Recensione de “Lettera alla sposa” di Licia Allara in collaborazione con autrice

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LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre 

Recensione de “Lettera alla sposa” di Licia Allara in collaborazione con autrice

EditoreEuropa Edizioni
Data di pubblicazione1 aprile 2019
Copertina flessibile 115 pagine

Amici lettori, 

mi accingo a fare questa recensione, con un po’ di emozione ma comunque di getto, per cercare di far passare le mie sensazioni. 

La scrittrice ci mette in evidenza che l’immergersi nelle aspettative altrui, acconsentire, per comodità, per non rischiare di deludere gli altri, vuoi per affetto o per insicurezza nostra, alla fine però farà sì, che mai saremo persone centrate, mai avremo ascoltato il nostro vero sentire quello animico! Addirittura penseremo che siano le nostre stesse aspettative, quelle che viviamo, se non impariamo ad ascoltare il nostro intimo sentire, non prenderemo coscienza di ciò che accade. Licia Allara narra di un matrimonio, un matrimonio perfetto, pensato e organizzato, fin nei minimi particolari. 

Il giorno del matrimonio perfetto arriveranno il fioraio, l’organista, e tanti invitati, tutti molto eleganti! 

La nostra autrice si soffermerà su alcuni di loro, per raccontarci le loro vite, dall’infanzia fino al momento della partecipazione, e, con la sua scrittura semplice e fluida entrerà nella loro essenza, non nell’immagine che danno, al mondo di sé. 

L’inganno, che queste persone fanno al mondo, lo faranno soprattutto a se stesse in quanto non consapevoli di vivere la vita, che in qualche modo, è già stata programmata da altri. 

La vita ogni tanto ci verrà incontro, ma avendo tacitato il nostro sentire interiore abitualmente, non sapremo neppure cogliere l’attimo e riconoscere l’opportunità. 

Questo libro ci lascia qualche lezione di vita, non dobbiamo interferire nelle vite altrui, ma neanche permettere che nessuno entri nella nostra vita a tracciare il nostro cammino, anche se a volte tutto ciò è fatto per affetto. 

La nostra vita va vissuta, magari con qualche errore, che impareremo a correggere! 

“Leggeva molti libri, vedeva molti film, si emozionava sui libri, piangeva al cinema, ma che quelle emozioni potessero entrare a far parte di una vita reale, della sua vita, questo è un pensiero che non ebbe mai”. 

Questo libro è molto consigliato!!

Ci porterà a fare un giro introspettivo, nel nostro sentire …! Grazie Licia Allara 

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de Il filo rosso di Paola Barbato

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Recensione de “Il filo rosso” di Paola Barbato

GDL #toctoccileggiamo

EditorePiemme
Data di pubblicazione4 giugno 2019
Lunghezza del libro 384 pagine

“È un filo sottile, il dolore. Un filo rosso. E ci lega, ci stringe, penetra così a fondo che ci dimentichiamo di averlo dentro. Curiamo le cicatrici, come se fossero quelle il male. Poi un giorno, improvvisamente, il filo si tende, strappa tutto, apre la pelle. E se lo segui, se guardi dove va a finire, va a finire dentro a un altro. Un altro come te. Un altro che lo sa.”

Anche in questo thriller la Barbato ci prende le viscere e le attorciglia, tanto è forte il suo romanzo, la trama, i personaggi. 

Ti entrano sotto la pelle e la lacerano. 

I temi trattati dalla Barbato sono sempre molto attuali purtroppo, attraverso le sue opere in fondo, ci accorgiamo di quanto sia malato il nostro mondo. 

La parte finale de Il filo rosso, soprattutto per chi è genitore, vi avviso, è devastante. 

Antonio, il protagonista, un padre al quale hanno stuprato e ucciso la figlia di solo 13 anni. 

