Recensione de “La coppia strategica. Guida pratica per un sano rapporto di coppia” di Davide Algeri, Valentina Guarasci, Simona Lauri in collaborazione con casa editrice Epc Editore

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Recensione de “La coppia strategica. Guida pratica per un sano rapporto di coppia” di Davide Algeri, Valentina Guarasci, Simona Lauri in collaborazione con casa editrice

Editore EPC
Data di pubblicazione 1° edizione 16 gennaio 2019
Copertina flessibile 112 pagine 

💛💛💛 LEGGETE LIBRI DI PSICOLOGIA E APPROFONDIMENTO?!? 💛💛💛

Davide Algeri, Valentina Guarasci, Simona Lauri hanno pensato di fornire, allora, nel loro libro La coppia strategica tutti gli accorgimenti necessari per vivere la vita di coppia al meglio in ogni sua fase, compresa l’eventuale rottura.

Gli autori dell’opera sono un gruppo di psicologi e psicoterapeuti di orientamento strategico breve e lavorano tra Milano, Prato e Camaiore come Valentina Guarasci. 

La prefazione del testo è ad opera di Luca Mazzucchelli, vicepresidente dell’Ordine degli Psicologi di Milano.

In La coppia Strategica: guida pratica per un sano rapporto di coppia gli autori si rivolgono idealmente alle neo-coppie. 

L’approccio è inizialmente teorico. 

Nella prima parte vengono presentate e illustrate le diverse fasi del ciclo di vita ideale nella coppia: simbiosi, differenziazione, sperimentazione, riavvicinamento e interdipendenza.

Due partner avranno una relazione tanto più sana, quanto più saranno in grado di vivere ogni fase serenamente e con consapevolezza fino alla fase più matura della vita di coppia, consapevoli che ogni rapporto va sempre mantenuto in evoluzione.

Più avanti vengono spiegate anche le dinamiche che portano una relazione ad essere disfunzionale, come, ad esempio, quelle coppie in cui uno dei due soffre di dipendenza affettiva o quelle nelle quali il partner è affetto da un’immaturità cronica.

Per arrivare al lettore e facilitare la comprensione del testo, le dinamiche disfunzionali sono accostate a personaggi del libro di J. M. Barry “Peter Pan”, quindi è descritta la nota sindrome di Peter Pan, ma anche quella di Wendy o Campanellino.

Il testo può essere utile a chi si avvicina per la prima volta all’argomento. 

A chi si chiede, magari, dove sbaglia sempre nelle relazioni e a chi vorrebbe avere degli strumenti per non commettere gli errori del passato nella relazione presente.

Il linguaggio con cui è scritto è molto semplice e la lettura risulta scorrevole. 

Originale l’idea di offrire consigli e suggerimenti per una vita di coppia felice e non già un protocollo per riparare una coppia in crisi!

Recensione de “Una storia straordinaria” di Diego Galdino in collaborazione con casa editrice Fanucci

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Recensione de “Una storia straordinaria” di Diego Galdino  in collaborazione con casa editrice

EditoreLeggereditore
Data di pubblicazione13 febbraio 2020
Copertina flessibile 208 pagine

Letto in un pomeriggio… perché dalle prime pagine ho capito che quella che avevo tra le mani era una storia speciale, di quelle che scaldano il cuore. 

Luca e Silvia sono due ragazzi come tanti che vivono vite normali, apparentemente distanti. Eppure ogni giorno si sfiorano, si ascoltano, si vedono. I sensi percepiscono la presenza dell’altro senza riconoscersi. 

Fino a quando qualcosa interrompe il flusso costante della vita: Luca perde la vista e Silvia viene aggredita in un parcheggio. 

