere. Sì lo so, detta così sembra una cosa da malati mentali… ma con il cuore in mano vi dico che se siete in una situazione sentimentale complicata come la mia, è un libro che strazia, arriva alle viscere e lascia il segno.
Detto tutto questo 😰 speriamo non vi siate già stancati di leggermi vi parlo della trama:
“Da che parte si inizia a lasciarsi?” Questa domanda risuona continuamente nella mente di Francesca, fino al giorno in cui decide di dirla ad alta voce e di affrontare Fabio, suo marito, e quello che resta di ciò che sono stati insieme. Proprio loro due che si sono conosciuti e innamorati. Dai primi baci alla convivenza era parso un battito di ciglia, poi un figlio, una casa più grande, il lavoro di Fabio che incalzava, un altro figlio. Quanto è facile e deludente raccontare una vita insieme, i giorni sempre uguali che scorrono sotto il nostro sguardo disattento. E quanto è facile che tutto cambi. Francesca non ha mai dato peso alle piccole increspature del rapporto con l’uomo che ha scelto. Non solo i litigi, ma le incomprensioni, sempre più frequenti, e quella sensazione di non essere capiti le sono a lungo sembrati normali per due che stanno insieme da una vita. Ma un giorno guarda la sua vita e vede che di quel legame inossidabile non è rimasto nulla, due soprannomi che si sono svuotati di significato, consuetudini ripetute senza un perché. E si accorge di essere sola. Come mai è stata prima, neanche quando a quattro anni si era trasferita da sua nonna Elsa dopo la morte dei genitori. E di essere rimasta indietro, lei e il suo sogno di fare l’illustratrice per bambini, mentre tutti sono andati avanti. Trovare la forza e il coraggio di affrontare un fallimento non è scontato per nessuno, men che meno per lei. Da sempre insicura, pronta ad appoggiarsi alla sua famiglia, prima, a Fabio, dopo. Persone diritte, che sanno dove vogliono andare, come si fa a stare in piedi. Ma questa potrebbe essere la prima decisione da donna adulta che prende. Ed è anche la più dolorosa. Forse, però, non è solo la fine. È un inizio. Il suo.
Talmente tanti sono i pezzi del libro dove ho messo post-it che ve ne citerò alcuni per farvi immergere nella narrazione dell’autrice.
“Io sono quella dalle mille possibilità, se ho un obiettivo sembra quasi faccia apposta a trovare la strada più lunga possibile per raggiungerlo. Il più delle volte quando lo raggiungo non mi interessa più. Io sono quella che si boicotta, che condona, quella che dice “pazienza”, che capisce, quella che crede che ci sia sempre una giustificazione se uno, ogni tanto, fa schifo. Tu no. Tu sei uno che va dritto. Per questo mi sei sempre piaciuto e per lo stesso motivo ti ho detestato. Sei sicuro, allineato, connesso a te stesso. Sai quel che vuoi, lo persegui, adotti una disciplina marziale, lo raggiungi. Facile. Io mi giustifico. Traballo, codarda. Ci ripenso. O forse per me la vita è troppo bella per non esserne continuamente distratti.”
Tutto il romanzo è in prima persona, Francesca , la protagonista, ci racconta le cose in maniera così vivida che fremiamo leggendo.
«”Mi piace che facciamo le cose che non facciamo. Mi piacciono i nostri progetti al risveglio, quando il giorno sale sul nostro letto come un gatto di luce, e che non realizziamo perché ci alziamo tardi per esserceli immaginati tanto. Mi piace il solletico che trasmettono ai nostri muscoli gli esercizi che enumeriamo senza eseguirli, le palestre dove non andiamo mai, le abitudini sane che invochiamo come se, desiderandole, il nostro splendore si riflettesse su di noi. Mi piacciono le guide di viaggio che sfogli con quell’attenzione che tanto ammiro in te, con i loro monumenti, strade e musei dove non mettiamo mai piede, incantanti davanti a un caffellatte. Mi piacciono i ristoranti che non frequentiamo, le luci delle loro candele, il sapore fantasticato dei loro piatti. Mi piace come viene la nostra casa quando la descriviamo rimodernata, i suoi mobili sorprendenti, l’assenza di pareti, i colori azzardati. Mi piacciono le lingue che vorremmo parlare e che sogniamo di imparare l’anno prossimo, mentre ci sorridiamo sotto la doccia. Ascolto dalle tue labbra quei dolci idiomi ipotetici, le loro parole mi riempiono di stimoli. Mi piacciono tutti i propositi, dichiarati o segreti, che disattendiamo insieme. È questo che preferisco della vita a due. La meraviglia aperta sull’altrove. Le cose che non facciamo.”»
Qui riporto un pezzo che riassume un po’ tutto il senso di questo romanzo, una intervista rilasciata dalla Todeschini a Vanity Fair:
«Credo che si cominci a lasciarsi quando non si sceglie più la verità, quando si cominciano a sottacere anche i più piccoli fastidi per il famoso quieto vivere. Così il dialogo va a morire, e di conseguenza il rispetto reciproco. E poi la forte paura dell’abbandono, che tutto permea e che però ci fa attaccare ancor più morbosamente a quello che abbiamo, soffocandolo».