Senza mai rientrare nella casa dove era stata massacrata la figlia, senza mai visitare la sua tomba al cimitero, senza un contatto con sua moglie o con tutto quello che era stato. Per cinque anni aveva funzionato…

“Era stato un lavoro lungo e meticoloso, la costruzione di un ingranaggio perfetto, una macchina inutile fatta coi resti di qualcosa che non esisteva più, ma che, se ben oliata e supervisionata, funzionava a meraviglia. 

Una parte del suo cervello era rimasta chiusa, esiliata in un compartimento stagno, le azioni che in qualche modo avrebbero potuto ricordargli qualcosa si erano trasformate in automatismi. Aveva abbassato tutti gli interruttori, fatto buio in sé…”

Ma un giorno un cadavere rinvenuto nel suo cantiere ma, soprattutto, un messaggio alla sua porta: 

UNO IN MENO

Da qui Antonio entrerà in una spirale senza via d’uscita. 

“C’era una ragione per continuare a vivere. Una ragione sola. Ma bastava.”

Un thriller magistrale. Molto consigliato

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Complotto mortale” di Tony Kent in collaborazione con casa editrice Solferino

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LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre 

Recensione de “Complotto mortale” di Tony Kent in collaborazione con casa editrice

EditoreSolferino
Data di pubblicazione6 giugno 2019
Copertina flessibile 469 pagine 

Un autore che è alla sua prima opera può tenerti incollato ad un libro? Ebbene la risposta è sì cari amici lettori! 

Che dire di questo autore che è al suo primo lavoro? Dire bravo mi sembra riduttivo, vi assicuro, amici lettori che se leggerete il libro di Tony Kent, la penserete come me. 

Egli ci conduce attraverso una trama, veramente articolata, complicata, che per l’appunto, come dice il titolo dell’opera, un complotto mortale, accompagnandoci con la sua scrittura fluida a sbrogliare la matassa.

Nella trama, a mio parere, molto interessante, troveremo la politica e la manipolazione che purtroppo usano, molti politici e non!!

Incuranti del male che procureranno agli altri esseri umani, avranno come unico obiettivo, quello di raggiungere i loro scopi, non esiteranno a corrompere, ahimè, ad uccidere anche molte persone, per ottenere il potere! Questa storia è inventata, ma purtroppo come ben sappiamo, a volte la realtà non si discosta di molto! 

Noi cari lettori però continueremo a pensare e sperare che certe cose succedono solo nei romanzi thriller per l’appunto. 

Tutto accade a partire da un attentato , compiuto da quello che fino ad allora era stato un integerrimo professore universitario. In una piazza affollata c’è un palco, sul palco ci sono due politici, uno il Primo Ministro britannico l’altro il presidente degli Stati Uniti. 

Il killer sparerà un intero caricatore contro i due nel palco, uno morirà e uno resterà ferito.  Domanda: perché un tranquillo professore universitario avrà deciso di uccidere? Chi effettivamente era la vittima designata? 

L’Intrigo partirà da qui! Vicino al palco si trovano pure una giornalista e il suo cameramen, erano lì unicamente per fare il loro lavoro, e resteranno purtroppo coinvolti nel complotto, come tutti quelli che da qualche punto di vista avranno a che fare con l’attentato.

Ora l’attentatore verrà immediatamente catturato e trasferito in un carcere, dove sarà l’unico detenuto. La giornalista e il suo cameraman si recheranno fuori dalla prigione dove hanno saputo esserci l’attentatore, mimetizzati aspetteranno ore per cercare di avere notizie sul fatto al fine di poter essere i primi a divulgare notizie inerenti all’accaduto.

Purtroppo per loro vedranno qualcosa che non avrebbero dovuto vedere, in quanto è già chiaro che c’è un tentativo di insabbiamento sul reale accaduto.

Da lì partirà una caccia per catturare i due senza esclusione di colpi e tutti quelli che in qualche modo avranno capito che le notizie date dai media non corrispondono con quello visto, dovranno lottare per difendere la loro stessa vita.