La loro vita, sconvolta, li porta a chiudersi in un’altra realtà e il destino sembra dimenticarsi di loro. Eppure, due anni dopo la loro grande passione, il cinema, li fa conoscere per la prima volta e Luca e Silvia finiscono seduti uno accanto all’altra alla prima di un film d’amore. I due protagonisti, feriti dalle vicissitudini degli eventi passati, si ritrovano, così, loro malgrado, a vivere una storia fuori dall’ordinario. 

Una narrazione delicatissima, soave, ma al contempo ironica e incisiva. 

Galdino, con le sue parole, ci accarezza i sensi, ci rende partecipi da subito, Silvia e Luca diventano nostri amici. 

Un amore per Roma smisurato e il cinema, fanno da padroni in questa storia, le citazioni all’inizio di ogni capitolo sarebbero tutte da riportare per la loro bellezza. 

Ma l’amore può essere tanto potente da superare i confini dei nostri limiti e delle nostre paure? 

E il destino, quando trova due anime gemelle, riesce a farci rialzare e camminare insieme?

Il destino spesso ci sorprende, mettendo sul nostro cammino persone con cui saremmo dovuti partire insieme e che invece ci ritroviamo ad aspettare seduti da qualche parte. 

Perché il bello di una storia d’amore banale e scontatissima non è lieto fine, ma come ci si arriva.

PERCHÉ LEGGERLO??? Perché è Una storia straordinaria!!! Vi farà piangere di gioia e amare quello che avete… un libro che leggerete più volte… perché una volta è troppo poco! 

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

La Vita Ostile: Dice un poeta arabo: “la felicità non è una meta da raggiungere, ma una casa in cui tornare; non è davanti ma dietro; tornare non andare.” di Raffaele Mutalipassi

☕☕☕️  #segnalazionelibro ☕☕☕

In COLLABORAZIONE eBook con autore oggi vi presento questo romanzo: 

La Vita Ostile: Dice un poeta arabo: “la felicità non è una meta da raggiungere, ma una casa in cui tornare; non è davanti ma dietro; tornare non andare.” di Raffaele Mutalipassi

Lunghezza del libro 205 pagine
Data di pubblicazione 24 marzo 2020

La storia di una vita vissuta senza un attimo di tregua dalla metà del secolo scorso fino ai giorni nostri. Le vicissitudini del protagonista che da un piccolissimo paese del Cilento giunge a Roma con la propria famiglia nel pieno del boom economico degli anni Sessanta e che da lì parte per una grande avventura che lo porterà a lavorare come ingegnere in molti paesi in via di sviluppo.

Sulla soglia dei settanta anni, Raffaele ci porta con sé in un lungo viaggio a ritroso attraverso la rigorosa cronaca della propria esistenza. L’infanzia, i sogni di gioventù, la spensieratezza e il disagio giovanile, la disillusione, la disperazione, la paura, il coraggio dell’incoscienza, la libertà, la fuga continua, la solitudine, il distacco della vecchiaia e, infine, l’immenso dolore per la perdita del fratello minore. L’amore struggente per l’Italia e l’odio viscerale per gli italiani.

Un viaggio che rappresenta lo specchio di una generazione unica che a poco a poco sta scomparendo. La prima generazione cresciuta con la televisione che è stata artefice della più grande rivoluzione giovanile della storia dell’umanità con tutti gli stravolgimenti politici, culturali e sociali che ne sono conseguiti e che è stata poi protagonista della globalizzazione e dell’era digitale. E che infine è stata messa alla prova dalla più grande minaccia collettiva che il destino potesse riservarci in quanto la più esposta e la più colpita al tempo della prima pandemia globale della storia. Un momento, questo, che non ha eguali nella storia dell’umanità.

LINK PER L’ACQUISTO https://www.amazon.it/dp/B086B8FW49 

L’AUTORE 

Raffaele Mutalipassi nasce a Perdifumo in provincia di Salerno nel 1951. 

Subito dopo la sua famiglia si sposta a Salerno. Nel 1954 si ritrova a Valmontone (RM) da dove, nel 1962, si trasferisce a Roma. 

