Recensione de “Aspettando Natale. Una storia di cucina e famiglia fra Emilia e Toscana” di Clio Petazzoni

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Recensione de “Aspettando Natale. Una storia di cucina e famiglia fra Emilia e Toscana” di Clio Petazzoni 

EditoreEuropa Edizioni
Data di pubblicazione4 dicembre 2019
Copertina flessibile 124 pagine

Il mio pensiero vola, non ha confini, sa stare lì nascosto in quel luogo paradisiaco, ma sa anche andare lontano, sa ricordare, sa creare ed immaginare. 

La mia mente è la mia compagnia e sto bene con lei perché sogna, sogna sempre, di notte quando dorme ma anche di giorno se non la tengo a freno. È come un palloncino con un lungo filo che mi vuole scappare dalle mani e mi vuole portare via con sé, è così irrequieta e disubbidiente che l’ho dovuta legare al mio polso come si fa al Luna Park per non farlo volare via.

Credo che scrivere una biografia e raccontare della propria infanzia e pre adolescenza sia veramente molto molto difficile più che scrivere un romanzo, perché mettersi a nudo in un libro e rivivere le emozioni che hanno caratterizzato la nostra fanciullezza e ci hanno portato ad essere quello che siamo sia veramente un atto importante. 

Clio è entrata nella mia vita per caso, in punta di piedi presentandomi il suo libro… dalla  dolcezza delle sue parole e dalla gratitudine che sprigiona mi sono resa conto di aver incontrato una persona veramente straordinaria. 

L’essenza stessa di questo libro è la gioia di vivere, la gratitudine nei gesti quotidiani, la buona cucina, uno spaccato di vita degli anni ‘70 in Italia.

Genitori vecchio stile, a volte molto ingombranti e, differenze, tante, tra maschi e femmine. 

“Mi chiamo Clio, ho nove anni e sono una bimba buona ed educata e dove mi mettono sto, anche per ore. Si possono anche dimenticare di me ma mi ritrovano sempre dove mi hanno messa, lì a pensare a fantasticare. 

La mia mamma, di cui sono innamorata, mi ha dato un nome che fa sgranare gli occhi e aprire le orecchie a tutte le persone.

Ci sono tanti nomi belli e facili da scegliere, ma proprio Clio mi ha chiamata! Nome sconosciuto! È un nome troppo difficile per una bambina e poi è troppo duro, finisce con la <<O>>, da maschio.”

Essere femmina, con un fratello maggiore, vedersi negate tante libertà, portano un giorno Clio a decidere di fare un gesto estremo: chiudersi in bagno e con un paio di forbici dare un taglio netto ai capelli, tagliare la sua treccia lunghissima… vuole avere i capelli corti, vuole essere un maschio, vuole essere libera.  

Ma scoprirà ben presto che questo gesto non è sufficiente, l’indipendenza dovrà guadagnarsela piano piano, con astuzia, con intelligenza. 

Se nella prima parte conosciamo la Clio bambina, nella seconda parte l’autrice ci parla di lei donna, di suo marito Bruno che lei ama tuttora alla follia, delle scelte difficili che ha dovuto fare, dei tragici lutti che hanno coinvolto la sua famiglia. 

Questo libro è un viaggio anche nella cucina italiana, il piacere del mettersi a tavola tutti insieme, il rito della preparazione di ricette tramandate da generazioni, la generosità della cucina emiliana, con gli immancabili cappelletti fatti a mano. 

Un libro molto toccante, dove la situazione femminile di quegli anni fa da padrona…

“Ma perché mio padre non si fidava di me? 

So di essere una femmina, ma anch’io mi meritavo la sua fiducia. Possibile che non mi conosca? Che non mi dia più libertà solo per un principio di tradizioni? Quelle tradizioni stavano cambiando perché noi, eravamo cambiati. Il mondo era cambiato. Voglio vivere da ragazza del mio tempo. Ci sono tante cose nuove da scoprire. Il mondo è rimasto fermo a lungo, troppo a lungo, ed ora sta cambiando con una velocità mai vista prima, ma lui sembra non accorgersene. Sì, sono una femmina, ma per questo, non mi sento inferiore ai maschi. Voglio la mia indipendenza. La mia libertà. La mia uguaglianza nei diritti. Non sono sola nei miei pensieri, sento attorno a me che sono tante le ragazze, le donne, le mogli che sentono le mie stesse esigenze.”