Chi ha architettato il tutto non vorrà che saltino i disegni malvagi programmati. 

Vi garantisco che è assolutamente avvincente! Se il libro è bello il finale è mozzafiato strepitoso a mio parere!

E all’autore mi sento di dire, se alla tua prima opera scrivi così… Non ci resta che aspettare il tuo prossimo lavoro, magari riuscirai a stupirci ancora con la tua bravura! 

Molto consigliato per gli amanti del thriller. 

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “L’ipotesi del male” di Donato Carrisi

Letto insieme al #gdlcarrisi

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Recensione de “L’ipotesi del male” di Donato Carrisi

Letto insieme al #gdlcarrisi… Per partecipare contattare me o @libriamociblog

EditoreLonganesi 
Data di pubblicazione 29 aprile 2013
Lunghezza del libro414 pagine 

“TI PIACEREBBE UNA NUOVA VITA??”

“Hai mai desiderato scomparire?

C’è una sensazione che tutti, prima o poi abbiamo provato nella vita: il desiderio di sparire. 

Di fuggire da tutto. 

Di lasciarci ogni cosa alle spalle. 

Ma per alcuni non è solo un pensiero passeggero. Diviene un’ossessione che li divora e li inghiotte. Queste persone spariscono nel buio. Nessuno sa perché. Nessuno sa che fine fanno. 

E quasi tutti presto se ne dimenticano.”

Che dire di questo secondo libro di Carrisi con protagonista Mila Vasquez, sicuramente mi ha preso molto di più de “Il suggeritore“.

Divorato in pochi giorni, con un finale da brivido. 

Qui invece che il Suggeritore il cattivo è chiamato “il signore della buonanotte”. L’ipotesi del male: il bene di alcuni coincide sempre con il male di altri, ma è valido anche il contrario. 

“L’ipotesi del male era una sintesi stupefacente di ciò che vedeva ogni giorno come poliziotta. Ma spiegava anche tante cose di lei. 

È dal buio che vengo, ed è al buio che ogni tanto devo ritornare.”

Questo thriller parla di persone scomparse che ritornano… E ritornano per uccidere. 

Mila li chiamava i predestinati. 

Sono passati sette anni dal caso de “Il suggeritore“ e sono cambiate diverse cose. Mila ora lavora nel “Limbo“, ovvero un dipartimento quasi disconnesso dal resto della polizia, dove si cercano le persone scomparse.

Pur essendo con la stessa protagonista, questo romanzo può essere letto tranquillamente anche senza aver letto il libro precedente. 

Certo sicuramente certi piccoli dettagli vi sfuggiranno.

Lo consiglio vivamente. 

4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “Il caffè dell’amore” di Paoletta Maizza in COLLABORAZIONE eBook con autrice

📌📌📌 RECENSIONE 📌📌📌

Il caffè dell’amore” di Paoletta Maizza in COLLABORAZIONE eBook con autrice

Data di pubblicazione 17 dicembre 2019
Lunghezza del libro 412 pagine 

Letto insieme a @liberileggendo e il GDL #ilcaffedellamore

☕☕☕️ AVETE MAI AVUTO UNA SECONDA OCCASIONE? L’AVETE COLTA AL VOLO? ☕☕☕

“Siete pronti a conoscere il senso della vita? Venite con me… Sto per andare al Caffè dell’amore e scegliere quello più adatto a me.”

Buongiorno cari amici lettori, ci vorrebbe nella vita una Anna per tutti noi, la protagonista di questo romance, che ci prepari ogni giorno i suoi caffè magici. 

Eh già, perché pare che bevendo i suoi caffè avvenga una magia, ne ha inventato di tanti tipi, lei adora il caffè e adora la sua famiglia che possiede questa caffetteria in Puglia, che si chiama appunto: “Il Caffè dell’amore“.