Qui trascorre un’adolescenza travagliata. Dopo aver abbandonato la scuola dell’obbligo, solo a diciotto anni consegue la licenza media. A venti si diploma geometra da privatista. 

A venticinque lavora come operaio in una filatura di Prato. Nel 1979 si laurea ingegnere.

Nel 1981 effettua la sua prima missione di lavoro in Somalia. Dopodiché accumula quasi quaranta anni di esperienza nella gestione, coordinazione e valutazione di programmi e progetti di cooperazione internazionale finanziati soprattutto dall’Unione Europea. 

Dal 2018 è pensionato residente in Bolivia, paese dove è nata la sua unica figlia.

1. Terzo Classificato al Premio Letterario Nazionale EMOZIONI 4° edizione – Anno 2020, sezione manoscritti editi.

2. Premio Speciale Romanzo Evocativo. Premio AMARGANTA 2020.

Recensione de “Layla” di Massimo Piccolo in collaborazione con autore

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LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre 

“Layla” di Massimo Piccolo in collaborazione con  autore

EditoreCuzzolin
Data di pubblicazione31 ottobre 2019
Copertina flessibile 390 pagine 

Mi accingo a raccontare questo romanzo a voi lettori come sempre con molta semplicità. Cinque ragazzi di un liceo di Napoli, una di questi Layla è appena arrivata a Napoli da Firenze, e malgrado la giovane ragazza abbia molta difficoltà ad instaurare un rapporto di amicizia con i coetanei vista la sua forte timidezza, (e non solo forse…) fa amicizia con la sua compagna di banco Sara, che la traghetterà in compagnia con altri amici, Marcel fidanzatino di Sara, ragazzo intelligentissimo con un suo blog che ama smascherare ogni tipo di credenza popolare ricorrendo alla scienza, Pisto migliore amico di Marcel ragazzo di intelligenza brillante più in là ci sarà pure Bianca a far parte del gruppo di ragazzi. 

I giovani si muoveranno in una Napoli priva di cliché, una Napoli contemporanea con scorci della città nella narrazione veramente godibili. A tratti Layla manifesterà delle paure che incuriosiranno molto il lettore, sarà solo timidezza quella di Layla? 

Oppure nella vita della ragazza c’è altro che lei nasconde agli amici? 

Il notaio, suo padre, è un buon padre? 

Oppure in quella famiglia c’è qualcosa di ambiguo!? 

Queste sono le domande che nello scorrere della narrazione cominceremo a farci e che ci terranno sempre per così dire (sulla corda…). C’è poi un’alternanza di racconto che va dall’esoterismo alla magia nera sotto forma di racconti di vita di una signora la cosiddetta (Sposa vergine) una donna molto bella che a volte ci narrerà i suoi incontri con persone, infatti, che di “normale“ hanno ben poco… sarà lei una persona dotata di qualche sensibilità in più che viene interpellata per aiutare gli altri? 

Considerato che non chiede soldi… oppure si tratta di altra cosa che forse scopriremo più in là..??? 

Tutto questo ci farà rimanere incollati al libro, per cercare una qualche spiegazione a tutto ciò. Nel finale però dopo aver puntato tutto per capire come stanno veramente i fatti, a  mio parere non ci sono sufficienti ragguagli sulla vera identità della vicenda… 

Con dispiacere ho dovuto ammettere che non tutto è stato chiarito, ho pure riletto le ultime pagine per vedere se mi era sfuggito qualcosa, ma direi che molto probabilmente manca qualche tassello.