Una scrittura semplice ma diretta, le parole arrivano, e vanno dritte per la loro strada, libere… lo consiglio a tutti!!

4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Tracce dal silenzio” di Lorenza Ghinelli in collaborazione con casa editrice Marsilio

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Recensione de “Tracce dal silenzio” di Lorenza Ghinelli in collaborazione con casa editrice

EditoreMarsilio
Data di pubblicazione14 novembre 2019
Copertina flessibile 332 pagine

“Per essere risolti, gli inferni devono essere attraversati.”

Un romanzo che mi ha saputo veramente stupirmi, lasciandomi attonita, soprattutto nel finale… degno di un film di Hitchcock. 

Non mi aspettavo di incontrare una scrittura leggera, semplice e di grande impatto emotivo; né mi aspettavo di trovarmi invischiata in una storia di follia e di paura.

Sono presenti tre filoni narrativi in questa storia, che corrono paralleli, a volte intrecciandosi, il presente di una famiglia “rotta” in seguito alla sordità di Nina, la bambina protagonista; il passato oscuro di Rebecca, l’anziana signora che vive nella casa di fronte; la realtà di ragazzi di una casa famiglia che hanno conosciuto sulla loro pelle la guerra in Afghanistan. 

Nina ha 10 anni e con la manina infilata nella tasca del cappotto si assicura sempre di avere le pile sostitutive per l’impianto cocleare come si è raccomandata la mamma. 

La bimba ha perso l’udito un anno prima a causa di un incidente stradale e può ascoltare e interagire con il mondo solo quando il suo orecchio bionico è perfettamente posizionato e funzionante; diversamente annega in un silenzio angosciante che nel buio della notte viene rotto da una musica quasi centenaria di juke-box, dalle parole comprensibili e inquietanti: “Quando noi vediamo una ragazza passeggiar, cosa facciam? Noi la seguiam, e con occhio scaltro, poi cerchiam d’indovinar quello che c’è da capo a piè.”. 

Fra le storie di questi personaggi, inoltre, si intrecciano racconti di guerra di un passato non troppo lontano che ha segnato per sempre le vite di sopravvissuti come Rebecca, i nonni di Alfredo che non ne hanno mai parlato volentieri, Nur e Rasha che l’hanno vissuta in tempi e luoghi diversi, ma che si portano dietro delle ferite difficili da rimarginare e che Alfredo non comprende perché “per lui la guerra è poco più di una scenografia di fondo o di una serie televisiva”.

Tracce dal silenzio è una fiaba noir per ragazzi, ma anche per adulti che, grazie alla prosa fresca, a tratti cruda, ma mai scontata tiene il lettore aggrappato alla pagina dall’inizio alla fine, accompagnandolo lentamente a sciogliere un groviglio di tre storie unite nella loro oscurità da un fil rouge pregno d’attualità: questioni di rilevanza sociale quali la disabilità, la violenza sulle donne e la vita quotidiana di minori stranieri nelle case famiglia si intrecciano a tematiche più intime come la crisi di un matrimonio o i ricordi dolorosi che inevitabilmente ognuno di noi si porta dietro. 

4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “Appunti di un venditore di donne” di Giorgio Faletti

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“Appunti di un venditore di donne” letto insieme al GDL #clubfaletti

EditoreMondolibri prima edizione 
Data di pubblicazioneGiugno 2011
Copertina rigida 397 pagine

«Io mi chiamo Bravo e non ho il caxxo». L’incipit fa il classico, in alcuni casi. 

Oppure aggancia il lettore e lo costringe a cercare una risposta fin da subito, per scoprire come e quando il determinato Bravo sia rimasto privo di un dettaglio non indifferente della sua anatomia maschile. 

Con una buona dose di pazienza, il mistero verrà svelato appena prima del the end esotico in cui Giorgio Faletti colloca, alquanto felicemente nonostante l’irritante menomazione, il suo protagonista. 

Ma qualche logico sospetto malavitoso serpeggia nella mente di chi percorre il suo nuovo romanzo, drammone atipico, sbaffato di nostalgia. 