Mi è piaciuto veramente molto questo romanzo… Tanto da non rispettare le tappe del GDL e leggerlo tutto d’un fiato in due giorni! Spero che Rosalba non mi bacchetterà… 😅😅😅😅

In questo romance dai tratti delicati e, con l’amore sempre al primo posto, la Maizza ci porta nella sua splendida Puglia, dove il cielo è sempre limpido e l’aroma del caffè sembra uscire dalle pagine per giungere fino a noi. 

La narrazione è in prima persona di Anna, la protagonista, e sono presenti continui flash back che ci portano indietro all’ultimo anno del diploma e successivamente all’università frequentata da Anna, quindi conosceremo pure le vicende del passato di 10 anni prima.

L’unico neo sono gli innumerevoli refusi presenti nel testo… Consiglierei la rilettura e la ripubblicazione del romanzo all’autrice.

“Il sapore del caffè ha un certo non so che di evanescente e concreto allo stesso tempo. Assaporandolo si riesce a percepirne la dualità nascosta ed io sono stata capace di tirarne fuori la magia per regalarla a chi mi sta vicino e intorno. 

È stato un puro caso il mio.”

Nel complesso un romanzo dolce, delicato, nel quale l’amore trionferà, una lettura molto piacevole. 

Lo consiglio!

3,5/5 ⭐️⭐️⭐️

INTERVISTA a Marco Pirati di Tantilibriecaffe

✔️ Prima di tutto parlaci un po’ di te: qual è il tuo lavoro, le tue passioni, i tuoi interessi?

Di lavoro faccio il consulente aziendale ma la scrittura è sempre stata una mia passione, insieme alla lettura e alle serie tv. Mi piace la possibilità di visitare il mondo dell’autore ed esplorare nuovi pensieri ed emozioni.

✔️ Parlaci del tuo romanzo “Mr. Mistero”… perché lo definisci l’erede del piccolo principe?!

Perché ne ho preso, diciamo così, il testimone. Se il piccolo principe è la luce, Mr. Mistero è l’ombra dentro ognuno di noi. Sentivo la necessità di continuare l’esplorazione interiore iniziata dal piccolo principe e proseguire in regioni più cupe dell’animo umano. E’ come se avessi proseguito, con un nuovo personaggio, il sentiero tracciato dal suo autore.

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Amo molto leggere. Ho letto tanti generi diversi e tanti autori che mi sono piaciuti molto. Sceglierne uno in particolare è difficile. Paulo Coelho è sicuramente tra i miei preferiti.

Dino Buzzati è eccezionale. Tra i giovani contemporanei, Nicolò Targhetta del blog Non è successo Niente, che ha molto talento. 

Non ho un genere preferito. Ma ne ho uno che non sopporto: il fantasy. Quello con i draghi, i popoli, la storia politica. Amo i racconti brevi e le storie d’amore non banali, per citare dei titoli: “Cime Tempestose” di Emily Bronte e “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” di Enrico Brizzi.

✔️ Qual è il motivo principale per cui scrivi e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Scrivo perché mi aiuta a vedere il mistero e la meraviglia che ci circonda ogni giorno. Meraviglia e mistero che voglio trasmettere ai lettori. 

Pensiamo di sapere tutto ma la verità è che siamo circondati da una giustizia e una bellezza che non sappiamo spiegare. Come un pirata per mare, voglio accompagnare il lettore nella magia quotidiana per scoprire la verità su noi stessi e il mondo. 

A volte è meraviglioso, a volte può fare male. Ma è un’avventura che dona significato alla vita.

✔️ Hai in cantiere o stai pensando di scrivere un altro romanzo?!

Si! In Mr. Mistero mi sono concentrato sul legame con se stessi e sul percorso verso la libertà interiore. Nel romanzo successivo vorrei esplorare i punti di vista femminili, con una protagonista femminile e una tematica legata di più alle relazioni uomo-donna.  Solo che, essendo uomo, mi ci vorrà ancora molto tempo e ricerca prima di poter scrivere qualcosa di valido.