4/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Il sogno” di Franck Thilliez

#GDLTHRILLERCAFFE 

Buongiorno cari amici lettori, per la tappa di novembre del GᖇᑌᑭᑭO ᗪI ᒪETTᑌᖇᗩ #gdlthrillercaffe organizzato da me abbiamo letto:

Il sogno di Franck Thilliez 

EditoreFazi 
Data di pubblicazione2 luglio 2020
Lunghezza del libro600 pagine 

☕☕☕ VI PIACE THILLIEZ?? QUALI DEI SUOI LIBRI AVETE LETTO??!! ☕☕☕

«Un thriller perfettamente architettato, che spiazza il lettore con una serie di colpi di scena impossibili da prevedere. Franck Thilliez è davvero un maestro».

Un’altra opera geniale di Thilliez! 

Dopo aver letto IL MANOSCRITTO avevo grosse aspettative per quest’ultimo romanzo dell’autore e devo dire che non sono state deluse… ma anzi confermate! 

Se non fosse per le sue cicatrici e le strane foto che tappezzano le pareti del suo ufficio, si direbbe che Abigaël sia una donna come le altre. 

Se non fosse per i momenti in cui sprofonda nel mondo dei sogni, si giurerebbe che dica il vero. 

Ma Abigaël, la psicologa che tutti si contendono per risolvere i casi criminali più intricati, soffre di una grave narcolessia che le rende tutto più difficile. 

Spesso per lei il confine tra sogno e realtà si confonde, ed è costretta a ricorrere a bruciature e tatuaggi per assicurarsi di essere sveglia e che quello che vede stia realmente accadendo. 

L’indagine a cui sta lavorando insieme al fidanzato poliziotto Frédéric riguarda un rapitore seriale di bambini, Freddy. 

I piccoli scomparsi finora sono tre, a quattro mesi di distanza l’uno dall’altro. Ogni rapimento viene annunciato con uno spaventapasseri che indossa gli abiti del bambino rapito precedentemente. 

Intanto, Abigaël è l’unica sopravvissuta a un terribile incidente d’auto di cui non ricorda nulla e dove hanno perso la vita suo padre e sua figlia. 

Presto capirà che molte cose di quell’episodio non tornano. E si renderà conto che Freddy sa più di quanto dovrebbe. E non è il solo. 

Ma per Abigaël il nemico più pericoloso rimane uno: se stessa.

Ho apprezzato tantissimo l’approfondimento dell’autore sulla narcolessia e cataplessia, malattie che tutt’oggi ci rimangono quasi sconosciute… 

Invero vi riporto queste nozioni mediche: 

“La Narcolessia colpisce circa 1 persona su 2000 (0.05% della popolazione) con distribuzione simile nei due generi. Usualmente l’inizio della sintomatologia è nell’adolescenza. Tuttavia alcuni studi hanno suggerito che i sintomi possono iniziare già nell’età infantile (2-3 anni) o più tardi tra i 25-40 anni. E’ tendenzialmente sotto diagnosticata in tutto il mondo e generalmente si ha un ritardo nella formulazione della diagnosi di circa 10 anni, dopo l’inizio dei sintomi.”

Il romanzo di Thilliez è un sogno dentro un sogno, spietato, perverso, malato e geniale. 

Una escalation verso la follia… 

E se il carnefice fosse stato sempre vicino a lei… ? Di questo si convincerà il lettore verso la fine del libro.

Una lettura al cardiopalma, non dormirete la notte… 

E poi in epilogo troviamo addirittura un ulteriore enigma: un codice di 7 cifre per leggere il Capitolo 57 che manca nel libro!

Non mi resta che augurarvi una buona lettura!!!

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Zoo” di Paola Barbato

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Recensione de “Zoo” di Paola Barbato

GDL #toctoccileggiamo

EditorePiemme
Data di pubblicazione03 giugno 2019
Copertina flessibile 448 pagine

Immagina di risvegliarti da una notte senza sogni e di ritrovarti sdraiata su una superficie fredda e dura, i vestiti del giorno prima ancora indosso e nessun ricordo delle tue ultime ore. Intorno a te solo un buio spesso a cui lentamente lo sguardo si abitua. 