Appunti di un venditore di donne è il tentativo singolare, finora l’unico dell’autore, di raccontare una storia italiana, lontana dagli standard cosmopoliti che gli hanno garantito fama, vendite e consensi. Senza contorsionismi disumani o attraversamenti col rosso, Faletti cerca un percorso quasi personale, in parte forse vissuto , almeno nell’atmosfera ancora sopportabile di una Milano pre-bevute fine Anni ‘70,  in parte ricostruito in un tracciato narrativo schietto, veloce, privo di eccessi e sbavature. Raccontare anche solo parte della vicenda metterebbe il lettore su una pista destinata a sminuire il piacere della scoperta. 

Dopo i logici “preliminari”, infatti, il susseguirsi dei colpi di scena, dei cambi di prospettiva, degli enigmi irrisolti e delle maschere calate diventa inarrestabile, fino alla conclusione, in parte telefonata, soprattutto nell’epilogo chiarificatorio in cui ogni dettaglio torna, anche troppo, al suo posto. 

Ma il resto è un malloppo di divertimento assicurato, in questa Milano datata aprile 1978 in cui l’Italia ha il fiato sospeso in attesa di sviluppi sul rapimento di Aldo Moro. 

Bravo è l’uomo senza caxxo, un trentacinquenne inutilmente fascinoso che alle donne può regalare solo un’alta percentuale di profitti derivati dagli incontri intimi che predispone per loro in ambienti altolocati, dalla borghesia alla politica. 

Bravo è l’osservatore attento che vive il transito di un’epoca in una città predisposta a manovre sotterranee che già fanno subodorare il bunga bunga dietro l’angolo. Dalle bische clandestine agli affari con i boss della mala, il venditore di donne si ritrova al centro di un imprecisato complotto nel quale può perdere solo la vita, il resto è già stato asportato anni prima, ma da cui cerca di risalire con un’astuzia che lascia intuire accadimenti più che tenebrosi. 

Carla, la bella donna delle pulizie che accetta al volo di diventare una nuova accompagnatrice, le escort non erano neanche ancora autoveicoli, della schiera di Bravo; Daytona, l’amico scommettitore forse non così candido come sembra; Giorgio, l’aspirante cabarettista; Lucio, il vicino di casa, musicista cieco con cui Bravo si diletta nella soluzione di rebus da Settimana enigmistica; Tano Casale, il boss al quale il protagonista promette qualcosa di troppo, tipo una schedina del Totocalcio da mezzo miliardo di lire. Ognuno di questi personaggi avrà un ruolo determinante nel gran casino che si crea in quella primavera milanese del ’78, dove le macchine erano solo numeri, 500, 127, 128, dove tirar tardi significava respirare la città deserta prima dell’alba, dove giovani comici sconosciuti tentavano la sorte in una specie di cantina dalla quale uscirono vestiti di successo non pochi personaggi del cinema e della tv. 

La disinvoltura della narrazione si sposa con il tentativo di ricostruire un’Italia, e una Milano, che non ci sono più. 

Una sorta di amarcord con morti ammazzati che lascia galleggiare la nostra memoria verso quell’epoca tuttavia più spensierata e sincera, in cui un giovane comico dagli occhi azzurri si preparava a piombare sui nostri teleschermi domenicali chiedendo con aria pazzerella e trasognata «è qui che c’è le donne nude?». 

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Il colbacco di Sofia: Una nuova indagine per il commissario Ansaldi” di François Morlupi

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Recensione de “Il colbacco di Sofia: Una nuova indagine per il commissario Ansaldi” di François Morlupi 

EditoreCroce Libreria
Data di pubblicazione 7 luglio 2020
Copertina flessibile 464 pagine 

Mettetevi comodi cari amici lettori perché oggi vi voglio parlare di un libro a cui tengo molto. 

Ho avuto la fortuna di conoscere questo autore con la sua prima pubblicazione: “Formule mortali” che ho amato, lo stesso è risultato vincitore 🥇 come miglior giallo/noir di vari premi al Festival Grottammare 2018 – Festival Ladispoli 2019 – Giallo Ceresio 2019 – Garfagnana in giallo 2019 – Giorgione Prunola 2020. 