RECENSIONE de La scomparsa di Stephanie Mailer di Joël Dicker

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La scomparsa di Stephanie Mailer di Joël Dicker

EditoreLa nave di Teseo
Data di pubblicazione4 luglio 2019
Copertina flessibile 708 pagine

“Tutto è connesso ma niente è collegato. Questa storia mi sembra un rompicapo.“

Che dire cari amici lettori, 

quando si finisce un libro di Dicker resta sempre una certa malinconia perché sono opere talmente straordinarie che vorresti durassero per sempre. 

Questo è il terzo libro che leggo dell’autore dopo “La verità sul caso Harry Quebert” e “Il libro dei Baltimore.”

Letto insieme al mio gruppo di lettura #gdlthrillercaffe

Raramente ho trovato un libro così machiavellico, tantissimi personaggi (calcolate che alla fine del libro ci sono tre pagine con i nomi dei protagonisti e coprotagonisti e la loro collocazione) e oltretutto una trama intricatissima con continui flashback temporali (ci si sposta continuamente dal 1994 al 2014). 

Dicker ama giocare con i suoi lettori e tenerli incollati letteralmente alle sue opere. 

Due poliziotti che, poco prima della pensione, si rendono conto che 20 anni prima hanno arrestato il colpevole sbagliato… un vaso di Pandora che all’improvviso si scoperchia e da lì non si potrà più tornare indietro. 

Un libro che assolutamente non dovrà mancare tra le vostre letture, lo consiglio tantissimo. 

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Shalis” di Claudio Bolle in collaborazione con autore

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Recensione de “Shalis” di Claudio Bolle in collaborazione con autore

Data di pubblicazione11 luglio 2020
Copertina flessibile 307 pagine

Buongiorno cari amici lettori, 

sono qui a recensire un romanzo molto particolare. 

Sinceramente non saprei definire propriamente il genere, forse un distopico avventuroso… ma con molto, molto, erotismo. 

I nomi delle località in questo romanzo sono distorsioni di quelli noti, a volte in lingue straniere o antiche.

Un romanzo che parte come avventura per poi prendere le pieghe di un fantasy con elementi di fantascienza. 

Ci troviamo in un futuro lontanissimo dopo la grande Catastrofe, come si capirà a lettura inoltrata, ma invece che nel futuro sembra quasi di trovarsi nel passato, poiché le popolazioni sono tornate a una forma quasi primitiva. 

Sono organizzati in tribù, vestono di gonnellini di paglia e si nutrono di molluschi e bacche.

Organizzano strani rituali e parlano un linguaggio sconosciuto. 

L’avventura inizia con il naufragio di una ragazza che viene trovata praticamente morta su una spiaggia da due di questi indigeni, marito e moglie.

Questa donna, bellissima, alta, dalla pelle candida come la neve e dai biondi capelli fluenti. La sua provenienza certamente dev’essere di origine nordica, molto lontana dall’Africa dove sembra che ci troviamo. 

La ragazza si rimetterà subito grazie all’aiuto di questa coppia, ma la sua memoria sembra perduta, verrà chiamata Ziwena dalla popolazione locale. 

Piano piano però i ricordi riemergeranno e lei si ricorderà di essere la principessa Shalis.

Dopo innumerevoli, e forse a mio parere, troppe pagine di sesso, celebrazioni, orge, eccetera… si metterà in viaggio per ritornare  alla sua terra di origine. 

Compagni di viaggio molto insoliti sono un leone e una leonessa che lei, grazie a delle doti particolari, riesce ad ammansire come fossero due docili gattoni. 

Sarà un viaggio pieno di battaglie, combattimenti, ma Shalis ha piena  maestranza dell’arte della guerra e sarà un’ottima leader. 

La narrazione è abbastanza scorrevole, non ci sono refusi. 