Cominci a intravedere delle sbarre alla tua sinistra. Non può che essere un incubo, tra poco sarai nella tua stanza, avvolta nelle soffici lenzuola di casa e la vita riprenderà come prima. 

Questo non è ciò che accade ad Anna, che in quella gabbia, tra quelle sbarre, in un capannone pieno di gabbie simili alla sua e di persone come lei, si risveglia per davvero. 

Da quell’istante inizia una lotta contro chiunque l’abbia presa, una guerra impari perché Anna non ha altre armi che la sua rabbia e la nudità a cui a poco a poco è stata costretta per combattere contro chi detiene il potere, qualcuno che nessuno ha mai visto, ma la cui presenza si avverte in ogni centimetro di quel luogo spaventoso, di giorno e di notte. Spetterà a lei, circondata da persone diversissime, alcune rese folli dal macabro gioco, altre succubi di un Lui dai tratti sempre meno sfumati, decidere se giocare o lasciarsi morire.

Zoo è un crescendo di ansia, dolore fisico e distruzione psicologica dei suoi personaggi che subiscono vere e proprie privazioni e torture. 

In poche pagine siamo già precipitati nell’incubo di Anna, viviamo la sua prigionia, la sua ricerca di una via di fuga e la brama di scappare o uccidersi, piuttosto che accettare una vita in cattività.

Con una scrittura sublime, Paola Barbato, regina indiscussa del thriller, riesce a raccontare magnificamente una situazione estrema, rivelando la straordinaria e terribile capacità di adattamento dell’essere umano, che riesce a sopravvivere a tutto, o quasi.

Tutto il romanzo ha la soggettiva della protagonista. L’autrice approfondisce con la sua scrittura lineare e vivace quello che Anna fa, avverte, progetta, in una costruzione che prende forma pagina dopo pagina, tassello dopo tassello, e che intreccia i pensieri e le azioni in un arabesco che sembra difficile immaginare in un’unità di spazio minuscola quale può essere quella di un carrozzone da circo. Eppure l’autrice riesce a tenere incollato il lettore alla pagina in un continuo andirivieni di adrenalina e tensione, fino all’epilogo finale.

Zoo è duro, spietato, sia con i suoi protagonisti che con i lettori. I prigionieri, che nella vita oltre le sbarre erano uomini e donne “normali”, si trasformano, lasciando libere tutte le piccolezze e le brutture dell’essere umano, squarciando il velo delle convenzioni sociali e rivelando caratteristiche di bestialità e ferocia superiori a quelle di qualsiasi altro animale.

Attendo con ansia di leggere gli altri due volumi della trilogia che chiuderanno il folle cerchio. 

4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “So chi sei” di Elisabeth Norebäck

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Recensione de “So chi sei” di Elisabeth Norebäck

EditoreNORD 
Data di pubblicazione13 settembre 2018
Copertina rigida 382 pagine

Tutti hanno deciso che sono matta.  E hanno ragione.  Sono completamente fuori di cervello.

Un thriller psicologico tutto al femminile, parte in sordina ma è, vi assicuro, una escalation di paura e follia… 

I capitoli sono molto brevi con POV dei personaggi principali: Stella, Isabelle e Kerstin. 

Ambientato nei dintorni di Stoccolma, con nomi improponibili di paesi e località che non riesco a pronunciare figuriamoci a ricordare. 

“Ventun anni fa, la mia vita è stata rasa al suolo, ma io l’ho ricostruita. 

Non devo dimenticarmene. Ho scelto di vivere. Non potevo fare altrimenti: l’unica alternativa era la morte, un passo che non riuscivo a compiere.”

Stella Widstrand è una stimata psicoterapeuta. Ha una bella casa, una famiglia amorevole, una vita felicemente normale. Un giorno, però, una nuova paziente entra nel suo studio e, in un attimo, Stella torna a vent’anni prima, sulla spiaggia dov’era scomparsa Alice, la sua figlioletta di poco più di un anno. All’epoca, la polizia aveva concluso che la bambina era riuscita a raggiungere il mare ed era annegata, sebbene il corpo non fosse mai stato ritrovato. 