La scrittura di Morlupi è estremamente coinvolgente, io amo la sua caratteristica serietà ma al tempo stesso affrontata con ironia e positività. 

I personaggi che troviamo ne Il colbacco di Sofia sono gli stessi del precedente libro, a cui io sono affezionatissima. 

Questo è un sequel se vogliamo dire, quindi chi ha letto il primo libro approfondirà ulteriormente il background dei personaggi, ma comunque è un romanzo che può essere letto indipendentemente. 

Nel suo secondo libro l’autore conferma e rinforza la sua bravura, con un thriller poliziesco veramente notevole. 

Qui troviamo un commissario Ansaldi provato dall’ultima indagine che pesa ancora nella sua vita come un macigno. 

“L’ultima inchiesta lo aveva profondamente segnato, era ingrassato di quasi dieci chili e sembrava invecchiato di altrettanti anni. Un cadavere ambulante. Chi non lo conosceva, per strada lo guardava con sospetto. Anche i vicini tendevano ad evitarlo, impauriti da comportamenti sempre più singolari e da un fisico che avrebbe fatto impallidire qualsiasi cardiologo. Ma era reticente ad abbandonare il posto di commissario,consapevole che senza il proprio lavoro non avrebbe avuto più alcuna ragione per vivere.”

Ora siamo in inverno, a pochi mesi dalla prima indagine e convinti di aver sgominato la cellula terroristica, non sapendo che invece sarà solo l’inizio di un nuovo incubo. 

Il commissario Ansaldi e Eugénie si ritrovano catapultati questa volta in Bulgaria, in un territorio veramente gelido ed estraneo. 

E gelida è anche l’accoglienza dell’ispettore Dimitrov, un energumeno che sembra appena uscito da un commando armato direttamente dalla guerra fredda. 

“Indubbiamente rifletteva Balakov, quando Dio stava distribuendo la sensibilità agli uomini, l’ispettore era altrove in fila per la superbia o per la capacità di destreggiarsi sul filo del rasoio tra legalità e illegalità.”

Mi sento di dire che questo romanzo è veramente completo, avvincente e adrenalinico come un thriller, ma c’è anche umorismo, ironia; c’è amicizia, coesione e speranza. 

Riusciranno i nostri eroi del commissariato di Monteverde a sgominare una volta per tutte Alpha e Omega??? 

Quello che vi posso dire è indubbiamente…. buona lettura…. sicura che i personaggi vi entreranno nel cuore! 

Lo consiglio vivamente 

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Forte nel Tempo” di Giulia Ungarelli

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LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre 

Recensione de “Forte nel Tempo” di Giulia Ungarelli in collaborazione con autrice

Data di pubblicazione28 maggio 2019
Copertina flessibile 246 pagine 

Cari lettori vi descrivo un po’ con semplicità il libro appena finito. 

Abbiamo una ragazza, Ishbel, che vive a New York, si sa che è praticamente scappata dalla Scozia per qualcosa di molto brutto che le è accaduto, è una scrittrice al momento senza ispirazione… Vive in un appartamento con due amici. 

Riceve all’improvviso una chiamata dalla nonna che abita in Scozia la quale le dice che vuole trasferirsi in Italia e lascia tutta la tenuta di famiglia metà a lei e metà a suo cugino (non di sangue). 

Dopo varie riflessioni ritorna in Scozia e lì un po’ è felice… Perché lì soltanto si sente a casa, ma allo stesso tempo ha a che fare con le sue vecchie paure. 

In Scozia rincontra il suo cugino (non cugino) e  pure un giovane architetto chiamato per il restauro della stessa. 

Ambedue sono dei bei ragazzi affascinanti anche se di carattere diametralmente opposto. Ambedue corteggeranno la ragazza e lei si sentirà attratta da tutti e due malgrado questo le porti un forte disagio interiore. 

Girando per la tenuta ed entrando in una stanza dove da piccola le era le era vietato entrare, troverà dei diari del bisnonno del cugino e altri diari di una persona sconosciuta a entrambi. 

Da qui in poi il romanzo prenderà una piega thriller cominciando ad appassionarmi di più poiché nella prima parte avevo trovato una trama da romanzo rosa a tratti semplice e con parecchi cliché (lei, lui e l’altro). 