L’autore ci porta fino alla fine e poi con un finale aperto ci fa capire che questo è il primo libro di una trilogia…

100 SERIE TV IN PILLOLE

STAGIONE 2 – Manuale per malati seriali recidivi di Luca Liguori, Antonio Cuomo e Giuseppe Grossi

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In COLLABORAZIONE con autore e casa editrice Multiplayer Edizioni oggi vi presento questo libro: 

100 SERIE TV IN PILLOLE STAGIONE 2 – Manuale per malati seriali recidivi di Luca Liguori, Andrea Cuomo e Giuseppe Grossi

Copertina flessibile 208 pagine
Editore Multiplayer Edizioni
Data di pubblicazione 24 settembre 2020

💊💊💊 IO SONO MALATA  DI SERIE TV… E VOI??!!!! 💊💊💊

Il mondo si potrà pure fermare, ma il numero di serie da vedere cresce sempre. Inesorabilmente.

Dopo il successo di 100 Serie TV in pillole – Manuale per malati seriali e Cult – I film che ti hanno cambiato la vita, la redazione di Movieplayer.it torna a parlare di piccolo schermo e serialità. Una nuova seconda stagione davvero imperdibile!

Terni – 24 settembre 2020 – “Non c’è cura per un malato seriale. Ormai lo sappiamo bene. E allora siamo qui a somministrarvi una nuova dose dedicata ad altre 100 serie tv che hanno fatto la storia del piccolo schermo. Vi avevamo lasciato sul più bello, come durante il finale del vostro show preferito, perché c’era ancora tanta altra serialità da celebrare. Lo faremo con una seconda stagione di serie tv imperdibili, da riscoprire o da recuperare. 100 nuovi show per un’intensa e imperdibile sessione di binge-reading.”

A distanza di due anni, Movieplayer.it, il web magazine di cinema serie TV e streaming video, presenta ai lettori il secondo volume di 100 SERIE TV IN PILLOLE, scritto a sei mani dalle tre penne più brillanti della redazione: Luca Liguori, Antonio Cuomo e Giuseppe Grossi.

LA CONFERENZA STAMPA – SAVE THE DATE

A parlarne più approfonditamente saranno gli stessi autori durante la conferenza digitale che si svolgerà il 28 settembre alle ore 15.00in contemporanea live sui canali Facebook, YouTube e Twitch di Movieplayer.it

La moderatrice dell’evento streaming sarà la giornalista Eva CarducciL’evento è aperto a tutti e non necessita di registrazione.

Se è vero che la dipendenza da serie TV può essere considerata da alcuni una vera e propria patologia, noi, battute a parte, l’abbiamo sempre vista come una delle migliori cure possibili alla noia e alla tristezza. 

E di questo abbiamo avuto conferma in uno dei periodi più bui e noiosi che le nostre generazioni possano ricordare, il recente lockdown, durante il quale abbiamo tutti rivolto lo sguardo verso il televisore.” commenta Luca Liguori, autore del libro e Direttore Editoriale di Movieplayer.it “Abbiamo anche capito che le 100 serie che avevamo scelto due anni fa non erano sembrate “poche” solo a noi, e che di “malati seriali” insaziabili e incontentabili ne esistono tantissimi.”

Il manuale raccoglie, rigorosamente in ordine alfabetico, altre 100 serie tv in un ventaglio molto ampio di generi seriali: dai crime più avvincenti alle migliori serie drammatiche, dalle sitcom più amate agli show di fantascienza. Senza dimenticare una contenuta ma accurata selezione di anime come Neon Genesis Evangelion, Death Note e L’attacco dei giganti.

Che siano tra i fenomeni televisivi più rilevanti del momento come The BoysThe Mandalorian e Ozark, prodotti meno mainstream ma assolutamente ottimi come Broadchurch o cult intramontabili come Willy, il Principe di Bel-AirDawson’s Creek o Xena – Principessa guerriera, ogni serie tv viene approfondita in maniera davvero esaustiva. Il volume, infatti, oltre a fornire un assaggio di trama (il giusto per stuzzicare l’appetito) e una breve critica dell’opera, specifica il numero di stagioni, la durata degli episodi e le ore totali necessarie per un binge watching fino all’ultima puntata.