Nel fondo del suo cuore, però, Stella non ha mai creduto alla versione ufficiale e, adesso, ne è convinta: quella ragazza dai lunghi capelli neri è Alice. Una madre lo sa. Sa chi è sua figlia. E, per dimostrare di avere ragione, Stella è pronta a fare qualsiasi cosa. 

Anche a mettere a rischio la propria carriera. Anche ad affrontare oscuri segreti del passato e a camminare in bilico sul baratro della follia. Perché il confine che divide speranza e ossessione è sottile come un filo invisibile… 

Isabelle Karlsson ha dovuto lottare a lungo per avere il permesso di frequentare l’università a Stoccolma. Se fosse dipeso solo da sua madre, sarebbe rimasta per sempre nel paesino in cui è nata e cresciuta. Isabelle era quindi lontana da casa quando il suo adorato padre è morto all’improvviso, e al dolore si è sommato lo sconcerto nel momento in cui la madre le ha rivelato che non era lui l’uomo che l’ha concepita. 

Confusa e arrabbiata, Isabelle decide di rivolgersi a una psicoterapeuta per essere aiutata a fare chiarezza nella sua vita. 

Tuttavia Isabelle non può sapere che entrare nello studio della dottoressa Stella Widstrand scatenerà una serie di eventi che la travolgerà… 

Kerstin ha dedicato la sua esistenza alla figlia Isabelle, ha sacrificato tutto per crescerla al meglio e per farsi amare. 

E adesso non può permettere che un’altra donna si avvicini troppo a lei…

4,25/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Il Messaggero” di Lois Lowry

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Recensione de “Il Messaggero” di Lois Lowry

EditoreGiunti Editore 
Data di pubblicazione 8 febbraio 2012
Lunghezza del libro208 pagine 

Letto insieme al gruppo di lettura #gdldistopici

E siamo al terzo volume della saga della Lowry composto da 4 libri. 

Quando Matty è arrivato al Villaggio sei anni prima era un ragazzino inquieto e ribelle che amava definirsi “la Belva fra le Belve”. 

Ora è cresciuto sotto la guida del cieco Veggente ed è pronto per l’assegnazione del suo vero nome: “Messaggero”. 

Ma qualcosa nel Villaggio sta cambiando: da quando al mercato si barattano i sentimenti con effimeri beni materiali, la comunità è diventata improvvisamente ottusa e caparbia. La società utopica che un tempo amava accogliere tutti i rifugiati e i derelitti sta innalzando un muro di isolamento. 

Matty è uno dei pochi capaci di districarsi nel fitto della Foresta e il suo compito ora è quello di portare il messaggio del drastico cambiamento ai paesi vicini e convincere Kira, la figlia del veggente, a tornare con lui al Villaggio, prima che sia troppo tardi. 

Ma la Foresta, che gli è sempre stata amica, si è rivoltata contro di lui, animata da una forza oscura e senziente, e Matty si trova a fronteggiare il pericolo armato solo di un nuovo potere che ancora non riesce completamente a gestire e a comprendere.

La Lowry ha l’abilità di descrivere in modo schietto, crudo e fin troppo realistico la realtà della società odierna, dei problemi che ci sono ora e che ci saranno anche nel futuro… una società alla ricerca della stabilità e del benessere, con insidie pericolose, come la Foresta in questo romanzo, che rappresentano le paure delle persone e le difficoltà che si hanno al giorno d’oggi.

Ora attendo di leggere l’ultimo libro che conclude la saga: Il figlio, per raccogliere le idee e tirare le somme. 

3,5/5 ⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Poirot e il mistero di Styles Court” Agatha Christie

#ReadChristie2020

Novembre: una storia ispirata dagli eventi nella sua vita. 