Ora invece verranno a galla vecchie storie, segreti, racconti oscuri e macabri. 

Il finale sarà sorprendente e avvincente. 

La scrittura di Giulia Ungarelli è fluida e convincente, sono presenti alcuni refusi di stampa che però non intralceranno la lettura. 

Lo consiglio. 

4/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “La verità nascosta” di Stefania P. Nosnan in collaborazione con autrice

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Recensione de “La verità nascosta” di Stefania P. Nosnan in collaborazione con autrice @stefaniap… 

Editore Le Mezzelane Casa Editrice
Data di pubblicazione 18 settembre 2018
Copertina flessibile 178 pagine 

💛💛💛 COSA NE PENSATE DELLE SECONDE POSSIBILITÀ?! 💛💛💛

Questa volta la Nosnan ci delizia con una bella storia d’amore e con temi importanti come l’alcolismo. 

Un buon romanzo, fanno da sfondo l’amore per la musica country e le ambientazioni americane. 

I personaggi ben delineati, è impossibile non affezionarcisi subito. 

La trama è ben sviluppata ed è un genere che finora non avevo letto dell’autrice ma secondo me molto riuscito! 

Una lettura molto piacevole. 

4/5 💛💛💛💛

L’autrice 

Stefania P. Nosnan è nata a Udine nel 1970.

Negli anni ha partecipato a numerosi corsi di webdesigner, grafica e progettazione informatica. 

È stata titolare di uno studio di webdesigner e realizzazioni website.

Attualmente è socia di una prestigiosa azienda di consulenze enologiche. 

Dal 2018 è coordinatrice grafica dello studio WebStudioDesign, nel 2019 inizia a collaborare con alcuni giornali online.

Le sue passioni sono: la fotografia, la lettura, la storia e l’informatica. Non può fare a meno dei suoi foulard che colleziona e indossa sempre.

Pubblicazioni:

Nel 2016 pubblica il libro di poesie in formato digitale.

Nel 2018 poesie “I sussurri dell’Anima” (Apollo Edizioni).

Nel settembre 2018: “La verità nascosta” (Live&Love de Le Mezzelane Casa Editrice). Nello stesso mese pubblica in self publishing “Il ballo del quarterback”.

Novembre 2018: “La bicicletta nera” tratto da una storia vera è stato in concorso per il Premio Campiello e il Premio Stresa. (Bertoni Editore)

Giugno 2019: “Una salita per amore” la cui prefazione è affidata a Manuela Di Centa. (Ensemble Edizioni)

Settembre 2019: “È scritto nelle stelle” (Bertoni  Editore)

Recensione de “Vietato oltrepassare la linea gialla” di Arturo Raja e Claudia Giaquinto in collaborazione eBook con autore

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Recensione de “Vietato oltrepassare la linea gialla” di Arturo Raja e Claudia Giaquinto in collaborazione eBook con autore

È una raccolta di racconti tra l’autobiografico e l’ispirazione a fatti realmente accaduti o di fantasia, che orbitano intorno alle ferrovie, in particolare intorno al tratto Maddaloni-Napoli Campi Flegrei, via Cancello.

Amici lettori, mi sono avvicinata a questo libro, con molte perplessità, si tratta di piccoli racconti, ma portano tutti allo stesso posto, cioè il suicidio o tentato suicidio. 

Dopo varie riflessioni, e successivamente al confronto avuto con l’autore stesso, credo di aver capito l’intento degli autori che ci accompagnano in una realtà sconosciuta. 

Nei racconti è affrontato un tema molto difficile, il suicidio appunto, un mal di vivere estremo. 

Quello che manca secondo me in questa raccolta di racconti è la causa scatenante che porta i singoli personaggi a oltrepassare la linea gialla… ad andare incontro alla morte… 

Ho trovato in quasi tutti i racconti la mancanza dell’antefatto diciamo, che personalmente avrei approfondito. 

La mia riflessione personale è: ma se da quelle  persone che hanno conosciuto da vicino questi sfortunati, ci fosse stata più empatia, più vicinanza, più partecipazione sarebbero giunti al gesto estremo ugualmente? 