«L’essere umano vede più con la mente che con gli occhi. Sai che le fragole sono rosse e quindi le vedi rosse anche quando sono blu. Lo fai tu, lo faccio io, lo facciamo tutti. Pensiamo di vivere una storia e invece forse siamo in un’altra e la realtà ci scappa di mano.» «Già» dissi solo. «Ma non ne abbiamo nessuna colpa. Non ne hai nessuna colpa, Francesca. Anche perché una realtà univoca, in fondo, non esiste.» «Mi scusi, penso di non aver capito bene cosa c’entra questo con la mia storia con Fabio.» «Tu credi di conoscere qualcuno, di vederlo bene, tuttavia quel che vedi di lui è quel che ha deciso la tua mente. È più chiaro ora?» «Forse.»
Un libro che consiglio vivamente, anche se da leggere con “cautela”… 4,75/5 ☕️☕️☕️☕️☕️
Recensione in collaborazione con casa editrice @piemme… che ringrazio per l’invio della copia cartacea.
Recensione di “Stradario aggiornato di tutti i miei baci” di Daniela Ranieri in collaborazione con casa editrice
Editore: Ponte alle Grazie
Data di pubblicazione: 27 maggio 2021
Copertina flessibile: 696 pagine
💋💋💋L’AVETE LETTO? CHE NE PENSATE?!? 💋💋💋
Un libro come Stradario aggiornato di tutti i miei baci di è uno dei testi più importanti letti negli ultimi tempi. Esito a definirlo romanzo perché è un libro che prescinde dalla forma, senza definizione possibile se non quella che hanno avuto i concupiscenti illusionismi di Manganelli (anche se il modello dichiarato di Ranieri è Gadda). È un libro coltissimo ma insieme innervato di passioni, amore morte preghiera. È un inganno (non è un memoir) ed è sincero come può esserlo la letteratura. È un #labirinto di carne e parole (e profumi) dove ci si smarrisce, ci si ferma, si torna a leggere.
Un libro-mondo di quasi settecento pagine, che travolge con la scrittura, il lessico, l’ironia, la ferocia. L’autrice, la romana Daniela Ranieri, riflette sull’universo maschile, immergendosi fino alla nuda madre nella psicologia dell’altro sesso. Non è necessario che leggiate Stradario tutto insieme. #Perdetevi dentro, non fatevi intimidire dalla cultura dell’autrice. Leggete un capitolo a sera, e tenete vicino una matita per sottolineare. Ne vale la pena: divagazioni esistenziali, cronaca di #disastri #amorosi, ossessioni, invettive.
Una donna in #dialogo perpetuo con sé stessa e con il mondo disegna una mappa delle sue ossessioni, del suo rapporto con l’amore e con il corpo, serbatoio di ipocondrie e nevrosi: il nuovo romanzo di Daniela Ranieri è un #diario lucido e iperrealistico, in cui ogni dettaglio, ogni sussulto di vita interiore è trattato allo stesso tempo come dato scientifico e ferita dell’anima. Dalla pandemia di Covid-19 alla vita quotidiana di #Roma, tutto viene fatto oggetto di narrazione ironica e burrascosa, ma in special modo le relazioni d’amore: le tante sfaccettature di Eros – l’incontro, il flirt, il piacere, le convivenze sbagliate, la violenza, l’idealizzazione, la dipendenza, l’amore puro – vengono sviscerate nello stile impareggiabile dell’autrice, un misto di strazio, risentimento, ironia impastati con la grande letteratura europea (e non solo).
Dolce nel #disincanto, #feroce nella tenerezza. I suoi personaggi sono tragici, epici, comici e #fragili come tutti noi. Nessuno in Italia scrive come Daniela Ranieri.
Recensione di “La lista dei sospetti” di Megan Miranda in collaborazione con casa editrice
Editore: Piemme
Data di pubblicazione: 26 aprile 2022
Copertina rigida: 359 pagine
Buongiorno cari amici lettori, ci troviamo davanti a un thriller che, secondo me, sfocia molto bella letteratura young adult più che nel thriller vero e proprio. Incontriamo nella stesura due piani narrativi: un flashback dell’estate 2017 e il presente nell’estate 2018.
Tutto il romanzo è narrato in prima persona da Avery, la ragazza protagonista, e sono presenti due piani narrativi: l’estate del 2017 e l’estate del 2018. Inoltre, a mio parere, si rivolge a un pubblico adolescenziale.
“Tirai fuori il telefono e mandai un messaggio a Sadie: Dove sei? Stavo ancora fissando lo schermo quando vidi i puntini che segnalavano che lei stava scrivendo una risposta. Poi i puntini scomparvero, ma non arrivò alcun messaggio. Ne inviai un altro: ??? Nessuna risposta. Guardai lo schermo per un altro minuto prima di mettere via il telefono. Probabilmente stava arrivando, a dispetto di quel che aveva detto Parker. Qualcuno in cucina aveva cominciato a ballare. Parker gettò indietro la testa e scoppiò a ridere. La magia stava funzionando. Una mano sulla mia schiena. Chiusi gli occhi e mi ci appoggiai, diventando un’altra. È così che vanno queste cose.”
L’andamento narrativo è molto lineare mi sarei aspettata da un thriller più colpi di scena come piace a me, invece c’è molto lato descrittivo, quindi come dicevo sopra è più narrativa che thriller diciamo.
È comunque un libro leggero e fresco che si adatta a un pubblico giovane e non impegnativo.