Per la tappa di novembre della #challenge organizzata da @officialagat… testimonial @radical… e @libriamo… ho scelto:

Poirot e il mistero di Styles Court

Agatha Christie 

Lunghezza del libro 100 pagine 
Data di pubblicazione 1920 

 CHE ROMANZO AVETE SCELTO DELLA CHRISTIE PER LA TAPPA DI NOVEMBRE?!? 

Se penso che è il primo romanzo della Christie stento a crederci!!! 

È incredibile, perfetto, godibile. 

Una trama intricatissima e che esalta l’intelligenza della Christie e la sua conoscenza in materia di veleni ☠️ 

Poirot a Styles Court (titolo originale The Mysterious Affair at Styles, tradotto in Italia anche col titolo Poirot e il mistero di Styles Court) è il primo romanzo poliziesco di Agatha Christie, scritto nel 1916 durante la Prima guerra mondiale, quando la futura scrittrice prestava la sua opera come infermiera.

Nel romanzo fa la sua prima apparizione il celebre personaggio Hercule Poirot, un ex funzionario della polizia belga ormai ritiratosi dall’attività e rifugiatosi in Inghilterra a causa della Grande Guerra. Egli sta soggiornando vicino alla casa di Emily Inglethorp, che lo sta aiutando ad inserirsi nell’ambiente. Il suo amico Arthur Hastingsarriva nella casa come ospite. Quando la donna viene uccisa, Poirot usa le sue doti investigative per risolvere il mistero del delitto.

Poirot fa la sua prima apparizione in questo romanzo e ci viene presentato così: 

“Poirot era un ometto dall’aspetto straordinario. Non arrivava al metro e sessantacinque ma aveva un portamento molto fiero.

Aveva la testa a forma di uovo, e la teneva sempre inclinata di lato. I baffetti erano rigidi e militareschi. La sua accuratezza nel vestire era quasi incredibile. Credo che un granello di polvere gli avrebbe dato più fastidio di una ferita d’arma da fuoco. 

Eppure quell’eccentrico elegantone di piccola taglia che, mi dispiacque notare, adesso zoppicava, era stato a suo tempo uno dei più famosi funzionari della polizia belga. 

Come investigatore, il suo fiuto era stato straordinario, e aveva all’attivo numerosi successi, essendo riuscito a risolvere i casi più complicati.”

Poirot a Styles Court nasce per una fortunata scommessa, essendo stata l’autrice sfidata dalla sorella maggiore a scrivere un libro giallo che fosse pubblicabile.

Agatha Christie terminò la stesura del romanzo – redatto per la maggior parte a Dartmoor – nel 1916, ma lo inviò senza successo a Hodder and Stoughton e Methuen; dopo aver tenuto per mesi il manoscritto, l’editore londinese John Lane, cofondatore della casa editrice Bodley Head, decise finalmente di pubblicare il libro, a patto che fossero apportate lievi modifiche al capitolo 12. 

L’idea di concentrare tutto il principio attivo di un medicinale in un’unica somministrazione oltre che ingegnosa è anche verosimile. Alcuni anni dopo la pubblicazione del romanzo, un atto criminoso venne realizzato proprio con questo sistema…. QUINDI ATTENZIONE ⚠️

Recensione de “Aspettando Natale. Una storia di cucina e famiglia fra Emilia e Toscana” di Clio Petazzoni

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Recensione de “Aspettando Natale. Una storia di cucina e famiglia fra Emilia e Toscana” di Clio Petazzoni 

EditoreEuropa Edizioni
Data di pubblicazione4 dicembre 2019
Copertina flessibile 124 pagine

Il mio pensiero vola, non ha confini, sa stare lì nascosto in quel luogo paradisiaco, ma sa anche andare lontano, sa ricordare, sa creare ed immaginare. 