Credo che l’autore voglia farci riflettere su questo, è un libro che ci porterà all’inizio magari a non capirlo, ma con un po’ di sensibilità si può arrivare al messaggio intrinseco… 

La lettura di questo libro ci lascia sensazioni di tristezza, di inquietudine. 

Lo consiglio preferibilmente alle persone pronte a riflettere, che riescono a leggere tra le righe, e, che da una lettura, non cercano solo la distrazione di un attimo. 

4/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Libertà spezzate” di Roberta Fasanotti in COLLABORAZIONE con autrice

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Recensione de “Libertà spezzate” di Roberta Fasanotti in COLLABORAZIONE con autrice

EditoreIl Ciliegio
Data di pubblicazione9 ottobre 2020
Copertina flessibile 224 pagine

CHE NE PENSATE DEI LIBRI PER RAGAZZI CON TEMATICHE IMPORTANTI?! 

Michele, Federico e Gloria hanno appena concluso la terza media e conducono un programma radiofonico dedicato ai giovani. Dopo la prima puntata Michele scompare misteriosamente. Arun è un loro coetaneo che sta affrontando una brutta esperienza. Non conosce i tre ragazzi, ma fra le loro strane avventure c’è qualcosa in comune. 

Com’è nata l’idea di questo libro??? Ce ne parla l’autrice…:

La mia idea nasce dal mio lavoro come insegnante di tanti anni ai ragazzi, sostenitori dei diritti, spesso negati in molte realtà  geografiche. 

Questa lettura per me è stata veramente particolare. Si tratta indubbiamente di un libro per ragazzi, ma tratta tematiche molto forti: il rapimento, lo sfruttamento del lavoro minorile, l’immigrazione, l’amicizia vera e tanti altri!

Parla di ragazzi che sono legati da una vera e profonda amicizia che decidono di fondare “Radio Teens” una trasmissione radio nella quale parlano dei diritti degli adolescenti, insieme al loro amico più grande Mimmo che gestisce una radio. 

Radio Teens si trasforma in un luogo di aggregazione, dove i ragazzi riescono ad allentare la tensione accumulata tra i banchi di scuola. 

Ci sono due piani di narrazione e due vicende che alla fine si uniranno in un unico filone, perché dall’altra parte troviamo un altro ragazzino coetaneo: Arun. 

Un ragazzo indiano sfuggito alla povertà della sua terra e approdato in Italia… dove però ben presto si accorgerà di una realtà ancora più spaventosa, quella della criminalità e dello sfruttamento del lavoro minorile. 

Il linguaggio è veramente semplice, con periodi molto brevi, il parlato è quello dei ragazzi e il lettore prova leggendo le loro stesse emozioni. 

I ragazzi lo ameranno perché parte come avventura e racconta le vicissitudini di questi quattro ragazzi accomunati dall’età e da una forte amicizia, sono presenti colpi di scena e situazioni di paura. 

Che il rapimento di Michele e la morte di Abdwà in realtà abbiano una triste realtà in comune?!

Nel 2021 l’Italia festeggia i 30 anni di ratifica della Convenzione dei Diritti per l’Infanzia e questa lettura può offrire qualche spunto di discussione. Ci sono molti temi da approfondire in questo testo, è strutturato quasi come un libro scolastico… (alla fine del libro ci sono schede di approfondimento per i ragazzi). 

Infine nell’epilogo troviamo articoli della convenzione riguardanti i diritti dell’infanzia da leggere per avere un quadro più completo. 

Lo consiglio a qualsiasi pubblico, di ogni età. 

4/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “L’invitato” di Massimiliano Alberti in collaborazione con autore e casa editrice

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LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre 

“L’invitato” di Massimiliano Alberti in collaborazione con autore e casa editrice Infinito Edizioni

EditoreInfinito Edizioni
Data di pubblicazione18 gennaio 2018
Copertina flessibile 218 pagine 

Leo, Kevin e Tom abitano a Trieste, i tre ragazzi sono amici inseparabili, ragazzi di bella presenza apparentemente tutti ricchi in quanto fanno come si suol dire (la bella vita) con atteggiamenti magari fuori dalle righe ma tutto sommato con una certa classe… 

Ad un certo punto Tom preferisce allontanarsi da Trieste per cercare un nuovo modo di vivere. 