Come nel volume precedente, gli autori non mancano poi di segnalare, per ogni serie, l’episodio memorabileil target (consigliata a chi), la compagnia più adatta per la visione e gli effetti collaterali nei quali anche i malati seriali più recidivi rischiano di incappare. 

In fondo al volume, come in tutti i manuali che si rispettino, è posizionato un comodo glossario che viene in aiuto di chi, nonostante l’amore incondizionato per le serie televisive, non ne mastica (ancora) lo slang.

#candelinegrigie

Diciassettesima tappa della challenge organizzata da @radicalging e @officialagathachristie

Diciassettesima tappa: 17 – Gone Girl: non è un mistero (in realtà lo è ancora) il fatto che per 11 giorni Agatha Christie sia svanita nel nulla. A dirla tutta, ogni tanto spariva anche nei suoi libri, usando lo pseudonimo Mary Westmacott. Fateci vedere un libro che ha scritto sotto pseudonimo oppure, se volete, condividete una citazione dai suoi libri che sembra ricordare gli 11 giorni della sua scomparsa.

Alla fine del 1926Archie chiese ad Agatha il divorzio. Si era infatti innamorato di Nancy Neele, un’amica del maggiore Belcher, direttore della British Empire Mission, il tour promozionale al quale avevano partecipato qualche anno prima. 

Il 3 dicembre 1926, i Christie litigarono e Archie lasciò la loro casa, chiamata Styles, a Sunningdale, nel Berkshire, per trascorrere il fine settimana con la sua amante a Godalming, nel Surrey

Quella stessa sera, verso le 21:45, la Christie scomparve da casa sua, lasciando dietro di sé una lettera per la sua segretaria dove diceva che sarebbe andata nello Yorkshire. La sua auto, una Morris Cowley, fu in seguito trovata a Newlands Corner, sopra una cava di gesso, con una patente di guida scaduta e dei vestiti.

La sua scomparsa causò molte domande tra il pubblico. Il segretario agli interni, William Joynson-Hicks, fece pressione sulla polizia e un giornale offrì una ricompensa di cento sterline. Oltre mille agenti di polizia, 15.000 volontari e diversi aerei perlustrarono il paesaggio rurale. 

Sir Arthur Conan Doyle giunse a regalare a una medium uno dei guanti della Christie per trovare la donna scomparsa. Dorothy L. Sayers visitò la casa nel Surrey, usando in seguito lo scenario nel suo libro Unnatural Death

La scomparsa di Christie venne descritta anche dalla prima pagina del The New York Times. Nonostante la vasta ricerca non fu trovata per dieci giorni.

Il 14 dicembre 1926, venne rintracciata presso lo Swan Hydropathic Hotel (oggi Old Swan Hotel) di Harrogate, nello Yorkshire, registrata come “signora Tressa Neele” (il cognome dell’amante del marito) da Città del Capo.

L’autobiografia di Christie non fa riferimento alla sua scomparsa. 

Sebbene due medici le abbiano diagnosticato un’amnesia, l’opinione rimane divisa sul motivo per cui scomparve. La sua biografa Laura Thompson suggerì che Christie lo chiarì nei sei romanzi rosa che scrisse tra il 1930 e il 1956con lo pseudonimo Mary Westmacott, in uno stile ben diverso dalle sue normali storie poliziesche. 

Era infatti conosciuta per l’essere depressa a causa dal superlavoro letterario, per la morte di sua madre avvenuta all’inizio di quell’anno e per l’infedeltà di suo marito. La reazione pubblica dell’epoca fu in gran parte negativa, supponendo che fosse una trovata pubblicitaria o un tentativo di incastrare il marito per omicidio.

Uno dei famosi romanzi scritti sotto pseudonimo è: Ritratto incompiuto