La mia mente è la mia compagnia e sto bene con lei perché sogna, sogna sempre, di notte quando dorme ma anche di giorno se non la tengo a freno. È come un palloncino con un lungo filo che mi vuole scappare dalle mani e mi vuole portare via con sé, è così irrequieta e disubbidiente che l’ho dovuta legare al mio polso come si fa al Luna Park per non farlo volare via.

Credo che scrivere una biografia e raccontare della propria infanzia e pre adolescenza sia veramente molto molto difficile più che scrivere un romanzo, perché mettersi a nudo in un libro e rivivere le emozioni che hanno caratterizzato la nostra fanciullezza e ci hanno portato ad essere quello che siamo sia veramente un atto importante. 

Clio è entrata nella mia vita per caso, in punta di piedi presentandomi il suo libro… dalla  dolcezza delle sue parole e dalla gratitudine che sprigiona mi sono resa conto di aver incontrato una persona veramente straordinaria. 

L’essenza stessa di questo libro è la gioia di vivere, la gratitudine nei gesti quotidiani, la buona cucina, uno spaccato di vita degli anni ‘70 in Italia.

Genitori vecchio stile, a volte molto ingombranti e, differenze, tante, tra maschi e femmine. 

“Mi chiamo Clio, ho nove anni e sono una bimba buona ed educata e dove mi mettono sto, anche per ore. Si possono anche dimenticare di me ma mi ritrovano sempre dove mi hanno messa, lì a pensare a fantasticare. 

La mia mamma, di cui sono innamorata, mi ha dato un nome che fa sgranare gli occhi e aprire le orecchie a tutte le persone.

Ci sono tanti nomi belli e facili da scegliere, ma proprio Clio mi ha chiamata! Nome sconosciuto! È un nome troppo difficile per una bambina e poi è troppo duro, finisce con la <<O>>, da maschio.”

Essere femmina, con un fratello maggiore, vedersi negate tante libertà, portano un giorno Clio a decidere di fare un gesto estremo: chiudersi in bagno e con un paio di forbici dare un taglio netto ai capelli, tagliare la sua treccia lunghissima… vuole avere i capelli corti, vuole essere un maschio, vuole essere libera.  

Ma scoprirà ben presto che questo gesto non è sufficiente, l’indipendenza dovrà guadagnarsela piano piano, con astuzia, con intelligenza. 

Se nella prima parte conosciamo la Clio bambina, nella seconda parte l’autrice ci parla di lei donna, di suo marito Bruno che lei ama tuttora alla follia, delle scelte difficili che ha dovuto fare, dei tragici lutti che hanno coinvolto la sua famiglia. 

Questo libro è un viaggio anche nella cucina italiana, il piacere del mettersi a tavola tutti insieme, il rito della preparazione di ricette tramandate da generazioni, la generosità della cucina emiliana, con gli immancabili cappelletti fatti a mano. 

Un libro molto toccante, dove la situazione femminile di quegli anni fa da padrona…

“Ma perché mio padre non si fidava di me? 

So di essere una femmina, ma anch’io mi meritavo la sua fiducia. Possibile che non mi conosca? Che non mi dia più libertà solo per un principio di tradizioni? Quelle tradizioni stavano cambiando perché noi, eravamo cambiati. Il mondo era cambiato. Voglio vivere da ragazza del mio tempo. Ci sono tante cose nuove da scoprire. Il mondo è rimasto fermo a lungo, troppo a lungo, ed ora sta cambiando con una velocità mai vista prima, ma lui sembra non accorgersene. Sì, sono una femmina, ma per questo, non mi sento inferiore ai maschi. Voglio la mia indipendenza. La mia libertà. La mia uguaglianza nei diritti. Non sono sola nei miei pensieri, sento attorno a me che sono tante le ragazze, le donne, le mogli che sentono le mie stesse esigenze.”

Una scrittura semplice ma diretta, le parole arrivano, e vanno dritte per la loro strada, libere… lo consiglio a tutti!!

4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️