Da due anni risiede a Vienna, i due amici rimasti a Trieste in pratica non hanno più niente da dirsi e l’amicizia fra i due si scioglie. Tom dopo due anni di assenza richiede la presenza dei due vecchi amici a Vienna per aiutarlo in quello che lui definisce un grosso affare, l’apertura di una nuova galleria di Pop Art. 

Sarà raggiunto dai due vecchi amici e lì ricominceranno una nuova avventura insieme. 

Il romanzo è raccontato in prima persona da Leo con dovizia di particolari e senza fare sconti, neppure a se stesso, in quanto diciamo essere il più indisciplinato dei tre, molte volte insolente e incurante delle regole. 

Ci verrà raccontato uno spaccato di vita della Vienna festaiola degli artisti, manager, e belle donne, alla ricerca di una buona sistemazione. Lui si muoverà in questo contesto a modo suo,  sempre al di fuori delle righe, con insolenza ed eccessi di vario tipo. 

Incontrerà una giovane donna che lo ammalierà completamente e non perderà occasione di corteggiarla anche se già fidanzata. 

Nasceranno una serie di situazioni imbarazzanti che creeranno dei problemi pure all’amico Tom che lo sta ospitando in casa sua, da ciò la decisione di buttarlo praticamente fuori casa. 

Ora a noi resterà capire se questo ragazzo dopo varie vicissitudini riuscirà a raggiungere una certa consapevolezza? Oppure è un ragazzo senza nessun sentimento vero? Da questo vissuto ne potrà uscire un Leo più maturo? E gli altri due che fine faranno, prenderà una svolta anche la loro vita? 

La penna di Massimiliano Alberti è fluida e molto ironica nel raccontarci questo spaccato di vita riesce veramente a farci affezionare ai protagonisti, pure a Leo che a primo acchito sembra aver veramente poche virtù e tanti vizi… 

Sarà sempre così? Oppure ci sarà una maturazione, una centratura nei nostri personaggi dovuta agli eventi? 

Molto gradevole il racconto, vi sarà qualche momento di tristezza ma a volte vi farà sorridere. Lo consiglio praticamente ad un pubblico di tutte le età. 

Massimiliano Alberti è al suo romanzo d’esordio e con questo direi che ci fa ben sperare anche per i prossimi lavori. 

4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “L’isola lunata” di Fabio Trombetti in collaborazione con autore

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“L’isola lunata” di Fabio Trombetti in collaborazione con  autore 

EditoreNeP edizioni
Data di pubblicazione15 novembre 2019
Copertina flessibile 168 pagine 

Cari amici lettori, in questo libro di Fabio Trombetti ho trovato tutto quello che desidero trovare in una narrazione! 

Allora devo dire innanzitutto che la storia è ambientata all’isola di Ponza, e lui ci accompagna a visitare l’isola, stando comodamente seduti sul divano, con le sue descrizioni ben delineate! 

La trama è un thriller ben scritto. 

Il protagonista Mosé torna nella piccola isola, dopo un’assenza di 15 anni su invito della sorella di andare a trovarlo, mancava dall’isola in quanto si era trasferito al nord dopo aver vissuto dei forti traumi, che lì in quella piccola isola non riusciva a superare! 

Al nord grazie all’impegno e un po’ di fortuna è riuscito ad affermarsi sul lavoro trovando una buona stabilità economica. 

Ora al suo ritorno, appena stava assaporando l’isola, si presentano immediatamente delle problematiche assai forti addirittura un omicidio! 

Del quale è lui stesso sospettato da lì un susseguirsi di situazioni più che drammatiche, faranno piombare il nostro Mosé in una specie di incubo. 

Fabio Trombetti si sofferma soprattutto alla narrazione dei sentimenti contrastanti del protagonista, che si ritrova scaraventato nell’abisso dei ricordi dolorosi e dovrà oltretutto cercare di indagare su quanto è successo per non restarne travolto. 

Molto buona la descrizione dei fatti narrata in prima persona da Mosé il protagonista. 

Quello che esce dalla penna dell’autore in maniera fluida ed accattivante, ci farà restare incollati al libro. 

Il finale con dei colpi di scena eclatanti ci farà partecipare a pieno ritmo alla chiusura del cerchio. 

Complimenti all’autore! Molto consigliato.

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️